Larino, la città romana dell’anfiteatro

Larino, la città romana dell’anfiteatro


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Cosa vedere a Larino

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Cosa vedere a Larino, mappa
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Situato a metà strada tra Termoli e Campobasso, in Molise, Larino è un piccolo comune di circa 6600 residenti, noto per il suo anfiteatro. Il borgo è infatti un piccolo concentrato di storia e cultura del centro Italia, ricco di testimonianze archeologiche che hanno inizio durante il periodo romano per poi proseguire durante l’era longobarda e rinascimentale. Nel periodo di governo da parte dei longobardi era parte del Ducato di Benevento per poi diventare un feudo di Roberto di Cusenza, il quale non riuscì nell’intento di essere un buon feudatario e per tale ragione venne poi privato del feudo stesso. Nel 1303 un terremoto la distrusse e in seguito furono i Saraceni a privare i suoi abitanti delle tante costruzioni all’epoca erette. In seguito fu dominio dei Normanni, degli Svevi e di vari nobili fino ai Carafa.

La Larino moderna è una cittadina prettamente residenziale ma rimane uno dei borghi affascinanti da visitare nella provincia di Campobasso, grazie al suo centro storico tra i più pregevoli dei borghi molisani. Ecco cosa vedere a Larino.

 

Cosa vedere a Larino

Cosa vedere a Larino, Cattedrale

Larino fu sede di numerose costruzioni durante la sua storia, spesso distrutte da eventi naturali o da interventi bellici.

Uno degli edifici più importanti da visitare, oggi, è indubbiamente la Cattedrale di San Pardo, luogo in cui vengono conservate le spoglie del Santo Patrono cittadino. Esternamente è realizzata in stile gotico con un rosone molto ampio racchiuso in una cornice nella cui base sono raffigurati due leoni. Anche l’interno della cattedrale si presenta in stile gotico, fatta eccezione per la navata principale, caratterizzata da una struttura decisamente più moderna. Degno di nota è il suo altarerealizzato in marmo e inserito durante il XVIII secolo. Non da meno anche il suo campanile, dove all’apice troviamo un orologio e diverse campane poste nella sua struttura ottagonale.

Il Palazzo Ducale è anch’esso una delle cose da vedere a Larino. Attualmente questo edificio si presenta molto diverso rispetto alla prima edificazione, datata al 1100 per opera dei normanni. L’unica area che rimane fedele rispetto al progetto originale è quella della torretta. Nato come fortezza, il Palazzo Ducale venne utilizzato per scopi difensivi fino alla fine del XVII secolo, periodo in cui da luogo di protezione venne trasformato in residenza nobiliare. L’ingresso del Palazzo è caratterizzato da un porticato e due busti, quello di Gavio Scipione e della consorte.

Salendo, invece, avrete modo di visitare il Museo Civico di Larino. Nel museo si radunano ambedue i gruppi di appassionati di storia che di arte mosaica. All’interno dell’edificio trovano infatti ospitalità tre mosaici collocati nell’età imperiale. Ci riferiamo al mosaico della Lupa, degli Uccelli e del Leone. Diversi i mosaici presenti nei dintorni di Larino. Nella contrada Torre Sant’Anna è stato infatti rinvenuto il mosaico più antico, ritrovato nell’atrio di una antica villa romana.

 

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L’Anfiteatro romano di Larino

Cosa vedere a Larino, Anfiteatro romano

Proseguiamo a scoprire cosa vedere a Larino raggiungendo l’area più importante del borgo della provincia di Campobasso. Siamo nel territorio dove in passato era presente l’anfiteatro romano, in passato probabilmente adibita a luogo termale per la presenza di una grande vasca decorata con figure marine. Siamo a poco più di 1 km dal centro abitato della cittadina dove troviamo le rovine rimaste della vecchia città ed il suo complesso più imponente, l’Anfiteatro appunto.

Le sue origini sono legate all’Imperatore Flavio che ha avuto il compito di iniziare i lavori grazie alla disponibilità del senatore di Larinum. Quinto Capito, infatti, era ben disposto nel creare un luogo di ritrovo per i suoi cittadini e permise la realizzazione di questa arena in grado di ospitare ben 16.000 spettatori. Come tipico negli anfiteatri, gli ingressi avvenivano dai quattro lati ed ognuna delle porte aveva uno scopo preciso. Una era destinata a far uscire i gladiatori vincenti, l’altra invece -di solito opposta- era riservata ai gladiatori sconfitti.

Anche la struttura per gli spettatori era disposta come consuetudine: i cittadini più poveri avevano una visibilità molto ridotta e una seduta realizzata con assi di legno. I cittadini più abbienti, invece, avevano una visibilità più completa mentre i patrizi erano, naturalmente, i più privilegiati godendo di una vista completa e di una seduta con sedili rivestiti in marmo.

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Eventi a Larino

Il 25, 26 e 27 Maggio lungo il territorio di Larino si festeggia San Pardo, il Patrono della diocesi di Larino. L’evento, della durata di tre giorni, prevede decine di carri trainati da animali e addobbati in maniera festosa con fiori o in maniera artistica. Il solo allestimento del carro richiede un impegno di tempo notevole e ogni carro è attribuito ad una famiglia che, generazione dopo generazione, lo accudisce e lo realizza ogni anno in modo sempre più completo. Ogni carro partecipante ha un numero attribuito che rimane costante nel tempo: i numeri più bassi rappresentano i carri originari, quindi le famiglie più antiche.

Tra gli altri eventi merita sicuramente citare il Carnevale Larinese, uno dei più apprezzati della regione. Anche in questo caso troviamo diversi carri che sfilano nel centro storico del borgo durante il fine settimana che precede la Quaresima. Ogni carro ha un suo tema, generalmente personaggi politici o noti che vengono simpaticamente presi in giro. Il Carnevale Larinese e i suoi carri allegorici risalgono al 1975 e la loro preparazione richiede un paio di mesi circa di lavorazione.

Non perdetevi anche il periodo di Natale a Larino, quando l’intero borgo viene addobbato con luminarie natalizie sempre più magiche. Infine nel giorno di San Giuseppe, il 19 Marzo, non mancate alla tavolata che trae le sue origini nel Seicento quando le abitazioni vengono addobbate proprio in onore del santo. La Tavolata delle Tredici Portate viene tradizionalmente preparata con due diffenti tavole, la prima dedicata alla Sacra Famiglia con due anziani e un bambino come ospiti principali mentre la seconda aperta a chiunque.

Ultimo aggiornamento 31 ottobre 2021


 

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