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Kilimangiaro, Tanzania

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Mappa del Parco nazionale del KilimangiaroIcona articoloIl Parco Nazionale del Kilimangiaro è uno dei parchi naturali più visitati di tutta la Tanzania, apprezzato sia per la sua fauna che per il suo panorama, una  meravigliosa montagna equatoriale innevata. Nonostante la sua tendenza di parco naturale, il Kilimangiaro è apprezzato anche dagli scalatori che spesso la pongono come obiettivo da raggiungere. Proprio al centro del parco è infatti presente il Monte Kilimanjaro, 5896 metri di altitudine, la montagna più alta dell’Africa e uno dei luoghi imperdibili del continente.

Il Monte Kilimangiaro è anche uno dei vulcani più alti del mondo. In cima il paesaggio ricorda quello lunare fino ad arrivare alle cime gemelle di Kibo e Mawenzi. La terza cima, Shira, è posta invece sul versante occidentale della montagna.

Il Kilimangiaro

Cenni storici

Il Parco Nazionale del Kilimangiaro, veduta del Monte Kilimangiaro


Le prime notizie del Parco Nazionale risalgono al 1910 quando i tedeschi dichiararono il territorio di loro proprietà, un’area tedesca all’interno della Tanzania. Dobbiamo arrivare al 1977 per trovare una corretta classificazione, ovvero Parco Nazionale accessibile al pubblico e nel 1987 inserito nel Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Ci troviamo a nord-est della Tanzania dove il parco ricopre una superficie di 756 km quadrati, e al suo interno una infinità incredibile di flora e fauna. Per una migliore comprensione della vastità del territorio, il parco è suddiviso in 4 aree.

La prima è la foresta pluviale, quella posta ai 2.700 metri di altezza, la successiva è la zona della brughiera, quella fino ai 4.000 metri di altezza. La terza è la zona del deserto d’alta quota, che comprende il territorio fino ai 5.000 metri mentre l’ultima è una distesa unica di neve e ghiaccio perenne che arriva fino ai 5895 metri. La cima ghiacciata è intitolata a Johannes Rebmann, il primo esploratore europeo a scoprire il Kilimangiaro nel 1848. La foresta pluviale ospita molti animali, tra cui bufali, elefanti, leopardi e scimmie, e rappresenta la zona dove è più comune ammirare la fauna locale.

Una delle attività più comuni è il safari, modalità in cui guide esperte e autorizzate vi porteranno ad ammirare elefanti, babbuini e tutte le specie animali che normalmente vivono in questo enorme territorio.

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Scalare il Monte Kilimangiaro

Il Parco Nazionale del Kilimangiaro

Il Kilimangiaro può essere scalato in qualsiasi periodo dell’anno, nonostante non sia sempre semplice prevedere il clima durante la salita. In linea generale viene suggerito di scalarlo durante la stagione secca, quindi da luglio a ottobre o da gennaio a marzo. Negli altri mesi, infatti, è possibile incontrare più ostacoli dovuti ai percorsi resi scivolosi dalle piogge e dalla neve.

Salire sul Kilimangiaro non è certo una attività per tutti. Oltre ad essere estremamente allenati, è possibile farlo unicamente accompagnati da una guida turistica. Meglio, se questo è il vostro obiettivo di viaggio, organizzarsi prima della partenza con il vostro tour operator. Diverse sono le opzioni che variano dalle quattro alle sette notti. Di solito sarete forniti di tutto l’equipaggiamento, ovvero di tende e di cucina, in modo da rendere il più confortevole possibile l’escursione. Fate attenzione, quando prenotate, a quello che è effettivamente compreso: spesso tour troppo economici possono non disporre delle attrezzature necessarie.

Oltre ai costi dovuti alle guide, ci sono altre tariffe che occorre preventivare. In caso di prenotazione con un tour operator verificate che siano o meno già comprese.
E’ infatti previsto un costo per ingresso al parco, le spese per il campeggio e una tassa dovuta da tutti a copertura degli eventuali costi di salvataggio. Parliamo in totale anche di cifre rilevanti (il solo campeggio può costare circa 70€ per notte a persona) che di solito dovrebbero essere già preventivate nel pacchetto che andrete ad acquistare.

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Trekking sul monte Kilimangiaro

Il Parco Nazionale del Kilimanjaro, trekking

Sono diversi i percorsi di trekking che consentono di arrivare fino in cima. Esiste anche un numero massimo di scalatori che possono salire in contemporanea, fissato a 60 al giorno, ma in realtà questo limite spesso non viene rispettato. L’unico limite rispettato è quello della Rotta Marangu in quanto vige l’obbligo di utilizzo di tende.

Il percorso Marangu è solitamente un pacchetto di 4 notti e 5 giorni ma se vi viene proposta l’opportunità meglio puntare su una notte in più per consentirvi una più adeguata acclimatazione. Il percorso Machame è quello che riscuote più appassionati di salite morbide e che comprende una giornata da trascorrere sulle pendici meridionale, esperienza indimenticabile.

Umbwe Route Steeper è il percorso più diretto per raggiungere la cima ma è anche potenzialmente la più pericolosa vista la parte terminale della Western Breach, spesso coperta di neve e ghiaccio. Meglio considerarlo solo se si è davvero esperti e con un’equipaggio corretto. La Rongai Route è invece il percorso più facile, parte quasi al confine con il Kenya e percorre il lato settentrionale della montagna.

Itinerario del Plateau di Shira o anche la Route Londorosi, il percorso più lungo ma perfetto se si è un po meno esperti.
Infine il percorso più lungo in assoluto è il Northern Circuit Route. Segue all’inizio il percorso del Plateau di Shira poi si procederà per Gilman’s Point per raggiungere la cima.

Ultimo aggiornamento: 21 Dicembre 2020


 

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