Mantova, la guida turistica

Mantova, la guida turistica al capoluogo dell'omonima provincia e la città dei tre laghi. Ecco cosa vedere a Mantova.

Cosa vedere a Mantova

Ecco cosa vedere a Mantova, comune di 50.000 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia, in Lombardia.
La città dai tre laghi deve la sua importanza ad Isabella D’Este. Nota letteraria, ebbe l’onore di trasformare Mantova in un importante centro artistico e culturale.
 
Insieme a lei furono tanti i personaggi di spicco della città di Mantova.
Tra i più importanti citiamo Ludovico Ariosto e Andrea Mantegna. Anche Leonardo da Vinci ebbe un ruolo fondamentale per lo sviluppo culturale di Mantova.
La bellezza pura di Mantova si può facilmente assaporare negli angoli più nascosti delle piccole vie che la percorrono. Come, ad esempio, quello dietro la Basilica di Sant’Andrea, in direzione Piazza Battista Alberti.
 
Stupefacente anche l’elevata qualità di vita, tra ristoranti di alto livello e lunghissime piste ciclabili.
Anche l’armonia e la serenità dei mantovani la si riesce a percepire passeggiando lungo la città, sempre occupati ma mai stressati.
 
Mantova non è solo una semplice città. Dal 2008 è stata dichiarata Patrimonio UNESCO ed è una delle capitali culturali d’Italia.

I laghi di Mantova

Cosa vedere a Mantova, laghi

Fino al 18esimo secolo Mantova si presentava con una piccola isola in mezzo a 4 laghi. Questo fino a quando il Lago Paiolo non fu prosciugato. Nel 1190 un ingegnere bergamasco deviò le acque del Mincio, impedendo al fiume di inondare Mantova.

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Il Lago di Paiolo era l’unico lago naturale dei quattro. Questo fu interrato nel 1700 per rendere più pulita l’aria della città e incrementare lo sviluppo commerciale della città.
Il Lago Superiore, il più vasto e affascinante, ha un’altezza sul livello del mare di 18 metri ed è collegato al Lago di Mezzo dal Vaso di Porto. Questa diga, anticamente, si chiamava Ponte dei Molini. Questo perché ospitava 12 mulini ad acqua che per funzionare sfruttavano il dislivello di 3 metri con il Lago di Mezzo.
Delle antiche costruzioni oggi non rimane più nulla. Sono infatti andate perdute durante i bombardamenti avvenuti durante la Seconda Guerra Mondiale. Dal 1984, il lago fa parte della Riserva Naturale Valli del Mincio e in estate fiorisce in magnifiche aiuole galleggianti.
 
Il Lago di Mezzo è il più piccolo ma il più profondo: in alcuni punti il fondale raggiunge i 15 metri. È separato dal Lago Inferiore dalla diga e dal Ponte di San Giorgio, dal quale si gode di una splendida vista sulla città.
 
Il Lago Inferiore, poco profondo, è separato dal basso Mincio dalla Diga Massetti. Ospita lungo i suoi argini la zona industriale di Mantova.

La storia di Mantova

Cosa vedere a Mantova, castello

La nascita di Mantova è descritta da Dante nel Canto 20° dell’Inferno. Assieme alla sua guida mantovana, Virgilio, ci si trova al cospetto degli indovini, a parlare del Mincio e del grande Po.
 
Fondata dagli etruschi nel 6° secolo a.C., durante la dominazione romana Mantova rivestì un’importanza relativaNell’11° secolo, entrò a far parte dei possedimenti canossiani e nel 1115 divenne Libero Comune.
Verso la fine del 13° secolo, i Bonacolsi cacciarono il podestà divenendo i primi signori di Mantova. Per poi essere poi spodestati a loro volta in seguito a un’insurrezione popolare guidata dai Gonzaga nel 1328. Gian Francesco si fregiò per primo del titolo di marchese di Mantova, a partire dal 1433.
 
Nel 1490, Francesco II sposò Isabella d’Este, figura tra le più luminose della cultura rinascimentale italiana.
I Gonzaga dominarono sulla città dal 14° al 18° secolo, espandendo i confini territoriali. L’epoca d’oro dei Gonzaga durò fino al primo decennio del 17° secolo.
Al loro declino seguì la dominazione prima austriaca e poi napoleo-nica, dopodiché Mantova entrò a far parte del Regno d’Italia nel 1866.

Cosa vedere a Mantova

Il centro storico di Mantova, contornato dai tre laghi, si estende verso sud fino ai giardini di Palazzo Te. Dividendo a metà il canale artificiale del Rio. La città si presenta come un enorme museo all’aperto, ricco di edifici medievali.
I suoi fulcri sono le quattro principali piazze cittadine. Piazza Sordello, Piazza Broletto, Piazza delle Erbe e Piazza Mantegna, elencate da nord.
 

Piazza Sordello

Cosa vedere a Mantova, Piazza Sordello

Questa enorme e suggestiva piazza è lunga 160 metri e larga 60. Qui si affacciano molti dei più importanti edifici antichi della città.
Nel primo Medioevo divenne il fulcro della città, che allora era delimitata a nord e a est dai laghi. Purtroppo le antiche testimonianze urbane vennero demolite con i lavori che si svolsero per oltre un secolo nel 1200.
La piazza prese con il tempo assunse l’aspetto attuale, dominato dalla facciata settecentesca del Duomo. Uno dei complessi religiosi più importanti della città.

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Cattedrale di San Pietro

Cosa vedere a Mantova, Cattedrale

Il Duomo, costruito nell’11° secolo, è uno degli edifici più antichi di Mantova. La torre campanaria è ciò che resta del corpo medievale della chiesa.
Del primo intervento, effettuato nel 1300 per volere della famiglia Bonacolsi, è rimasto ben poco. È osservabile unicamente il fianco destro della chiesa.
Della facciata in marmi, invece, non è rimasto nulla, se non la raffigurazione de La cacciata dei Bonacolsi di Domenico Morone.
 
I restauri più importanti avvennero in seguito ad un devastante incendio nel 1545. Il progetto di restaurazione fu affidato a Giulio Romano.
Nel 1600 furono restaurate le due cappelle laterali. Nel 1756 iniziarono i lavori di costruzione dell’attuale facciata in stile manieristico.
 
Gli interni progettati da Giulio Romano aspirano a recuperare le origini della basilica. Assolutamente da non perdere, il sarcofago, rimaneggiato alla fine del 1300.
Sotto l’altare maggiore sono conservate le spoglie di Sant’Anselmo, patrono della città. La navata sinistra conduce alla Cappella dell’Incoronata, costruita nel 1480 e sopravvissuta all’incendio. Da questa posizione si possono osservare gli affreschi della sagrestia e gli armadi.

Palazzo Ducale e Castello di San Giorgio

Cosa vedere a Mantova, Castel San Giorgio

Questa fu la residenza principale dei Gonzaga.
Realizzata a partire dal 1200, inizialmente era composta da differenti edifici. Questi furono poi collegati in forma organica per volere del duca Guglielmo.
Dal 1556 Bertani lavorò per rendere il tutto un unico complesso architettonico. Esteso dalle sponde del Lago Inferiore a Piazza Sordello. Alla morte del Bertani, la costruzione di giardini, cortili, logge e piazze fu completata da Bernardino Facciotto.
 
Quasi tutti gli arredi e le opere d’arte del palazzo furono o venduti dai Gonzaga, quando nel 1627 si trovarono in grave difficoltà economica. Vennero anche sottratti con il sacco di Mantova del 1630 voluto dall’imperatore Ferdinando II.
L’edificio più antico del Palazzo Ducale è il Palazzo del Capitano, il cui pro-spetto merlato affaccia su Piazza Sordello. Voluto da Guido Bonacolsi alla fine del 1200, era stato costruito su due piani. 
 
Nel 1300 fu rialzato di un piano e unito a quest’ultimo, che ospita il settecentesco Appartamento dell’Imperatrice. Da un atrio sotto i portici del Palazzo del Capitano si comincia la visita al complesso.
Il secentesco Scalone delle Duchesse conduce alla Sala del Morone, dove è ospitata la tela La cacciata dei Bonacolsi di Morone. Un corridoio con sculture e affreschi trecenteschi,porta alle sei stanze dell’Appartamento della Guastalla. Questo fu ristrutturato dal Viani tra il 16° e il 18° secolo. Il tutto ornato da sculture medievali e rinascimentali.

Palazzo dell’Accademia

Questo pittoresco edificio neoclassico ospita l’Accademia Nazionale Virgiliana. Anticamente era sede della Reale Accademia di Scienze e Belle Lettere.
La struttura fu eretta nel 1771 su progetto del Piermarini e per volontà di Maria Teresa d’Austria. La biblioteca ospita numerose stampe d’epoca e una collezione di strumenti chirurgici del 18° secolo.
 
Il Teatro Bibiena, con ingresso separato al Palazzo, è un raffinato e raccolto teatro ligneo, con pianta a campana. È considerato un vero gioiello barocco. Nel 1770, a un mese dall’inaugurazione, vi suonò Mozart da adolescente.

Biblioteca Teresiana

Questa magnifica biblioteca fu inaugurata nel 1780. Per volere dell’imperatrice Maria Teresa e progettato dall’architetto Paolo Pozzo. Danneggiata dal terremoto nel 2000 e nel 2012, ha di recente riaperto.
Da non perdere una visita alle sue stupende sale settecentesche, tra scaffali ricchi di libri antichi e pregevoli scale di legno.

Piazza delle Erbe

Cosa vedere a Mantova, Piazza Erbe

Questa splendida piazza, dove ogni giovedì si tiene il mercato cittadino, è un concentrato d’arte e bellezza. Iniziate a visitarla scendendo le scale della Rotonda di San Lorenzo, sul lato sud della piazza.
 
La chiesa, forse, faceva parte del pellegrinaggio verso la reliquia del Preziosissimo Sangue, situato nella Basilica di Sant’Andrea. Questa risale tra l’11° e il 12° secolo. A metà del Quattrocento, la Rotonda aveva intorno botteghe e costruzioni. Nel progetto di restuaro di Ludovico II, in un primo momento si pensò di abbatterla. La scelta finae fu invece quella di conservarla. Alla fine del 16° secolo venne chiusa dal duca Guglielmo Gonzaga e per oltre tre secoli rimase inutilizzata.
 
Solo nel 1908 iniziarono i lavori di recupero intorno alla Torre dell’Orologio, e a quel periodo si deve la riemersione del sito. Dal 1925, la conservazione della Rotonda è affidata alla comunità domenicana.

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Galleria Museo Valenti Gonzaga

Espressione massima dello stile barocco a Mantova, con oltre 500 mq di locali open space. Tra questi spiccano la Galleria, la Camera del Figliuol Prodigo, la Cappella e la Stanza del Trionfo del Tempo sulla Fama.
Il tutto arricchito con affreschi del pittore fiammingo Frans Geffels e una serie di statue di Giovan Battista Barberini. Afferiscono al palazzo anche un piccolo giardino pensile e i locali rustici della ghiacciaia, della farineria e del refettorio

Palazzo di Giustizia

Questo grande edificio del 17° secolo sorge in quella che era la contrada dell’Unicorno.
Edificato su progetto del Viani, al servizio dei Gonzaga dal 1595 al 1630, presenta una facciata affascinante. Caratterizzata per gli enormi cariatidi, sculture utilizzate come colonna.
 
All’interno sono degne di nota la Sala dei Fiumi, la Sala del Pastor Fido e la Sala delle Parche. Imperidbili anche il cortile e lo scalone principale.
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