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Le Isole Vergini Britanniche,
le tante isole quasi inesplorate

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Isole Vergini Britanniche, mappa
© Apple Maps

icona-articoloCristoforo Colombo navigò per la prima volta questo arcipelago nel 1493, durante il suo secondo viaggio nel Nuovo Mondo. Rimase particolarmente colpito dalla bellezza delle isole, le battezzò Las Once Mil Virgines, ispirandosi alla leggenda di Sant’Orsola e delle 11.000 vergini. Le Isole Vergini sono suddivise in Isole Vergini Britanniche o Isole Vergini Americane in base alla loro dipendenza politica.

Le Isole Vergini Britanniche si trovano nella zona nord orientale dei Caraibi, nell’arcipelago delle Piccole Antile, a meno di 100 km a est di ⇒ Porto Rico. Le Isole Vergini Britanniche sono composte da una sessantina di isole, perlopiù piccoli scogli affioranti, e solo 16 sono quelle abitate. Le più importanti sono Tortola, Anegada e Virgin Gorda, a cui si uniscono un piccolo gruppetto di isole poste a sud di Tortola.

Cenni storici

Le Isole Vergini Britanniche, veduta della marina turistica

Le prime notizie delle Isole Vergini Britanniche risalgono intorno al 1500 a.C. ma i primi coloni furono gli Arawak, popolo proveniente dal Sud America. I primi coloni europei furono i bucanieri olandesi, nella metà del 1600, insediati a Tortola e dediti all’allevamento del bestiame, attività che si rivelò proficua grazie alla possibilità di vendere la carne alle tante navi di passaggio. Il secolo successivo vide l’isola di Tortola diventare un ritrovo di pirati e corsari, nello stesso periodo in cui francesi, olandesi e inglesi combattevano per il dominio delle isole.

Furono gli inglesi a conquistarne il dominio nel 1672, rivendicando la zona orientale. La zona occidentale divenne invece occupata dai danesi, vendendo il territorio poi agli Stati Uniti per 25 milioni di dollari. L’economia nel frattempo era quella della canna da zucchero e del cotone, attività floride fino all’abolizione della schiavitù nel 1834. Fino al 1959 le Isole Vergini Britanniche furono parte delle Isole Sottovento, diventando autonome solo nel 1967. Gli anni ’60 coincisero anche con l’arrivo del turismo, grazie a Laurence Rockefeller che qua costruì il primo resort di lusso del territorio. Oggi quasi la metà dell’economia delle isole si sviluppa grazie al turismo e i suoi abitanti sono tra i più ricchi di tutti i Caraibi.

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Le isole più importanti

Le Isole Vergini Britanniche, veduta panoramica

L’isola principale è Tortola dove troviamo anche la capitale, Road Town, e dove è possibile praticare una buona parte delle attività. Qui sono presenti anche alcune delle aree naturali più belle, come Apple Bay e Cane Garden Bay. Interessante visitare anche il Sage Mountain National Park, l’area protetta voluta da Rockefeller che rappresente la cima più alta di tutte le Virgin Islands.

Virgin Gorda è la terza isola più grande delle BVI, quella riconoscibile per la sua forma di donna sdraiata, per questo chiamata Fat Virgin. Con la sua dimensione di quasi 21 km quadrati, l’isola di Gorda è quella maggiormente frequentata dai viaggiatori alla ricerca di ville e resort di lusso. Le spiagge che meritano essere visitate sono quelle di Savannah Bay e di Maohe Bay mentre le attrazioni comprendono le rovine spagnole del Little Fort Nazional Park. La Virgin Gorda è anche l’isola perfetta per lo shopping, la cucina e per trovare un souvenir da portare a casa come ricordo.

Cosa vedere nelle Isole Vergini Britanniche, dettaglio della mappa

Anegada è invece l’unica isola pianeggiante delle BVI e l’unica isola corallina dove rilassarsi lungo le spiagge sabbiose, perlopiù appartate e in grado di dare la giusta dose di relax. L’isola di Anegada è quella dove ammirare la flora più interessante di tutta l’area. Gli amanti dello snorkeling potranno divertirsi ammirando oltre la ricca barriera corallina anche i numerosi pesci. Nell’isola sono inoltre presenti tracce del primo insediamento umano delle BVI, quello della popolazione degli Arawak.

L’isola Jost Van Dyke prende invece il suo nome da uno dei primi coloni olandesi, un ex pirata. L’isola è nota per i suoi bar caraibici ma anche per le tante aree naturali di cui è composta. Piccola, lunga solo 6 km per meno di 5 di larghezza, anche qui troviamo tracce del popolo degli Arawak, oltre ovviamente agli olandesi. Great Harbour è una delle località preferite per festeggiare il Capodanno e Halloween.

Tra le altre isole ricordiamo la Scrub Island, nota per essere quella in assoluto preferita dai viaggiatori in cerca di assoluto relax, grazie anche al lussuoso Scrub Island Resort Spa & Marina; Norman Island è invece un’isola disabitata consigliata agli appassionati di snorkeling mentre la Guana Island è suggerita come alternativa alla Scrub Island, sempre dedicata a un pubblico alla ricerca di resort lussuosi e comfort esclusivi.

L’ecosistema delle Isole Vergini è protetto in 20 riserve naturali, di cui 19 situate sulla terra ferma. Si sviluppano tra i resti dell’antica foresta pluviale, abitati da uccelli migratori e autentiche rarità ornitologiche. Qui ha anche sede l’unico parco marino protetto, il Rhone National Marine Park, il relitto di un piroscafo di proprietà della Corona Inglese che a causa di un uragano si spezzò in due nelle acque di Salt Island e affondò il 29 ottobre 1867 con tutto il suo carico di uomini e di merci.

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Isole Vergini Britanniche: cosa fare

Le Isole Vergini Britanniche, riserva naturale

Naturalmente la prima ragione per cui si scelgono le BVI come meta di vacanza sono le sue meravigliose spiagge. Tra quelle libere e quelle attrezzate proposte dai tanti resort non rimane che l’imbarazzo della scelta. Se amate il surf o la vela, i venti delle Isole Vergini Britanniche non vi faranno annoiaiare mentre se è il relax quello che state cercando allora dirigetevi alle spiaggie delle isole di Saint John e di Saint Thomas, valutate tra le migliori di tutti i Caraibi.

I subacquei potranno navigare facilmente grazie a boe chiamamente contrassegnate ma potranno sempre richiedere l’aiuto di una guida turistica qualificata, che potrà anche noleggiare l’attrezzatura e condurre direttamente nel sito. Sono sempre le guide a correre in aiuto dei pescatori, indispensabili per ottenere il permesso di pesca, non semplice da ottenere. Gli escursionisti non dovranno perdere le tante possibilità offerte dal Sage Mountain National Park mentre se volete immergervi per ammirare i relitti di navi oltre all’RMS Rhone, già citato in precedenza, potrete recarvi all’isola di Cooper dove sono state appositamente affondate quattro navi. Sotto Great Dog Island ci sono invece i relitti di un’aereo, anche quest’area estremamente visitata dagli immersionisti.

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Quando visitare le Isole Vergini Britanniche

Cosa vedere Isole Vergini Britanniche, Tortola
© Robert Thomson / Flickr

Le Isole Vergini Britanniche hanno lo stesso clima di tutte le altre isole caraibiche, soleggiato e caldo durante tutto l’anno. Grazie agli alisei, le fresche brezze garantiscono una temperatura piacevole, con una media di 30° C in estate e un grado in meno in inverno. Nei mesi di febbraio e marzo troviamo il periodo più secco delle Isole Vergini Britanniche mentre da giugno a novembre quello più umido, con temperature che possono scendere anche a 10°C nei rilievi.

Il periodo migliore per visitare le Isole Britanniche Vergini corrisponde a quello dell’alta stagione, dal 15 dicembre al 15 aprile. Questo corrisponde anche al periodo dei massimi costi di strutture e di aerei. I mesi tra giugno e novembre sono invece quelli più economici, corrispondenti però alla stagione dove è possibile incontrare anche uragani. I mesi perfetti sono quelli di febbraio e marzo, non eccessivamente costosi e perfetti dal punto di vista climatico.


 

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