La storia del Castello Reale di Sarre

La storia del Castello Reale di Sarre, di costruzione medievale e residenza reale per diversi secoli, oggi patrimonio della Valle d'Aosta.

Esploriamo Sarre

Se chiedessimo in Valle d’Aosta di Sarre ci sentiremo rispondere probabilmente del castello medievale. Infatti il borgo ed il castello, entrambi con lo stesso nome, si identificano allo stesso modo.
Ma proviamo a conoscere meglio Sarre ed il suo castello.

Sarre, il castello medievale

La storia di Sarre

Le sue origini note sono dell’eta del Bronzo e derivano sicuramente dalla possibilità di sfruttamento del terreno per coltivare la vite e frutta.
Molto probabilmente ancora prima la zona era sfruttata e sicuramente non solo all’attuale Sarre si coltivavano le viti.

Nell’epoca medievale Sarre era governato dai signori di Bard ed è infatti in questo periodo che venne dato il via ai lavori del castello trasformato in seguito, nel 1869, come residenza di caccia del re Vittorio Emanuele II. Il re era noto per le sue lunghe battaglie di caccia svolte proprio delle valli del Gran Paradiso. Prendere residenza a Sarre significava avvantaggiarsi nella caccia ma anche imporre ancora più la sua presenza nelle valli locali.

In origine Sarre era diviso in due differenti parrocchie, quella di Saint-Eustache e quella di Saint-Maurice e anche a livello amministrativo era suddiviso in due differenti comuni.

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Il Castello di Sarre

La sua posizione, tipica per ogni fortezza, è sopraelevata. Già dall’esterno si potrà ammirare l’imponenza con un grande edificio dal quale si alza una torre quadrata.
Dopo la sua costruzione da parte di Jacques de Bard rimase ai signori di Bard fino al 1364 quando l’ultimo erede maschio della famiglia morì.
Da quell’anno la proprietà passò, per ordine di Amedeo VI di Savoia ad Enrico di Quart.

Dopo essere passato da proprietari sempre diversi, nel ‘700 venne acquistato dal barone Jean-François Ferrod che trasformò il castello in modo che solo la torre rimase identica al progetto originaria.
In uno dei lati venne invece costruita una cappella, dedicata ai santi Barbara e Nicola.
Dopo ulteriori passaggi di proprietà il castello divenne, come indicato, la residenza di caccia di Vittorio Emanuele II. Siamo nel 1869.

Anche il re apportò delle modifiche al castello. La torre, rimasta fino ad allora originaria, venne innalzata trasformandosi in questo modo come punto strategico di osservazione.
Vennero fatte costruire anche le scuderie, essendo questo il luogo deputato ad ospitarlo durante le sue tante battute di caccia. Al suo interno, infatti, sono presenti diversi trofei di caccia.
In seguito il castello venne abitato, come residenza di villeggiatura, dai principi di Piemonte.

Solo nel 1989 la Regione Valle d’Aosta divenne proprietaria dell’edificio.
Oggi, dopo i lavori di restauro necessari per renderlo agibile in sicurezza, il castello è aperto al pubblico.

Per programmare una visita, conoscere gli orari di apertura ed acquistare i biglietti si suggerisce di visitare il sito ufficiale della Regione Valle d’Aosta

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