Cosa vedere a Lipari, Isole Eolie
Condividi su:

Cosa vedere a Lipari, Isole Eolie

Tutti gli articoli della provincia di Messina

Cosa vedere a Lipari, Mappa

Icona articolo

La più grande delle isole Eolie è una delle meraviglie della Sicilia, un territorio di 37 km quadrati che merita essere visitato in particolar modo durante il periodo estivo. Lipari è abitata da 12 mila residenti stabili e il suo centro è caratterizzato dall’antica agropoli greca, la Rocca del Castello.

La soluzione migliore per raggiungere l’isola di Lipari è quella di partire da Milazzo con cui arrivarci velocemente a bordo di vari aliscafi di linea. Del resto l’isola di Lipari è assolutamente organizzata per ricevere in ogni periodo dell’anno i tanti visitatori che la scelgono sia come meta balneare che come località dove trascorrere una giornata.

 

Cenni storici

Cosa vedere a Lipari, panoramaLa storia di Lipari coincide perfettamente con quella delle Isole Eolie, un passato le cui origini si fondono con la mitologia. Lipari, infatti, viene costruita ancora prima della guerra di Troia secondo leggenda ma i primi insediamenti certi sono del V millennio a.C. In quel periodo furono gli abitanti della vicina Sicilia a trasferirsi in questo territorio ricco di ossidiana, una roccia vulcanica che all’epoca veniva sfruttata per la realizzazione di utensili e altri materiali di uso comune.

I primi coloni scelsero di vivere sull’altopiano di Castellano Vecchio e a Salina, da dove iniziarono non solo a produrre ma anche a commercializzare la roccia vulcanica. Lipari, grazie alle attività commerciali e di produzione, divenne presto tra gli insediamenti urbani più popolosi di tutta la Sicilia. I commerci avvenivano anche con territori molto distanti dalle Eolie, ritrovamenti danno per certo una attività di scambio anche con la Francia. La successiva Età del Bronzo vide l’insediamento di nuovi gruppi etnici nel territorio di Lipari, contribuendo ad accrescere nuove lavorazioni artigianali. L’isola si trovò presto a commercializzare anche con la Grecia Micenea, dove le isole al largo di Messina vennero proprio intitolate Eolie, dalle popolazioni di stirpe eolica, secondo la mitologia che ricorda Eolo, il signore dei venti.

L’importanza strategica della più grande delle Isole Eolie la rese protagonista di numerose invasioni, facendo fuggire ogni abitante, lasciando l’isola disabitata fino al 900 a.C. Furono i greci di stirpe Dorica a ricolonizzarla, in fuga da Fenici ed Etruschi, equipaggiandosi con una potente flotta. Dopo i primi obiettivi di difesa, i dorici si resero presto conto che la loro potenza poteva trasformare loro stessi in predatori. Gli etruschi vennero sconfitti a Cuma proprio dai dorici di Siracusa. Con la sconfitta degli etruschi le isole Eolie decisero di insediarsi e sviluppare i primi nuclei abitativi. Con la prima spedizione ateniese in Sicilia, i liparesi si allearono, nel V secolo a.C., con Siracusa, avvantaggiati dall’eccezionale posizione geografica.

Con l’avvento della Prima Guerra Punica, i liparesi consolidarono un’alleanza con i cartaginesi. Questo portò a subire attacchi romani provenienti dalle loro flotte. Le sorti della Sicilia sono ben note: il territorio venne annesso come colonia romana nel III secolo a.C. Immediatamente dopo l’isola fu protagonista di un’eccezionale ascesa in termini commerciali, Roma la valorizzò come stazione termale e si consolidarono i rapporti con Siracusa. Con lo scoppiare della guerra civile tra Ottaviano e Sesto Pompeo, padrone della Sicilia, l’arcipelago assunse un’ottima importanza strategica. Superato il florido periodo romano, Lipari ebbe un leggero calo in ambito commerciale in epoca bizantina, poi egregiamente recuperato durante il dominio dei normanni nel Sud Italia. I normanni ripopolarono l’isola e fortificarono il preesistente castello.

A partire dal XI secolo l’isola conobbe anche un notevole sviluppo nella vita religiosa, grazie alla costruzione del monastero benedettino dedicato a S. Bartolomeo, tutt’oggi in ottimo stato di conservazione. Le Isole Eolie divennero, secondo un decreto di Papa Urbano II, feudo del monastero. Fatta eccezione per qualche incursione saracena tra il IX e il XIV secolo, Lipari visse uno trascorrere dei secoli sereno. Tutto cambiò nel 1544, quando il pirata Barbarossa, alleato con i francesi, avanzò con la sua flotta di 150 navi su Lipari, distruggendo quasi ogni testimonianza storica, tra case, edifici religiosi e monumenti, la popolazione venne ridotta in schiavitù. Con l’impegno del Regno di Napoli l’isola venne ulteriormente fortificata, facendo erigere una cinta muraria ancora più imponente e favorendone il ripopolamento, grazie all’esenzione di tasse per chiunque vi si trasferì. Tra il XVIII e il XIX secolo, Lipari seguì le sorti del Regno di Sicilia, venendo per un periodo minacciata dalle truppe di Napoleone e poi successivamente annessa al Regno d’Italia.

 

OneMag-logo
Link-uscita icona  Visitiamo Messina, la Porta della Sicilia

Cosa vedere a Lipari

Pronti a scoprire cosa vedere a Lipari? I 12 mila residenti si concentrano principalmente ai piedi della Rocca del Castello, l’antica acropoli greca a Lipari. L’isola è di origine vulcanica, l’ossidiana ha sempre rappresentato un punto di forza per la località. L’isola si caratterizza per il suo centro abitato, che si sviluppa lungo buona parte del territorio. I panorami sono mozzafiato e i paesaggi magnifici. Il diretto collegamento tramite gli aliscafi dalla Sicilia ne favorisce il turismo, e con esso anche la crescita di negozi, ristoranti e hotel.

Il Castello di Lipari

Cosa vedere a Lipari, castelloA strapiombo sul mare troviamo la prima delle cose da vedere a Lipari, il suo castello. Imponente al suo esterno, una volta raggiunto troverete il portone di accesso corredato dello stemma dei Borboni, uno stemma con un’aquila. Oltre al maniero avrete modo di visitare alcune strutture religiose tra cui la chiesa di Santa Caterina, dismessa, e la Chiesa dell’Addolorata risalente al XVI secolo. Nei pressi del primo edificio troverete alcuni scavi che dimostrano la presenza di un nucleo abitato nell’età del bronzo e la Scalinata del Concordato il cui scopo era connettere la Cattedrale di San Bartolomeo con il centro cittadino.

Al suo interno è anche presente il Museo Archeologico Eoliano, inaugurato nel 1954 al cui interno conserva il patrimonio degli scavi realizzati a partire dagli anni ’40 a oggi. Sono sei le aree in cui il museo è distribuito, dalla sezione preistorica a quella classica e paleontologica. La visita al museo è accompagnata da una serie di pannelli informativi che aiutano il visitatore a comprendere la storia dell’esposizione e di alcuni video che documentano gli scavi e i ritrovamenti.

OneMag-logo
Link-uscita icona  Cosa vedere a Lipari, la più grande isola delle Eolie

Cattedrale di San Bartolomeo

Cosa vedere a Lipari, Cattedrale di San Bartolomeo

Il Duomo di Lipari è l’edificio principale tra le cose da vedere a Lipari. Costruita nel XVI secolo, la Cattedrale è stata in seguito rimaneggiata diverse volte ma la sua realizzazione avvenne su un precedente istituto religioso, edificato nel periodo arabo e quindi a sua volta rivisitato nel 1130. L’ultimo intervento avvenne invece nel 1861 quando furono necessari i lavori di ricostruzione a seguito di un fulmine che due anni prima la compromesse seriamente.

Dopo aver varcato i gradini che ci separano dalla Cattedrale, si verrà accolti da una facciata scenografica con due ingressi laterali che incorniciano il portone principale in stile neo barocco. Al suo interno la navata centrale è corredata da una serie di volte a crociera mentre le navate laterali sono impreziosite da pale d’altare e dipinti di pregio.

 

OneMag-logo
Link-uscita icona  Uno tra i borghi più belli d’Italia, benvenuti a Brolo

Chiesa della Madonna della Catena

Cosa vedere a Lipari, Chiesa della Madonna della Catena

Altro importante edificio religioso da inserire tra le cose da vedere a Lipari è la Chiesa della Madonna della Catena, posta nella frazione di Quattropani. Posta anch’essa in una posizione privilegiata, da qua si può ammirare un panorama unico grazie alla sua posizione a strapiombo sul mare. La sua realizzazione risale al 1558 e nel 1646 venne ampliata e solo nel 1969 nominato Santuario Maria S.S. della Catena. Al suo interno merita ammirare la statua della Madonna della Catena, in legno, e la cripta posto giusto sotto al Santuario che in passato aveva il compito di cimitero della frazione.

Nel centro storico merita inoltre visitare la Chiesa di San Giuseppe, risalente al XVII secolo e una delle più antiche del suo genere nell’isola. Complice l’invasione di Barbarossa nel XVI secolo, sono molto pochi gli edifici precedenti a quel periodo che si presentano ancora con la propria struttura originaria. La chiesa è costruita al di sopra della cripta che custodiva le reliquie di San Bartolomeo, protettore di Lipari.

 

OneMag-logo
Link-uscita icona  San Marco D’Alunzio, il borgo sulla cima del Monte Castro

Le spiagge di Lipari

Lipari rimane naturalmente una meta balneare a le spiagge sono indubbiamente una delle ragioni per sceglierla. Di dimensioni piuttosto contenute, 37 km quadrati, Lipari ha numerose spiagge tra cui scegliere tra cui meritano la Valle Muria, quella di Marina Corta e la Spiaggia Bianca.

La Spiaggia Bianca è quella più nota e più visitata grazie sia alla sua bellezza che alla sua tranquillità, affacciata sull’azzurro del mare che caratterizza Lipari. Perfettamente fruibile anche da famiglie con bimbi, la Spiaggia Bianca è caratterizzato da un fondale che scende lentamente, perfetto per ogni tipo di turista. Anche la Spiaggia Valle Muria è tra le più note di Lipari, posta nella parte meridionale e caratterizzata da una spiaggia ciottolosa circondato da rocce vulcaniche di vario colore. La Spiaggia di Marina Corta è invece quella più ubicata nel centro storico, nell’omonimo quartiere vicino al porto di pesca. Qui troviamo anche la movida serale dell’isola e di giorno invece si caratterizza per un’importante flusso turistico aiutato anche allo shopping.

Oltre alle spiagge meritano essere citale gli scogli di roccia lavica delle Formiche e i Faraglioni. I primi vengono scelti in modo particolare dai subacquei alla ricerca di un fondale esclusivo mentre i Faraglioni sono vedibili dal mare e sono tra le attrattive marine più apprezzate. Sono delle formazioni vulcaniche che dopo essersi spenti si sono trasformati con l’erosione del vento. Ne troverete diversi come quello di Pietralunga, alto ben 80 metri o quello di Pietra Menalda, di dimensioni più contenute ma pur sempre rilevanti, 20 metri circa.

Ultimo aggiornamento 5 agosto 2021


 

Condividi su: