Il Cimitero Allegro in Romania

Il Cimitero Allegro in Romania nel comune di Săpânța: croci colorate, disegni e barzellette. Scopriamo il Cimitero Allegro.

Il particolare cimitero allegro in Romania

Niente è certo nella vita, tranne una cosa: la morte. Forse detto così suona leggermente macabro e triste, ma è un dato di fatto che ognuno di noi conosce già dai primi anni di vita.

Detto questo non significa che bisogna per forza vivere malinconicamente con la consapevolezza della fine comune, anzi, nel Maramureș, in Romania, hanno creato un Cimitero “Allegro”.

Sembra quasi impossibile rendere un luogo così triste una divertente attrazione turistica, ma questo è quello che è successo nella cittadina di Săpânța.
Nel cimitero comunale di Săpânța (Cimitirul Vesel) sarà infatti possibile osservare oltre 600 coloratissime e vivaci croci in legno con tanto di disegni.

Ciò che è allegro nel Cimitero

Non è tanto la scelta artistica delle croci che rende il cimitero “allegro”, bensì ciò che c’è scritto in ogni tomba. Traducendo, infatti, si verrà a conoscenza delle più bizzarre storie del defunto, dei dettagli più imbarazzanti e dei momenti finali della vita dei corpi che vi giacciono sotto.

Navigando tra le strade che dividono le tombe sarà impossibile non voler tradurre ciò che è riportato nelle croci.

Le croci raffigurano le morti più particolari delle persone, come ad esempio soldati decapitati e cittadini investiti, uno tra questi ha visto la morte grazie ad un camion. Le epigrafi sono schiette, ironiche e tutt’altro che malinconiche: “Sotto questa pesante croce giace mia suocera… Cercate di non svegliarla. Perché, se torna a casa, mi staccherà la testa a morsi”.

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La storia del Cimitero Allegro

Cimitero Allegro Romania

Lo stile unico del cimitero fu creato da un abitante del posto, Stan Ioan Pàtras, che a 14 anni aveva già iniziato a intagliare croci per il cimitero. Nel 1935 componeva poesie spiritose sul defunto in dialetto locale e ne dipingeva il ritratto sulla croce, spesso illustrando il modo in cui era morto.

Pàtras morì nel 1977, dopo aver intagliato la propria croce e lasciato la casa e l’attività al suo apprendista più dotato, Dumitru Pop. L’apprendista passò gli ultimi tre decenni a continuare il lavoro, trasformando anche la propria casa nel museo-laboratorio del cimitero allegro.

Nonostante l’umorismo nero delle croci, Dumitru Pop dice che nessuno si è mai lamentato: «È la vita vera di una persona. Se gli piace bere, lo dici; se gli piace lavorare, lo dici… Non ci si può nascondere in una cittadina come questa… Le famiglie vogliono che sulla croce sia rappresentata la vera vita del loro caro.»

E voi invece vorreste essere sepolti sapendo che chiunque potrà leggere i fatti divertenti della vostra vita? Tanto, come disse Euripide, piangendo non si richiameranno i morti dall’oltretomba.

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