Linden e l’isola di Gluck: alla scoperta della Guyana britannica

Linden e l'isola di Gluck: alla scoperta della Guyana britannica. Tra le cose da vedere a Linden della Guyana britannica segnaliamo la Chiesa di San Matteo inaugurata alla fine dell'Ottocento e la chiesa anglicana di Saint Aidan. Tra le cose da visitare a Linden ricordiamo il Linden Hospital Complex formato da due edifici che rappresentano il vecchio ed il nuovo ospedale. Annoveriamo, inoltre, una meta più selvaggia del territorio come Gluck Island, un'isola disabitata al largo di Rockstone nel fiume Essequibo. Ecco cosa vedere a Linden e l'isola di Gluck della Guyana britannica.2 min


Linden e l'isola di Gluck: alla scoperta della Guyana britannica

Guida di Linden, Guyana britannica

icona-articoloLungo le sponde del fiume Demerara, sorge Linden, la seconda città della Guyana britannica, dopo la capitale Georgetown.
Si tratta principalmente di una città mineraria di bauxite, uno dei minerali più importanti del Paese. Per quasi un secolo, infatti, Linden è stato il principale centro minerario della Guyana, un villaggio popolato da migliaia di cercatori e minatori pronti per cercare fortuna.

Il primo insediamento dell’attuale città di Linden fu Christianburg, conosciuto come Stabroek nell’Ottocento fu ribattezzata in onore del governatore Christian Finette che unì il suo nome al cognome Burg della moglie.
Con la scoperta della bauxite, il fulcro economico del territorio si spostò sulla riva orientale del Demerara con il nome di Mackenzie. Il sito assunse una grande importanza quando la Demerara Bauxite Company Limited investì nell’insediamento che vide aumentare sensibilmente anche la popolazione.

Oggi la storia di questo passato minerario è raccontata nel Linden Museum of Socio-Cultural Heritage, posto proprio in centro città. Qui si avrà modo di conoscere l’intera evoluzione della scoperta della bauxite fino alla trasformazione a centro industriale, fino ai giorni nostri, con miniere definitivamente chiuse.

Linden e la bauxite

Linden, mappa

La città nel 1966 fu ribattezzata Linden in onore del suo primo ex presidente.
Ancora oggi conserva elementi particolari di interesse storico.
La prima cosa che si nota per il suo vivace colore rosso è la ruota idraulica della segheria idroelettrica, installata nella seconda metà  dell’Ottocento.
L’attività della segheria cessò negli anni Cinquanta, ma la ruota rimane ancora come ricordo tangibile del patrimonio industriale della città.

Altro elemento di spicco nel panorama cittadino è la Watooka House, un edificio coloniale di tre piani risalente agli inizi del Novecento, inizialmente a destinazione privata.
In seguito all’acquisizione da parte della Demera Bauxite Company la società decise di trasformarne l’uso. Divenne quindi il luogo ideale per ospitare i dirigenti dall’azienda
e prese il nome attuale, ispirato dal vicino torrente Watooka.

L’architettura dell’edificio comprende corridoi chiusi ed ampi strapiombi ed una piscina che all’epoca era considerata tra le più belle del Paese.

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Repubblica di Guyana, l’ex colonia britannica

Cosa vedere a Linden

I vecchi edifici di Linden

La Chiesa di San Matteo inaugurata alla fine dell’Ottocento, fu edificata dai presbiteriani. Si tratta di un edificio coloniale ad un piano affacciato sul Demerara ed è caratterizzato da tetti a falde molto spioventi, finestre ad arco a punta con trafori ed un bel rosone. Un altro edificio sacro degno di nota è la chiesa anglicana di Saint Aidan, una delle più antiche della città. Inizialmente fondata a Malai, venne poi trasferita a Linden. Anche il Linden Hospital Complex è una struttura interessante.

Formato da due edifici che rappresentano il vecchio ed il nuovo ospedale, fu una delle priorità della Demerara Bauxite Company per fornire servizi medici migliorati. Il vecchio ospedale è una struttura in legno che ora accoglie solo gli uffici amministrativi.

Lasciando Linden e le sue caratteristiche da cittadina industriale si può puntare ad una meta più selvaggia come Gluck Island, un’isola disabitata al largo di Rockstone nel fiume Essequibo. La bellezza del suo territorio richiama gli sforzi mirati a renderla una destinazione eco-turistica così da valorizzare la ricca fauna e la rigogliosa flora locali. Tra le preziose particolarità di fiori e piante, spicca la ninfea Regina Victoria con grandi foglie che possono raggiungere i 3 metri di diametro.
Caimani, 200 specie di uccelli compresi pappagalli ed aironi sono gli unici esseri viventi che abitano sull’isola alla quale si arriva in barca. Il territorio è percorso da sentieri grazie ai quali potersi cimentare in qualche esplorazione.

Indubbiamente queste realtà locali rappresentano alcune delle tante sfaccettature della Guyana, un Paese ancora lontano dai percorsi del turismo di massa e per questo ancora da scoprire ed apprezzare. 


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