Le esperienze alternative da fare a Bogotà

Le esperienze alternative da fare a Bogotà, la capitale della Colombia, città con oltre 8 milioni di abitanti e nota in tutto il mondo per i suoi vivaci colori, i suoi grattacieli, il suo quartiere storico della Candelaria e anche sede di molte strutture governative del paese, come la casa presidenziale, gli edifici governativi e ministeriali. Tra le altre esperienze da fare a Bogotà ricordiamo il Museo dell'Oro, con tanti reperti storici di epoca preispanica alcuni realizzati proprio in oro, altri in legno e rame. Ecco le esperienze alternative da fare a Bogotà, la capitale della Colombia.

Cosa vedere di alternativo a Bogotà, capitale della Colombia

icona-articoloBogotà è la capitale della Colombia, ampia 1700 km2 circa, ospita oltre 8 milioni di persone.
Nota in tutto il mondo per i suoi vivaci colori, per i suoi grattacieli e per le sue zone antiche, zone che ospitano una miriade di attrazioni affascinanti, come la famosa cattedrale.
Ecco una serie di esperienze o attività alternative che possono essere fatte in questa metropoli.

Le esperienze da fare a Bogotà

Museo dell’Oro

Museo dell'oro, Bogotà

Tutti siamo affascinati dal metallo più prezioso e ricercato al mondo.
Qui a Bogotà è celebrato addirittura con il Museo dell’Oro più importante, nonché più suggestivo, di tutto il mondo. Parliamo di una enorme struttura che conserva al proprio interno oltre 59.000 pezzi d’oro, aperta al pubblico nel 1959.
Contrariamente a quanto si possa pensare, non sono presenti gigantesche pepite d’oro, bensì reperti storici di epoca preispanica.Fondato nel 1939, al fine di preservare i reperti archeologici, dalla stessa Repubblica Colombiana preserva, cura ed espone quella che viene considerata la più grande collezione d’oggetti d’oro.

Ben 34.000 i pezzi tra manufatti aurei e tumbaga (termine che indica la fusione tra rame e oro) a cui si aggiungono altri 25.000 oggetti adornati in oro.
La struttura interna conta 5 sale di design realizzate, nel lontano 1968, dall’architetto Samper German Gnecco.
Non solo ammirerete questi magnifici manufatti, ma potrete anche apprendere  le  tecniche di estrazione e lavorazione.

Andrés Carne de Res

Andrea Carne de Res, Bogotà

Senza dubbio l’Andrès Carne de Res è uno dei ristoranti più caratteristici di tutto il mondo.
L’atmosfera, un ibrido tra Alice nel Paese delle Meraviglie e il Moulin Rouge è davvero difficile da replicare. Un viaggio da capogiro tra le luci colorate, gli assurdi cartelli appesi e le varie opere artistiche surrealiste.
Siamo a 25 km da Bogotà e per accedere come prima cosa occorre pagare un biglietto di ingresso. Una volta varcata la soglia ci si troverà di fronte ad un immenso locale ricco di arredi strani, con musica, confusione ma anche con una atmosfera che difficilmente dimenticherete. Preparatevi a sfogliare il menù, ricco quasi come un libro di cucina con le sue quasi 40 pagine, e a pagare una cifra decisamente superiore rispetto a qualsiasi altro locale.

Un luogo di festa come nessun altro, la sala dopo cena si trasforma in una discoteca interna ed esterna per i festaioli che si fermano fino a tarda notte.
Nel menu troviamo ogni genere di proposta, dalla bistecca argentina al provolone grigliato al ceviche, una vastissima offerta ricca di piatti sia tipici che alternativi, la scelta sarà ardua.
È consigliato prenotare visto la richiesta molto alta, nonostante le grandi dimensioni del locale in grado di ospitare quasi 3000 persone con quasi 500 persone tra chef e camerieri.

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Un’escursione al Santuario di Monserrate

Santuario di Monserrate, Bogotà

Ogni luogo al mondo ospita anche un lato naturalistico, non solo è presente anche in questa regione ma bensì svolge un ruolo da protagonista nell’ambito turistico. Il Monserrate è probabilmente il monte più famoso e importante della città, noto in tutto il mondo per un’affascinante peculiarità: Il Santuario.

Situato a 3152 metri, il Santuario di Monserrate è considerato dai locali come il custode della città, il luogo storico che protegge i cittadini dalle sventure.
Meta di pellegrinaggio per migliaia di fedeli, da questo luogo magico si può godere di una magnifica vista sulla capitale.
La costruzione della prima cappella avvenne nel 1640 per poi essere completata nel 1657. Originariamente, in questa struttura religiosa era presente l’immagine della Vergine Nera di Montserrat, ben presto sostituita dal “Santo Cristo Caído a los azotes y clavado en la cruz”, statua di Pedro de Lugo Albarracín in legno intagliato con alcuni pezzi di piombo e argento.

La costruzione fu gravemente danneggiata in un terremoto nel 1917 rendendo necessaria la realizzazione di una nuova chiesa in cima alla montagna.
L’attuale struttura fu progettata da Arturo Jaramillo, un noto architetto, seguendo uno stile architettonico neogotico.
Fate attenzione: l’escursione è sconsigliata a bambini e disabili visto il percorso da affrontare.

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La Candelaria

La Candelaria, quartiere di Bogotà

Premessa: questo distretto di Bogotà durante le ore notturne è estremamente sconsigliato visitarlo, diversi anni fa si verificarono diversi crimini.
Fortunatamente nell’ultimo periodo è stato reso maggiormente sicuro ed è parecchio trafficato dai turisti.
È uno dei quartieri più caratteristici della città, ricco di edifici variopinti e viuzze in cui navigare tra i negozi.

Ma la caratteristica più interessante è che offre uno scorcio nella Colombia storica.
Il quartiere contiene è anche sede di molte strutture governative del paese, come la casa presidenziale, gli edifici governativi e ministeriali.
La Candelaria fu il primo quartiere della città, il luogo in cui gli antichi coloni fondarono Bogotà e molti degli edifici originali sono ancora presenti.

Museo Botero

Museo Botero, Colombia

Fernando Botero è uno degli artisti colombiani più famosi nel mondo.
Nel 2000 donò le sue opere alla Repubblica Colombiana che, nella zona della Candelaria, istituì un museo dedicato al pittore.

Le sue opere rappresentano figure umane il cui stile artistico è unico e riconoscibile in tutto il mondo. Spesso Botero crea anche parodie di capolavori storici.
Secondo il pittore, il dipingere deve essere inteso come una necessità interiore, un bisogno che porta a studiare il se stesso per creare l’opera perfetta per completarsi.
Tuttavia, questo bisogno rimane sostanzialmente inappagato.

Il colore delle opere rimane tenue, mai esaltato, mai febbrile, generalmente steso in campiture piatte ed uniformi, senza contorni.
Ben 208 le opere presenti all’interno del museo, di cui 123 portano la firma di Botero, i rimanenti 85 di pittori di fama internazionale.

Nelle varie opere realizzate dal pittore si possono ammirare macabri paesaggi di natura, fiori, ritratti di uomini e donne, sia in bianco e nero che a colori.
Tra le più note sono presenti la “Monalisa”, parodia della celebre tela di Leonardo da Vinci, la “Muerte tocando guitarra”, “Concierto campestre” e il coloratissimo “Pareja Bailando”.

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