L’orologio astronomico di Besancon

L'orologio astronomico di Besancon è una delle attrazioni che ogni anno richiamano flussi di turisti desiderosi di ammirare un capolavoro di ingegneria.

Besancon

Besancon è una città di quasi 120.000 abitanti, capoluogo del dipartimento del Doubs, in Francia.
Da qui inizia la storia dell’orologeria francese: proprio nel 19° secolo Besancon venne dichiarata Capitale Francese dell’Orologeria.

Dove si trova l’orologio astronomico

La cattedrale, situata in pieno centro storico, è caratterizzata da una struttura particolare tanto quanto affascinante: parliamo dell’orologio astronomico.

Situato al suo interno, totalmente messo in sicurezza per evitare danneggiamenti da parte dei visitatori, è alto 6 metri e conta nel suo insieme oltre 30000 componenti differenti.

Nel 1860, anno in cui venne installato, era uno degli strumenti di misurazione più complessi di tutta la storia dell’orologeria e similare.

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Come è composto l’orologio

L’orologio è caratterizzato da ben 57 quadranti.
Fornisce oltre 120 informazioni differenti ma collegate tra loro. Tra queste troviamo l’orario di 17 località differenti sparse nel mondo, l’altezza delle maree in 8 porti francesi, un calendario perpetuo fornito di anni bisestili, orario dell’alba e del tramonto giorno per giorno, eclissi lunari e solari e anche le date delle costellazioni dei segni zodiacali.

Anche oggi si rimane sbalorditi ammirandolo ed è veramente difficile comprendere come abbia potuto correttamente funzionare fino ad oggi in maniera corretta.
Lo dobbiamo a Auguste-Lucien Vérité, autodittata e genio dell’orologeria, che per primo studiò e realizzò questo incredibile progetto scientifico.

Besancon, Francia

Chi ha costruito l’orologio

Quello realizzato dal genio di Vérité non fu il primo orologio astronomico ad essere montato nella Cattedrale di Besançon.
In precedenza, tra il 1850 e il 1855, Flavien Bernardin studiò e realizzò una precedente versione dell’orologio astronomico. Prima di trovare alloggio nella cattedrale venne esposto, giusto poco dopo la sua conclusione, all’EXPO svoltosi a Parigi nel 1855.

Rimase però in funzione davvero poco. A distanza di meno di due anni, nel 1857, smise di funzionare in modo irreparabile. Pur non avendo documentazione certa, è probabile che proprio da questo guardo Vérité si mise al lavoro sul suo progetto.
L’ordine di lavorazione arrivò proprio dall’arcivescovo di Besancon che approvò l’idea del genio e diede il via ai lavori.

Anche dopo essere stato montato in sostituzione di quello danneggiato, l’artista non smise di proseguire la sua lavorazione. Venne infatti concluso definitivamente nel 1863, ben 3 anni dopo che era stato collocato sulla cattedrale

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