Lecce, lo splendore architettonico del capoluogo del Salento

Lecce, lo splendore architettonico del capoluogo del Salento nella sua storia dominato da greci e romani e oggi ricco di storia e cultura. Cosa vedere a Lecce.

Cosa vedere a Lecce

Lecce è un comune di circa 100.000 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia, in Puglia.
Il suo nome fu coniato come testimonianza dello splendore architettonico, ineguagliato nell’Italia del Sud. Il territorio fu governato da diverse popolazioni. Tra queste ricordiamo i greci, i romani ed i normanni.
Ma l’eredità con maggiore spessore fu donata dagli Asburgo di Spagna.
 

I governanti, finanziati da borghesi mercanti e favoriti dalla disponibilità di una pregiata pietra locale (pietra leccese), nel 16° e 17° secolo diedero luogo a una completa trasformazione della città.

La storia di Lecce

Cosa vedere a Lecce, Teatro Romano

L’impronta barocca non fu soltanto applicata ai principali edifici municipali e religiosi di Lecce, ma anche a molti elementi decorativi degli edifici stessi. Come ad esempio i porticati, basamenti, cortili, finestre e balconi.
Questi balconi sono spesso ricoperti di ghirlande di frutta, statue paffute e fregi di pietra dalla lavorazione complessa.
 
Quasi tutti gli edifici barocchi del 16° secolo sono decorati dal luminoso calcare di Lecce, dorato e a grana fine.
Le sue caratteristiche, facilità di lavorazione e durevolezza, si dimostrarono perfettamente adatte incidevirci sopra.
 
Molto tempo prima del suo momento di gloria barocca, Lecce venne creata dalla popolazione messapica. I messapi furono un’antica popolazione illirica stanziatasi nella Messapia, un territorio corrispondente alla Murgia meridionale e al Salento. Assunse poi il nome di Lupiac quando cadde sotto il dominio dei romani, che portarono prosperità alla regione estendendo la Via Appia fino al mare.
 
La cittadina fiorì ulteriormente sotto il governo bizantino e normanno, fra il 7° e l’11° secolo. Entro il 15° secolo occupava il cuore commerciale del basso Adriatico. Oggi è ancora visibile l’antico nucleo delle città messapica, rinchiuso in una cinta muraria costruita nel 1543 per volere di Carlo V.
 
Sebbene sia rimasto poco di queste mura, il fulcro turistico della città lo si riesce a trovare proprio qua dentro. Oltre gli ex confini della città storica, troviamo solo la città moderna, meno interessante rispetto alla gloriosa città storica.

Piazza del Duomo

Cosa vedere a Lecce, Piazza Duomo

Il nucleo barocco della città è presente nella Piazza del Duomo.
La struttura è abbastanza insolita, poichè quasi completamente chiusa, senza finestre o grandi portoni d’ingresso. Nell’angolo sud-orientale della piazza si erge la cattedrale, o Duomo di Sant’Oronzo, ricostruito dall’architetto che si occupò della trasformazione barocca di Lecce, Giuseppe Zimbalo.
 
Creata per sostituire una cattedrale dell’11° secolo, è caratterizzata da due facciate gemelle.
La principale presenta uno stile classico e relativamente sobrio, l’altra, invece, presenta uno stile decisamente più sfarzoso. Anche l’elevato campanile di 70 metri è opera di Zimbalo. La piazza diventa pittoresca quando il sole è calato: gli edifici si illuminano di svariate luci artificiali piacevoli agli occhi.

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A destra della cattedrale si innalza il Palazzo Vescovile con la sua deliziosa loggia, costruita nel 1428. Fu ricostruita nel 1632 mentre il Seminario venne realizzato da Giuseppe Cino, allievo talentuoso di Zimbalo. Anche il pozzo del cortile è opera di Cino.
 
Dalla piazza ci si dirigerà verso ovest per raggiungere a Santa Maria del Rosario o San Giovanni Battista, ultima e migliore opera di Zimbalo.
Un tempo il chiostro della chiesa conteneva un’industria di tabacco, poiché il tabacco da fiuto leccese, noto ed utiilizzato fin dai tempi di Napoleone.
Tornando indietro, eventualmente dopo aver visitato un piccolo dedalo di stradine poste a nord, si troverà la chiesa barocca di Santa Irena.
La sua costruzione, avvenuta tra il 1591 e il 1639, l’ha in seguito attribuita all’ordine religioso dei Teatini. La parte esterna non ha un grande fascino ma all’interno troverete uno degli altari più sfarzosi di tutta Lecce.

Piazza Sant’Oronzo

Cosa vedere a Lecce, Piazza Sant'Oronzo

Proseguiamo a est verso Piazza Sant’Oronzo, la piazza principale di Lecce che prende il nome dal primo vescovo della città.
Il prelato fu vittima del martirio locale avvenuto nel 66 o 68 d.C., durante le persecuzioni ordinate dall’imperatore Nerone.
 
Continuando la passeggiata si noterà che la piazza inizia ad essere più ampia. Questo è dovuto soprattutto dal fatto che i resti infossati di un anfiteatro romano ne occupano la gran parte della metà meridionale. Costruita nel 2° secolo, durante l’impero di Adriano, l’arena di 20.000 posti era quasi sicuramente al centro di un complesso ludico molto più ampio, comprendente terme, palestra e altri edifici pubblici e municipali.
 
Nel cuore della piazza è situata la Colonna di Sant’Oronzo, uno dei due pilastri romani che un tempo segnavano il termine della Via Appia a Brindisi. Fu trasportato a Lecce nel 1666 e innalzato come offerta votiva a Sant’Oronzo, a cui si attribuì l’intercessione che aveva salvato la città dalla peste dieci anni prima.
 
Vicino alla colonna è presente una coppia di piccoli edifici collegati tra loro. Il Sedile, risalente al 1592, e la chiesa sconsacrata di San Marco.
Quest’ultima fu costruita nel 1543 ed è attribuita a Gabriele Riccard. Abbellite da deliziosi particolari a intaglio, queste strutture rappresentano due gioielli di Lecce.
La prima era un antico luogo d’incontro degli anziani della città, mentre la seconda fu edificata come una cappella per la comunità.

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