L’insolito museo dei viaggi nello spazio di Feucht, Baviera

Uno dei musei più insoliti della Germania, il museo dei viaggio nello spazio di Feucht, Baviera, intitoloto a Hermann Oberth, il celebre fisico rumeno considerato progenitore della cultura aerospaziale. Scopriamo la storia di uno dei geni dell'astrofisica e conosciamo il Museo dei Viaggi nello Spazio di Feucht, dove all'interno troviamo diverse stanze con ritratti di personaggi importanti del mondo dello spazio, modellini, documenti, tute spaziali e filmati di vario genere. Scopriamo il Museo dei viaggi nello Spazio di Feucht, Germania. 2 min


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Feutch, il museo dei viaggi nello spazio

Museo dei viaggi spaziali
di Feucht, Baviera

icona-articoloBenvenuti nel Hermann-Oberth-Raumfahrt-Museum, il museo interamente dedicato al mondo dei viaggi nello spazio.
Ci troviamo nel comune di Feucht, nella regione della Baviera, in Germania, situato a sud-est dalla città di Norimberga, dove è possibile visitare questo piccolo, ma affascinante complesso museale.
Uno dei pochi di questo genere in Europa, il Hermann-Oberth-Raumfahrt-Museum espone una ricca collezione dedicata al mondo della tecnologia dello aeronautica spaziale e di ciò che è legato.

Il museo prende il nome da uno dei personaggi più importanti della storia della missilistica e dell’astronautica, tutelando alcuni dei più importanti lavori in questo ambito da lui realizzati.

La storia di Hermann Oberth

Hermann Oberth, francobollo

Hermann Oberth nasce nel 1894 a Sibiu, in Romania, e sin dalla tenera età si appassionò notevolmente al mondo legato l’astronomia. Fu il libro Dalla Terra alla Luna, capolavoro di Jules Verne, ad ispirarlo ed appassionarlo, tanto da portarlo all’età di 11 anni a disegnare alcuni progetti di missili.
E non missili qualunque: infatti nei suoi disegni illustrata di come il razzo poteva proiettarsi scaricando i gas ottenuti dalla combustione dalla sua base. Fu proprio lui ad ideare questa particolarità che nel futuro permise di rendere realtà progetti come lo Space Shuttle.
Già solo questa peculiarità ci permette di denotare l’invettiva eccezionale di un preadolescente, ricordando che la prima forma di viaggi spaziali con equipaggio nacquero ben 50 anni più tardi.

Il giovane Oberth decise quindi di studiare in primis fisica, poi aerodinamica e medicina all’università di Monaco, Gottinga ed Heidelberg.
I suoi studi lo portarono nel 1929 a pubblicare una tesi di oltre 400 pagine, chiamata “I razzi nello spazio interplanetario”, che cambiò la storia dell’astronautica per sempre.
Infatti il libro, di successo planetario, aveva portato al già celebre fisico una notorietà di altissimo rilievo nel mondo della scienza. Sfortunatamente solo un anno dopo la pubblicazione della tesi Oberth perse la vista nell’occhio sinistro, durante la realizzazione di un modellino di un razzo per un film, il capolavoro fantascientifico di Fritz Lang “Una donna sulla luna”.

Fu una diretta conseguenza la conclusione dei suoi studi in questo ambito, che vennero proseguiti dalle menti più brillanti del mondo. Probabilmente, se Oberth non avesse perso la vista, l’uomo avrebbe esplorato lo spazio già dell’Apollo 11 avvenuto nel 1969.

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L’esposizione del museo

La collezione museale è abbastanza ridotta, ma non di scarso interesse. Infatti il museo, situato in un edificio anonimo dalla tipica architettura mitteleuropea, espone alcune delle più rivoluzionarie scoperte nell’ambito astronautico.

Alcune delle stanze dell’edificio ospitano numerosi ritratti di personaggi importanti, con annesse alcune teche conservanti modellini, documenti e vari progetti ideati in gran parte da Oberth.

Il percorso poi comprende anche delle repliche di tute spaziali, filmati di vario genere, e ricostruzioni di alcune delle prime sonde ad essere state mandate nello spazio. Molto interessante anche il confronto presente tra le tute americane della NASA con quelle realizzate dal CCCP.

Apprezzato particolarmente dai bambini è anche la stanza con numerose bilance, strumenti che vengono utilizzati per calcolare rapidamente il proprio peso negli altri pianeti.

Immancabile è una statua raffigurante il volto di Oberth, che alle sue spalle dà spazio ad una piccola raccolta di modellini in scala di alcuni dei più celebri missili mai realizzati.

Dai missili e dalle sonde poi si passa alla parete dedicata ai primi satelliti. Qua è possibile approfondire la storia legata a questi strumenti che negli ultimi decenni hanno rivoluzionato totalmente la vita dell’uomo.

Tra i più celebri razzi esposti troviamo quelli di Cirrus e Kumulus, progettati a scopo metereologico e lanciati negli anni ’70 in Germania. A questi è affiancato il razzo sonda dello Zenit, di progettazione svizzera.


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