Lipari, Eolie | Cosa vedere a Lipari

Cosa vedere a Lipari, la più grande isola delle Eolie, il magnifico arcipelago al largo della costa siciliana, con un territorio che si estende per ben 37 km quadrati e principalmente visitato durante la stagione estiva. Tra le cose da vedere a Lipari citiamo la Chiesa di San Giuseppe, risalente al XVII secolo, i panorami sono mozzafiato e i paesaggi magnifici. Ecco cosa vedere a Lipari.3 min


Cosa vedere a Lipari

Cosa vedere a Lipari, Isole Eolie

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La più grande delle isole Eolie è una delle meraviglie della Sicilia, un territorio di 37 km quadrati che merita essere visitata in particolar modo durante il periodo estivo.
Lipari è abitata da 12 mila residenti stabili e il suo centro è caratterizzato dall’antica agropoli greca, la Rocca del Castello.
La soluzione migliore per raggiungere l’isola di Lipari è quella di partire da Milazzo con cui arrivarci velocemente a bordo di vari aliscafi di linea. Del resto l’isola di Lipari è assolutamente organizzata per ricevere in ogni periodo dell’anno i tanti visitatori che la scelgono sia come meta balneare che come località dove trascorrere una giornata.

Cenni storici

Cosa vedere a Lipari, MappaLa storia di Lipari coincide perfettamente con quella delle Isole Eolie, un passato le cui origini si fondono con la mitologia. Lipari, infatti, viene costruita ancora prima della guerra di Troia secondo leggenda ma i primi insediamenti certi sono del V millennio a.C.

In quel periodo furono gli abitanti della vicina Sicilia a trasferirsi in questo territorio ricco di ossidiana, una roccia vulcanica che all’epoca veniva sfruttata per la realizzazione di utensili e altri materiali di uso comune.

I primi coloni scelsero di vivere sull’altopiano di castellano vecchio e a Salina, da dove iniziarono non solo a produrre ma anche a commercializzare la roccia vulcanica. Lipari, grazie alle attività commerciali e di produzione, divenne presto tra gli insediamenti urbani più popolosi di tutta la Sicilia. I commerci avvenivano anche con territori molto distanti dalle Eolie, ritrovamenti danno per certo una attività di scambio anche con la Francia.

La successiva Età del Bronzo vide l’insediamento di nuovi gruppi etnici nel territorio di Lipari, contribuendo ad accrescere nuove lavorazioni artigianali. L’isola si trovò presto a commercializzare anche con la Grecia Micenea, dove le isole al largo di Messina vennero proprio intitolate Eolie, dalle popolazioni di stirpe eolica, secondo la mitologia che ricorda Eolo, il signore dei venti.
L’importanza strategica della più grande delle Isole Eolie la rese protagonista di numerose invasioni, facendo fuggire ogni abitante, lasciando l’isola disabitata fino al 900 a.C.
Furono i greci di stirpe Dorica a ricolonizzarla, in fuga da Fenici ed Etruschi, equipaggiandosi con una potente flotta. Dopo i primi obiettivi di difesa, i dorici si resero presto conto che la loro potenza poteva trasformare loro stessi in predatori.

Gli etruschi vennero sconfitti a Cuma proprio dai dorici di Siracusa. Con la sconfitta degli etruschi le isole Eolie decisero di insediarsi e sviluppare i primi nuclei abitativi.
Con la prima spedizione ateniese in Sicilia, i liparesi si allearono, nel V secolo a.C., con Siracusa, avvantaggiati dall’eccezionale posizione geografica.

Con l’avvento della Prima Guerra Punica, i liparesi consolidarono un’alleanza con i cartaginesi. Questo portò a subire attacchi romani provenienti dalle loro flotte. Le sorti della Sicilia sono ben note: il territorio venne annesso come colonia romana nel III secolo a.C.
Immediatamente dopo l’isola fu protagonista di un’eccezionale ascesa in termini commerciali, Roma la valorizzò come stazione termale e si consolidarono i rapporti con Siracusa. Con lo scoppiare della guerra civile tra Ottaviano e Sesto Pompeo, padrone della Sicilia, l’arcipelago assunse un’ottima importanza strategica

Superato il florido periodo romano, Lipari ebbe un leggero calo in ambito commerciale in epoca bizantina, poi egregiamente recuperato durante il dominio dei normanni nel Sud Italia. I normanni ripopolarono l’isola e fortificarono il preesistente castello.
A partire dal XI secolo l’isola conobbe anche un notevole sviluppo nella vita religiosa, grazie alla costruzione del monastero benedettino dedicato a S. Bartolomeo, tutt’oggi in ottimo stato di conservazione. Le Isole Eolie divennero, secondo un decreto di Papa Urbano II, feudo del monastero. 

Fatta eccezione per qualche incursione saracena tra il IX e il XIV secolo, Lipari visse uno trascorrere dei secoli sereno. Tutto cambiò nel 1544, quando il pirata Barbarossa, alleato con i francesi, avanzò con la sua flotta di 150 navi su Lipari, distruggendo quasi ogni testimonianza storica, tra case, edifici religiosi e monumenti, la popolazione venne ridotta in schiavitù.

Con l’impegno del Regno di Napoli l’isola venne ulteriormente fortificata, facendo erigere una cinta muraria ancora più imponente e favorendone il ripopolamento, grazie all’esenzione di tasse per chiunque vi si trasferì. Tra il XVIII e il XIX secolo, Lipari seguì le sorti del Regno di Sicilia, venendo per un periodo minacciata dalle truppe di Napoleone e poi successivamente annessa al Regno d’Italia.

Cosa vedere a Lipari

Pronti a scoprire cosa vedere a Lipari? I 12 mila residenti si concentrano principalmente ai piedi della Rocca del Castello, l’antica acropoli greca a Lipari. L’isola è di origine vulcanica, l’ossidiana ha sempre rappresentato un punto di forza per la località.

L’isola si caratterizza per il suo centro abitato, che si sviluppa lungo buona parte del territorio. I panorami sono mozzafiato e i paesaggi magnifici. Il diretto collegamento tramite gli aliscafi dalla Sicilia ne favorisce il turismo, e con esso anche la crescita di negozi, ristoranti e hotel. 

Nel centro storico merita visitare la Chiesa di San Giuseppe, risalente al XVII secolo e una delle più antiche del suo genere nell’isola. Complice l’invasione di Barbarossa nel XVI secolo, sono molto pochi gli edifici precedenti a quel periodo che si presentano ancora con la propria struttura originaria. La chiesa è costruita al di sopra della cripta che custodiva le reliquie di San Bartolomeo, protettore di Lipari.


 


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