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Isola del Liri, Lazio | Dove il centro storico è la cascata

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icona-articoloNon si può che rimanere meravigliati dalla bellezza unica di Isola del Liri. Seppur il nome trae d’inganno, Isola del Liri è un borgo della terraferma laziale, posto nel lembo della Ciociara, in provincia di Frosinone. Con più di undicimila residenti, Isola del Liri è il punto d’incontro tra città borgo.

Questo luogo magico ci regala qualcosa di unico al mondo. Infatti, proprio nel cuore della località serpenteggia il fiume Liri che, come da nessun’altra parte nel pianeta, regala un panorama spettacolare formato da due incredibili salti. Parliamo della Cascata Grande e dalla Cascata del Valcatoio, che si tuffano da una parte all’altra per ben ventisette metri.

Le sole cascate valgono il biglietto del viaggio per Isola del Liri. Ciononostante, fortuna vuole che questo magico luogo ci regala anche molto altro. Sono diverse le attrazioni turistiche che meritano una tappa, mentre lo stesso centro storico è di incantevole bellezza.

È una cittadina di fattura medievale, conservata incredibilmente bene, in grado di trasportare i visitatori in un’ambientazione che sembra tratta da un romanzo fantasy.
Il fiume Liri ha origine in Abruzzo e attraversa i confini laziali sino a giungere nella vicina cittadina di Sora. Con eleganza il fiume si inerpica varcando il confine di questo borgo, dando vita a una sorta di isola nel centro storico. Tuttavia, come vedremo a breve, il toponimo deriva dall’omonima famiglia dell’Isola, che ebbero in feudo la località per due secoli.
Conclusi i preparativi possiamo avventurarci nel cuore di questo borgo dal fascino unico. Ecco cosa vedere a Isola del Liri, in provincia di Frosinone.

Cenni storici

Mappa di Isola del Liri

Proprio alle spalle di Isola del Liri possiamo visitare anche oggigiorno l’incantevole Sora, uno dei più antichi municipi romani, assieme ad Arpinum, l’odierna Arpino. Queste due città ebbero un ruolo chiave per lo sviluppo di Isola del Liri. Anticamente, ambedue Sora e Arpino conobbero il popolo dei volsci, finché Sora divenne colonia romana, mentre Arpino non fu sottomessa. I romani videro sin da subito il grande potenziale della lunga valle scavata dal Liri, realizzando vari piccoli insediamenti.

In origine Isola del Liri raggiungeva appena le dimensioni di un piccolo villaggio. Per secoli il ruolo nell’economia locale si basò prettamente sullo sfruttamento del territorio e sull’accoglienza dei soldati che si spostavano nel centro Italia. Il periodo romano fu di secondaria importanza rispetto all’età del dominio bizantino e longobardo, che per la seconda metà del primo millennio permisero a Isola del Liri di svilupparsi abbastanza bene.

Nel medioevo la cittadina divenne parte della contea di Sora, nel Principato di Capua. La località fu feudo della famiglia dell’Isola (De Insulae) tra il XII e il XIV secolo, quando venne ceduta alla famiglia Cantelmo.

La località visse un lungo periodo ricco durante l’Ancien Régime, grazie a cui fu possibile ottenere una pianta urbana più moderna ed estesa. Alla fine del XVI secolo, papa Gregorio XIII acquistò il feudo del Ducato di Sora, in possesso dai duchi di Urbino della Rovere. Papa Gregorio XIII lo diede poi in dono al duca Giacomo Boncompagni, suo figlio.
Si ricorda tristemente l’eccidio nella chiesa di San Lorenzo Martire, avvenuto nel maggio del 1799. Cinquecento cittadini trovarono riparo nell’edificio sacro, venendo brutalmente assassinate dall’esercito rivoluzionario.

Negli ultimi due secoli la cittadina seguì le sorti del territorio, ottenendo un nuovo riassetto amministrativo messo a punto dal Regno di Napoli. Nella seconda metà del XIX secolo la cittadina conobbe il notevole sviluppo industriale, divenendo sede di molti dei più importanti cantieri della Ciociara, in particolare per la fabbricazione della carta. Tale fu la sua importanza nell’industria locale che all’inizio del XX secolo fu una delle pochissime città del territorio a disporre di energia elettrica sia per uso pubblico che privato.

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Isola del Liri nell’arte

Jacob Philipp Hackert - The Cascata Grande of Isola del Liri , 1793 (fonte: http://www.artnet.com/)
Jacob Philipp Hackert – The Cascata Grande of Isola del Liri , 1793 (fonte: http://www.artnet.com/)

Isola del Liri è ben più che un borgo, è un luogo d’amore, nel vero senso della parola. Volete conquistare una persona? Portatela a Isola del Liri. La località è una rubacuori tanto da aver fatto innamorare artisti di tutta Europa.

Sorge naturale citare il nome di Philipp Hackert che, stregato dalla bellezza di questo luogo, si fermò per immortalarlo in una delle sue più famose opere. La tela in questione fu a lungo esposta nella Cancelleria di Hitler, rimanendo poi proprietà dello stato tedesco per 75 anni, finché, nel 2018, gli eredi vinsero la causa per tornarne in possesso.

A partire dal XVII secolo vi fu un vero e proprio movimento sociale in voga tra i giovani aristocratici di tutta Europa: il turismo. Ai tempi viaggiare era ben più complesso, costoso e dispendioso che oggi, quindi il turismo rappresentò la nuova frontiera del lusso. Molti personaggi scelsero l’Italia come destinazione, grazie alla bellezza imprescindibile di alcuni luoghi dello Stivale.

L’Italia fu a tal punto ambita che vi furono creati dei cosiddetti Gran Tour scelti soprattutto da studenti che aspiravano a diventare artisti di successo. I Gran Tour furono dei viaggi di istruzione, eccezionali per scoprire i segreti dei grandi maestri e per raggiungere soggetti e luoghi da immortalare nelle proprie opere.

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Cosa vedere a Isola del Liri

Cosa vedere a Isola del Liri

Preparatevi a vivere delle emozioni mai provate prima d’ora. Come facile immaginare, la principale attrazione di Isola del Liri sono le sue due cascate. Si tratta infatti dell’unica città in Italia che gode di questa particolare caratteristica. Le due cascate ebbero un ruolo chiave per il turismo nel XX secolo, tanto da aver attirato un tale numero di visitatori da permettere completamente la manutenzione degli edifici storici.

Lungo il ramo orientale del fiume Liri si tuffa l’imponente Cascata Grande, talvolta chiamata anche Cascata Verticale. Alta 27 metri, è il soggetto più fotografato e riprodotto della cittadina, impreziosita dal vicinissimo Castello Boncompagni-Viscogliosi. Nel braccio occidentale, invece, troviamo la Cascata del Valcatoio, forse meno romantica, ma sicuramente altrettanto importante per la città, dato che alimenta un impianto idroelettrico.

Nel XIX secolo fu proprio l’acqua del fiume a permettere alla cittadina di godere della grande rivoluzione industriale. I macchinari infatti sfruttavano l’energia generata dal flusso idrico. Se volete approfondire il ricco passato industriale della cittadina consigliamo di passeggiare nel percorso che conduce al Parco Fluviale, lungo il quale si possono osservare antichi macchinari per la produzione di carta.

Facciamo un passo indietro e torniamo nel cuore del centro storico. Si erge maestoso al lato della Cascata Grande il Castello Boncompagni-Viscogliosi, sito alla biforcazione del fiume Liri. Il maniero fu eretto in origine come baluardo difensivo, fondamentale per proteggere tutta la piana.

Durante il Rinascimento la fortezza divenne un bene ducale della famiglia Della Rovere, mentre nel XVI secolo passò ai Boncompagni. Nel XVII secolo il palazzo fu trasformato da fortezza a pregevole palazzo signorile, a cui furono implementati affreschi e decorazioni di gran pregio, che ne cambiarono del tutto l’aspetto. Oggi il castello è di proprietà privata e attuale residenza in uso. È possibile visitarlo solo in poche occasioni particolari ed è disponibile per matrimoni ed eventi speciali.

Nella città meritano una rapida visita anche chiese. Imperdibile è quella di San Lorenzo Martire, del XVII secolo, nota per la sua pala d’altare cinquecentesca e per il grande organo. Questa chiesa è anche ricordata per il triste eccidio avvenuto nel 1799. Consigliamo ma anche la chiesa di Santa Maria delle Forme, la chiesa di Sant’Antonio e quella di Santa Maria dei Fiori.


 

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