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Cosa vedere a Imperia
La riviera del Ponente Ligure

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Siamo nel Ponente Ligure, a pochi km con la ⇒ Francia, dove troviamo Imperia, il capoluogo dell’omonima provincia. La sua nascita risale al 1923 quando undici comuni, tra cui Oneglia e Porto Maurizio, i due centri abitati principali in cui è divisa la città, si unirono.

Con i suoi poco più di 42.000 abitanti, Imperia riesce a conciliare la classica vacanza balnerare, grazie alle spiagge di Borgo Marina, a quella più storica e culturale del centro storico di Oneglia. Imperdibili, tra le cose da vedere a Imperia, i portici di via Bonfanti, il museo dell’olivo, le chiese e il resto che Imperia ha da offrire ai propri visitatori.
Pronti a scoprire cosa vedere a Imperia?

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Cenni storici

Mappa di ImperiaL’attuale città di Imperia nasce dall’unione di due centri abitati, quello di Oneglia e di Porto Maurizio. La loro unificazione, sorta nel 1923, non era inizialmente apprezzata da tutti, complice anche una rivalità storica tra gli Onegliesi e i Portorini.
L’unione venne sancita da una legge del 1922 con la quale il governo di allora si assunse l’onere di riordinare la pubblica amministrazione. Fu cosi che nel 1923 undici comuni vennero unificati in un unico centro urbano con il nome di Imperia.
Il testo del decreto è oggi presente, a forma di grande affresco, nella Sala Consiliare del comune.

Il suo nome è liberamente influenzato dal torrente Impero, il limite geografico tra Oneglia e Porto Maurizio, il primo signoria prima dei Doria e poi dei Savoia, il secondo inserito invece nei territorio della Repubblica di Genova.
Nonostante una storia che ha inizio in epoca pre-romana, nessuna notizia precisa è pervenuta sugli insediamenti primordiali e anche le informazioni di epoca romana sono scarsissime.
Porto Mauro, la prima denominazione di Porto Maurizio, è stata probabilmente fondata nel VI secolo dall’imperatore Maurizio come base fortificata navale. Oneglia è invece riportata come cenni storici molto dopo, nel XII secolo.

I due territori, nelle notizie risalenti intorno al Mille, appaiono ben distinti ma appartenenti entrambi alla diocesi di Albenga. In questo periodo appare certa la cultura dell’olivo, la prima forma economica locale e la costruzione dei primordiali borghi e del castelli.
Nel XII secolo Porto Maurizio divenne un importante centro portuale, riuscendo in questo modo a diventare piuttosto indipendente da Albenga e dai Marchesi di Clavesana, i signori feudali del territorio. Scelse infatti di appoggiare a Genova, che l’aiutò nella sua proclamazione di indipendenza.
Oneglia rimase invece, fino al 1928, sotto la signoria del Vescovo di Albenga con la suddivisone del territorio in Valle Inferiore e Valle Superiore.

Nel 1298 Oneglia venne venduta ai Doria mentre, tra il 1250 e il 1300, la Repubblica Genovese continuava le sue opere espansionistiche, ponendo a San Maurizio la sede del Vicaricato e il suo unico porto attivo, sostituendo quello di Albenga distrutto da una valanga d’acqua. Si marcava sempre più la distanza tra l’Oneglia dei Doria e San Maurizio, essendo il dominio dei primi improntato a rendere Oneglia il principale luogo per la calata dei Savoia al mare, intorno alla fine del secolo XVI.

Oneglia venne poi venduta, nel 1576, a Emanuele Filiberto, rendendola il punto di approccio dell’espansione del Piemonte in territorio ligure. Oneglia diventò quindi ostile alla Repubblica Genovese, interrompendo il dominio su terraferma.
I due nuclei stabilirono, di fatto un confine tra due stati.
L’arrivo della Rivoluzione Francese trasformò Oneglia, insieme a Nizza, roccaforte piemontese con una sua vita marinara rivale a quella di Porto Maurizio. Quest’ultima riuscì ad avere una grande prosperità economica avvicinandosi sempre più ai ranghi di città.
Alla fine del XVIII secolo entrambe erano due moderne città, sempre più rivali e appartenenti a due stati differenti.

Con la Rivoluzione Francese il confine fra i due stati venne temporaneamente annullato. I francesi crearono, nel 1797, la Giurisdizione degli Ulivi, con capoluogo proprio Oneglia. Pochi anni più tardi, nel 1805, fu creato il dipartimento di Montenotte, una prima suddivisione amministrativa parente dell’attualmente provincia di Imperia.

Anche dopo il 1815 la Restaurazione Sarda, avendo soppresso la Repubblica di Genova, mantenne tale situazione e continuò ad avvicinare Porto Maurizio e Oneglia, coi loro territori, nel comune ideale del Risorgimento. Oneglia, per la sua fedeltà, fu premiata nel 1815 dai Savoia e fatta capoluogo di provincia, invece di Porto Maurizio.

Nel 1860, in seguito alla cessione di Nizza alla Francia e nel riordinamento amministrativo dei territori rimasti italiani, Porto Maurizio riebbe il sopravvento e assunse a sua volta le funzioni di capoluogo di provincia, che conserva tuttora.

La rivalità e la gara fra queste due città accesa e ravvivata fino a ieri dalla vicinanza e dalla parallela situazione geografica, ha dato come frutto uno sforzo costante di progresso e di prevalenza sui centri vicini, il cui risultato finale è stata la creazione della nuova e unica città di Imperia.

Essa si presenta oggi come un nuovo e modernissimo centro, in via di progressiva unificazione nel corso del secolo XX e partecipe con Sanremo dei nuovi benefici che il grande sviluppo dell’economia turistica ha portato alla Riviera Ligure. Ma nelle sue vallate, fiorenti per la coltivazione e per l’industria olearia (che ha dato specialmente a Oneglia un nome mondiale), vivono tuttora lo spirito e l’aspetto della vecchia Liguria; e nei suoi angoli più antichi, come in tutti i centri e i villaggi dell’interno, si manifestano un colore locale e un tenace spirito conservatore, che rivelano la persistenza del passato.

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Cosa vedere a Imperia

Cosa vedere a Imperia, in Liguria
Cosa vedere a Imperia: promenade a Porto Maurizio

Percorrendo le vie della città è possibile scorgere delle due anime che costituiscono l’Imperia di oggi. È ancora palpabile la differenze tra Oneglia, giù a levante, e Porto Maurizio, su a ponente del torrente Impero.

Oneglia è l’area più trafficata di Imperia, dominata dalla Piazza Dante, da cui si sviluppano le strade più moderne e frequentate del centro, caratterizzata da un’architettura di fattura piemontese che testimonia il passato regno dei Savoia.

Porto Maurizio è invece abbarbicato lungo le pareti rocciose di un promontorio, che si estende sino giù alla costa e nota principalmente per sua vocazione turistica. I vicoli, chiamati in dialetto “caruggi”, e i viottoli, ovvero le “creuze”, si intrecciano e rincorrono tra i palazzi antichi e le case dei pescatori, tessendo un reticolo suggestivo affacciato sul mare.

In questa città, al confine tra mare e montagna, troviamo un gran numero di monumenti e i palazzi che vale la pena di visitare. Tra le cose da vedere a Imperia c’è senz’altro il Duomo cittadino, intitolato a San Maurizio, che domina il panorama sviluppandosi imponente sin sopra i tetti vicini, godendo di un pregevole stile neoclassico.

Poco lontano si può ammirare l’ex Palazzo Comunale, oggi adibito a sede del Museo Navale del Ponente Ligure. Il Museo gode di una ricca collezione di documenti e oggetti che rimandano all’arte della fabbricazione navale, alla vela e alle tecniche della navigazione, e addirittura alcuni reperti portati dalle spedizioni in Cina e Tibet. Nello stesso edificio c’è anche una piccola sezione dedicata a Edmondo de Amicis, il famosa autore ligure del libro Cuore.

L’area più suggestiva di Porto Maurizio è certamente il Parasio, ubicato a sud del promontorio e caratterizzato dai resti di case antiche, di cui si possono ancora ammirare i possenti portali di pietra. La Chiesa medievale di San Pietro e quella di Santa Chiara, eretta sulle vestigia delle antiche mura, sono in una splendida posizione panoramica sul litorale ligure. Un altro ottimo motivo per scegliere Imperia come meta delle proprie vacanze è l’inesauribile vivacità dei suoi cittadini, testimoniata dalle numerose manifestazioni ludiche e culturali che si organizzano in città nel corso dell’anno, specialmente durante l’estate.


 

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