Piazza nel centro storico di Lovere

Lovere, il pittoresco borgo sul Lago di Iseo | Cosa vedere a Lovere, Bergamo


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Cosa vedere a Lovere: l’importante borgo bergamasco sulla costa del Lago di Iseo

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Mappa di Lovere, Bergamo

Icona articolo onemagCi troviamo nell’area settentrionale della provincia di Bergamo. Affacciata sulla sponda occidentale del Lago di Iseo, nell’immediato confine con la provincia bresciana, si trova il pittoresco borgo di Lovere. Abbracciato dalle Alpi Orobie, Lovere è dal 2003 inserito nel prestigioso circuito de I borghi più belli d’Italia, dovuto soprattutto al fatto di conservare un centro storico di primo livello.

La sua struttura centrale antica custodisce ancora oggi, con il turismo di massa in piena ascesa, un’atmosfera di apparente tranquillità, in cui potersi rigenerare completamente per un pomeriggio (o, perché no, anche un weekend intero). La località, che conta poco più di cinquemila abitanti, conserva al suo interno diverse attrattive storiche e culturali assolutamente imperdibili. Scopriamo cosa vedere a Lovere, in provincia di Bergamo.

Cenni storici

Panorama sul lungolago di Lovere, in provincia di Bergamo

Il sito di Lovere rappresenta uno dei più antichi insediamenti popolati nelle Alpi meridionali. Secondo alcuni studi condotti, infatti, si è riusciti a stimare che il primo insediamento in questo territorio risalga al Neolitico Antico, circa al VI millennio a.C. Occorsero attendere però alcuni millenni per vedere il villaggio assumere le sembianze di una città primitiva, attorno a metà III millennio.

Molto tempo più tardi, verso il I secolo d.C., con l’occupazione romana della Valle Camonica, Lovere cominciò gradualmente a spostare il proprio nucleo urbano, come testimoniato dalla Necropoli e dalle due are trovate sul colle di San Maurizio. La necropoli fu una delle più importanti di tutto il Nord Italia, rimanendo attiva fino a circa il V-VI secolo d.C. Nell’alto medioevo, complice la sua posizione poco favorevole per i commerci, vide un momento di decadenza.

Nel primo periodo feudale Lovere venne data a un ramo della famiglia Mozzo, già feudataria del vescovo di Bergamo in Sovere. Verso il XII secolo, l’area limitrofa al Lago di Iseo, in particolare sui villaggi costieri di Ceratello e Qualino, ci fu una forte contesa con i parenti e feudatari del vescovo di Brescia in Volpino, i Brusati, che scaturì in un conflitto che coinvolse i comuni di Brescia e Bergamo. In questo periodo Lovere ricominciò a crescere, trovando un discreto sviluppo sul finire del XII secolo, quando si trovava annessa politicamente al territorio bergamasco ma nella diocesi di Brescia.

Ciò che in passato si rivelò fatale per Lovere, nel medioevo rappresentò un elemento di importante svolta. Infatti, la strategica posizione in cui si trova il borgo, tra ben tre vallate e affacciato su uno dei più importanti laghi lombardi, portò a Lovere diversi sviluppi, soprattutto urbanistici e difensivi, grazie all’antica cinta muraria e ai ben sorvegliati portali d’ingresso. Un’ulteriore sviluppo lo si vide tra il XV e il XVI secolo, grazie a un discreto ampliamento urbanistico verso est, dovuto soprattutto ai sempre crescenti commerci di lana.

Dal XVIII secolo Lovere affrontò un nuovo periodo di crisi economica e demografica, dovuto al fatto della sempre decrescente richiesta di materiali nel settore del lanificio. Non servì molto tempo però per vedere una nuova industria affermarsi: quella metallurgica, che attirò operai e artigiani da diversi territori del Nord Italia. Lovere visse quindi un periodo di completa trasformazione, alimentando l’economia locale e permettendo anche la realizzazione di un collegamento viario tra Bergamo e la Valle Camonica attraverso la riva del lago. Nel corso dell’Ottocento e del Novecento Lovere assunse il suo attuale aspetto, vedendo la realizzazione di diversi edifici nobiliari tra i più importanti della zona.

 

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Link-uscita icona Clusone: la città dipinta delle montagne bergamasche

Cosa vedere a Lovere: itinerario alle attrazioni principali

Strada nel centro storico di Lovere
Strada nel centro storico di Lovere

Per visitare correttamente Lovere suggeriamo di partire dal suo lungolago. Considerato uno dei più bei lungolago della Lombardia, quello di Lovere collega da nord a sud tutto il centro abitativo. Si parte dalla zona industriale, posta nell’area sud della cittadina, e si percorre tutto il territorio comunale fino alla sua estremità settentrionale, poco distante dalla provincia di Brescia. Il panorama che si può ammirare dal lungolago di Lovere è veramente eccezionale: le azzurre acque del Lago di Iseo riflettono le luci del sole, regalando agli storici edifici sul lungolago un’illuminazione molto peculiare.

Sul lungolago di Lovere si affacciano molti dei principali siti d’interesse del borgo. Prima tra tutte Piazza XIII Martiri, con l’adiacente Accademia Tadini. Un altro luogo di riferimento è il porticciolo, una suggestiva porta d’accesso al borgo nonché strumento di trasporto di primaria importanza da diversi secoli ormai. Piazza XIII Martiri è considerata una delle più belle piazze lombarde: il salotto cittadino, fulcro della movida locale nonché capolavoro d’architettura civile, con le sue case variopinte disposte a gradoni, come formassero un enorme anfiteatro. La piazza è intitolata ai tredici partigiani locali uccisi dai fascisti, un luogo di memoria importantissimo, divenuto oggi uno dei più vivaci punti cittadini. Tanti sono i palazzi, i ristoranti e i negozi che si possono visitare.

Tutto il lungolago percorre quella che è l’area bassa di Lovere. Da qua si possono seguire le più strette stradine che conducono all’area alta di Lovere, quella posta lungo le pendici collinose. Lungo questi vialetti si possono scorgere sulle antiche fortificazioni medievali, sulle antiche botteghe artigianali e sui graziosi locali pieni di vita. Vagamente, Lovere, soprattutto su Piazza XIII Martiri, rievoca uno stile più verosimile a quello trento-altoatesino piuttosto che lombardo, soprattutto per l’ordine quasi maniacale del centro abitativo e per i tanti fiori che decorano le facciate degli edifici.

Da Via Cavallotti si possono raggiungere tutte le principali strade che conducono in strette scalinate tortuose. Passo dopo passo ci si immerge nella Lovere più autentica e sempre meno turistica, quantomeno, sempre meno affollata. In questa zona si può ammirare l’imponente Torre Soca, risalente al XII secolo e storicamente proprietà della famiglia Celeri. Della torre è stata demolita la parte superiore, peculiarità molto curiosa, scelta per permettere i lavori di estensione della vicina Chiesa di San Giorgio, secolo XIV, altro luogo da visitare a Lovere nota per i tanti dipinti italiani e fiamminghi risalenti al Seicento.

Un altro punto nevralgico per Lovere è Piazza Vittorio Emanuele II, dominata dalla monumentale torre civica medievale. Oltre alla precedentemente menzionata Torre Soca, è imperdibile la Torre degli Alghisi, anch’essa risalente al XII secolo, e la torre situata sulle antiche mura. Imperdibile è anche la Galleria dell’Accademia di Belle arti Tadini, già nominata che merita maggior attenzione, al cui interno di custodiscono opere di Canova, Jacopo Bellini, Palma il Giovane e Giandomenico Tiepolo. Terminiamo l’escursione a Lovere presso la grande Chiesa (talvolta indicata Basilica) di Santa Maria in Valvendra, costruita nel 1473 e raffigurante come uno dei monumenti architettonici di maggior rilievo nella provincia bergamasca.


 

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