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Jibal Al-Rukkab, Arabia Saudita | Canyon e massicci rocciosi unici al mondo

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Icona articolo onemagGiusto nei pressi della città di Madain Saleh, nota destinazione in Arabia Saudita per i siti archeologici, si trova il cosiddetto Jibal Al-Rukkab, un canyon nascosto dal fascino incredibile. Situato giusto a un paio di chilometri a nord-est dall’antica città nabatea, il Jibal Al-Rukkab è un massiccio di arenaria in cui sono attraversati numerosi canyon profondi e ripidi, caratterizzati da forme incredibili scolpite dall’erosione.

Enormi banchi di sabbia circondano il Jibal Al-Rukkab e fiancheggiano la maggior parte dei suoi canyon. Da questi banchi sono forniti diversi facili accessi ai punti panoramici, da cui si godono visuali mozzafiato sul vasto territorio circostante, sulle fantastiche forme rocciose e sul labirinto di valli che attraversano il massiccio.

Cosa fare al Jibal Al-Rukkab

Questo territorio, in apparenza ostile e inospitale, custodisce alcune delle più spettacolari formazioni di tutta l’Arabia Saudita. Tra queste formazioni, le più famose sono quelle soprannominate i tre danzatori: tre pilastri naturali incredibilmente alti che si trovano nel mezzo di un ampio wadi, in fondo a un enorme banco di sabbia, da cui si entra in uno scenario quasi surreale.

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Escursioni in fuoristrada

Una delle più sorprendenti attività da vivere in questo magico luogo è quella di guidare un fuoristrada lungo il labirinto di canyon circondati da colossali scogliere su entrambi i lati. Un’esperienza unica, ricca di energia, assolutamente imperdibile per chi ha la fortuna di essere in visita in questo luogo. Le immagini, purtroppo, non riescono a dar una concreta idea sul paesaggio e sulla sua grandiosità. Solo entrando in un un fuoristrada e guidando attorno a questi muri alti anche oltre 100 metri si può davvero percepire l’immensità del Jibal Al-Rukkab.

Il fondale sabbioso della valle rende la guida delle auto maneggevole, ma allo stesso tempo molti dei tratti troppo soffici possono diventare delle trappole per conducenti inesperti. È bene quindi equipaggiarsi adeguatamente, mettendo in conto anche la possibilità di smarrirsi lontani da qualsiasi centro abitato.

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L’arte rupestre dei nabatei

Lungo le pareti di queste scogliere sono custodite anche delle altre sorprese, di inestimabile valore: vecchie incisioni e opere d’arte rupestre. Lo straordinario scenario del Jibal Al-Rukkab ha attratto persone e comunità per millenni, migrate e stanziate anche per i giacimenti di acqua piovana che si raccoglievano in alcune parti del canyon, fornendo la più importante risorsa naturale per l’uomo, nel cuore dell’arido deserto arabo.

Stabilendosi in questi territori, le antiche popolazioni lasciarono traccia della propria presenza attraverso incisioni e raffigurazioni di cammelli e pecore, ma anche iscrizioni e figure umana. Di queste incisioni, quelle dei nabatei si trovano nelle profondità del massiccio, dimostrando che il sito del Jibal Al-Rukkab venne già esplorato oltre 2000 anni fa.

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Da visitare nei dintorni

Sito Archeologico di Hegra, Mada'in Salih
Sito Archeologico di Hegra, Mada’in Salih

La visita al sito può essere completata presso due delle più suggestive località dell’Arabia Saudita: AlUla e Madain Saleh (o Mada’in Salih).
AlUla (Al-‘Ula) è una città che in passato ebbe la funzione di dare soggiorno a chi viaggiava lungo la Via dell’Incenso, una sorta di Petra dell’Arabia Saudita praticamente sconosciuta al mondo, ricca di storia e luoghi suggestivi.
Qua si trova il Sito Archeologico di Hegra, il Mada’in Salih, un vasto Patrimonio UNESCO (dal 2008) in mezzo al deserto composto da 132 tombe scolpite su enormi pareti rocciose. Queste, però, sono molto poco popolari pure nel mondo arabo, profetizzate da Salih, profeta preislamico mandato, secondo il Corano, ad ammonire il popolo higiazeno dei Thamūd così da convertirli alla vera fede.


 

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