Cosa vedere al Castello di Versailles

Il Castello di Versailles in breve


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Il Castello di Versailles,
la reggia vicino Parigi

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La Reggia di Versailles, mappa
© Apple Maps

icona-articoloImponente quanto celebre, la città di Versailles ospita l’omonimo castello, la Reggia probabilmente più nota al mondo e simbolo della sfarzosità francese. Siamo a 22 km a sud-ovest dalla capitale francese dove la reggia barocca di Versailles fu sede politica e corte reale dal 1682 al 1789. In questa seconda data i rivoluzionari assiedaroo il palazzo portando Luigi XVI e sua moglie Maria Antonietta a Parigi, dove vennero ghigliottinati.

Il Castello di Versailles rappresenta l’escursione principale se si è in visita a Parigi.

 

Cosa vedere al Castello di Versailles

Reggia di Versailles, vista frontale castello

L’enorme Reggia di Versailles è stato costruita nella metà del XVII secolo durante il regno di Luigi XIV, conosciuto anche come Re Sole, nome voluto come testimonianza dello sfarzo francese di allora. Il castello ha subito relativamente poche modifiche successivamente alla sua costruzione tranne che per gli arredi interni, scomparsi durante la rivoluzione.

I lavori iniziarono nel 1661 sotto la guida dell’architetto Louis Le Vau e oltre 30.000 operai si diedero il cambio per lavorare giorno e notte sulla struttura, svuotando quasi interamente le casse del regno. Oltre alla costruzione vera e propria vi era necessità di sanare il territorio, perlopiù composto da paludi e foreste, oltre a interventi ancora più imponenti come l’appiattimento di alcune colline. Una volta costruita, centinaia di artigiani decorarono ogni singolo dettaglio, dalle cornici dei dipinti al soffitto, dall’imponente portone d’ingresso fino al pavimento. Non solo: vennero anche realizzati meravigliosi affreschi, marmi pregiati, sculture dorate e innumerevoli simboli tratti dalla mitologia greca e romana. La King’s Suite dei Grands Appartements du Roi et de la Reine è proprio caratterizzata da sale dedicate ad Ercole, Venere, Diana, Marte e Mercurio.

Il massimo esempio di sfarzosità è tuttavia da ammirare nella Galerie des Glaces, la sala degli specchi utilizzata come sala da ballo. La sua lunghezza, pari a 75 metri, è caratterizzata dalla presenza di 17 enormi specchi su un lato e, dall’altro, un uguale numero di finestre affacciate sui giardini.

 

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Giardini e parco della Reggia di Versailles

Castello di Versailles, veduta sul Canal Grande

L’area più ampia dell’intera fortezza è quella dei giardini, giusto alle spalle dell’edificio. Allestiti tra il 1661 e il 1700 in un gradevole stile francese formale, i giardini sono famosi per le loro forme geometriche e per i laghetti che separano le varie aree dai fiori variopinti. Nel territorio sono posizionate oltre 400 statue di vari materiali, marmo, bronzo e piombo, ognuna delle quali realizzate da scultori d’eccellenza del periodo.

L’imponente Canal Grande al centro dei giardini si presenta con una precisa forma a croce. Il canale più lungo misura circa 1.6 km, mentre quello più breve 1 km, che sommati creano un’area acquatica pari a 5.5 chilometri quadrati. I canali vennero progettati da Le Brun e preparati dall’Accademia delle Scienze di Francia, che studiò come rendere il territorio paludoso idoneo a ospitare il canale. Entrambi gli assi si presentano con una imponente larghezza di 62 metri e secondo numerosi manoscritti, il 5 Settembre, giorno del compleanno di Luigi XIV, il sole tramonta esattamente allineato al Canal Grande. Lo scopo del Canal Grande era quello di ricevere le acque dalle fontane più vicine al maniero, evitando sprechi e purificando la stessa acqua. Questo sistema è ancora presente.

Spostiamoci nel lato sud-occidentale del Palazzo, nel cosidetto Orangerie, eretto sotto il Parterre du Midi, per ammirare uno più affascinanti giardini invernali del mondo. Tra le fontane che meritano particolare attenzione quelle presenti nel Bassin de Neptune, area progettata a 300 metri a nord della Reggia. Merita anche osservare la rappresentazione scultorea di un drago alato. Altra fontana da non perdere è nel Bassin d’Apollon, situata nell’estremità orientale del Canal Grande e costruita nel 1688. Questa fontana è caratterizzata dalla cultura del carro di Apollo.

 

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Domaine de Marie-Antoinette

Reggia di Versailles, Domaine de Marie-Antoinette

Oltre alla Reggia è anche presente un’altra area di grande importanza sia storica che architettonica, la tenuta Domaine de Marie-Antoinette. La visita alla tenuta comprende vari luoghi d’interesse, dal piccolo teatro ai padiglioni del giardino. Ciononostante quest’area è caratterizzata da due grandi e principali edifici: Grande e Piccolo Trianon.

Il Petit Trianon è un piccolo ma meraviglioso maniero costruito sempre per volere di Luigi XIV come omaggio alla moglie, Maria Antonietta. L’edificio si presenta in pianta quadrata sviluppata su tre pianti. Il portone principale si apre sulla scala principale del castello, che è adornata da una sfarzosa ringhiera in ferro battuto. Al primo piano ci si troverà nell’area degli ex appartamenti reali e nei salotti, tutt’altro che sobri, in cui la regina accoglieva gli ospiti. Fuori dal Petit Trianon è presente un giardino alla francese, caratterizzato dall’omonima cappella e dal piccolo teatro dedicato all’ex regina.

Il Grand Trianon venne invece rimodellato volere di Napoleone e restaurato da Luigi Filippo. Definito da molti uno tra gli edifici più belli di Francia, il Grand Trianon venne fatto costruire da re Luigi XIV inizialmente come dimora per gli operai impegnati alla costruzione della Reggia. Successivamente venne invece adibito a dimora per gli ospiti in visita. L’edificio si presenta con un particolare stile architettonico simile a quello utilizzato per i palazzi rinascimentali di Firenze e i suoi interni sono tra i più semplici dell’intera struttura.

 

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Scuderie di Versailles

Reggia di Versailles, le scuderie

Nel XVII secolo Versailles diede inizio al fenomeno delle corse dei cavalli in Francia. Nella Reggia era presente la Piccola Scuderia, uno dei pochi centri dove apprendere a cavalcare. Contemporaneamente all’ascesa di questa pratica, ovviamente apprezzata unicamente dai ceti nobili, sorgevano movimenti di protesta contro l’utilizzo sportivo degli animali. L’assenza di cure veterinarie, all’epoca non ancora pronte per curare le ferite degli equini, costringeva i veterinari a sopprimere gli animali non in gradi di correre.

Il ceto nobile non volle tuttavia saperne di interrompere le corse ma scelsero invece di finanziare gli studi veterinari. Furono aperte due scuole veterinarie, a Lione e Alforville, che giustificarono anche agli occhi dei sudditi tale pratica sportiva. Nella Reggia venne progettati la Grande Scuderia, anch’essa nella parte a sud del Palazzo. La prima era datata 1679 mentre la Grande Scuderia vide la sua realizzazione nel 1682. Ai due edifici si aggiunse il Maréchalerie, posto proprio alle spalle della Piccola Scuderia.

Oggi nella Piccola Scuderia, oltre a un’area dedicata alla scuola di architettura, sono ospitate le vetture, i cavalli da tiro e l’attrezzatura. Nella Grande, invece, ha sede il museo delle carrozze ferroviarie e l’Accademia dello spettacolo equestre.

 

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Gli États-Généraux

Reggia di Versailles, Salle du Jeu de Paume

Nel Maggio 1789 Luigi XVI convocò nella Reggia di Versailles gli États-Généraux, grande evento politico con 1139 membri ovvero 291 rappresentanti del Primo Stato, il clero, 270 del Secondo Stato, l’aristocrazia e infine 578 del Terzo Stato, suddivisi tra gente comune e borghesia. Per ogni decisione ogni stato si riuniva separatamente per emettere un verdetto, comunicato solo alla fine davanti gli altri due stati, in modo da evitare pareggi. La strategia, tuttavia, risultava poco valida in quanto i primi due stati erano soliti emettere lo stesso verdetto decisionale a salvaguardia dei propri interessi rispetto a quelli della nazione.

Dopo una serie di ribellioni da parte del terzo stato venne richiesto di procedere al voto non per stato ma per partecipante e non più in camere segrete, ma in una unica stanza. Il sistema non passò ai voti, ancora proposti nella stessa maniera a stati e il re, che doveva prendere una decisione, non fu in grado di risolvere la questione, lasciando passare settimane senza una sua pronuncia, lasciando la situazione instabile. Dopo oltre un mese i rappresentanti del terzo stato si avvicinarono alla loro sala riunioni ma il re gli fece trovare la porta chiusa. Il 9 Luglio i membri del terzo stato formarono l’Assemblea nazionale costituente con obiettivo di dotare la Francia di una Costituzione. Fu l’atto di inizio della Rivoluzione. Il successivo 14 Luglio i Sanculotti, gli operai di Parigi, assaltarono la Bastiglia. Il resto è scritto nella storia.

 

Ultimo aggiornamento 16 giugno 2021


 

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