Panorama aereo sul borgo medievale di Castrum Antoni

Il borgo medievale di Castrum Antoni, Rieti | Cosa vedere ad Antuni, a Castel di Tora


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Monte Antuni (Castrum Antoni), il borgo laziale dall’aspetto fiabesco

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Icona articoloDifficile non rimanere ammagliati dalla bellezza e suggestione che caratterizza l’antico borgo di Monte Antuni, ufficialmente Castrum Antoni ma talvolta indicato anche solamente come Antuni. Ci troviamo nel cuore del Lazio, in provincia di Rieti, dove ai margini del comune di Castel di Tora si trova questa località davvero spettacolare. A rendere davvero magico il panorama di Antuni è il Lago di Turano, che si estende proprio attorno all’altopiano del borgo, un piccolo specchio d’acqua in cui potersi cimentare in attività ed escursioni outdoor.

Prima di cominciare la nostra emozionante visita dobbiamo avvisarvi che assolutamente è vietato visitare il borgo in autonomia. Difatti è disponibile un associazione, “Camminando con“, autorizzata dal comune di Castel di Tora per offrire escursioni guidate ai visitatori. Entreremo più avanti nei dettagli. Il Lago di Turano, dicevamo, è un bacino d’acqua di natura artificiale. Questo infatti sorse nel 1939, dopo la costruzione della diga di sbarramento sul Fiume Turano che portò a un forte restringimento della valle in cui, prima d’allora, scorreva il fiume.

Castrum Antoni si caratterizza per il suo piccolo e grazioso centro storico che dall’alto sorveglia il comune principale di Castel di Tora. È di dimensioni molto ristrette il borgo, considerando che in totale Castel di Tora conta poco più di duecento abitanti. È un’idea di viaggio perfetta per chi ricerca una destinazione per una gita giornaliera, adatta sia a chi è in visita alla capitale sia per chi invece risiede nel Centro Italia.

Ciò che rende davvero caratteristico e fiabesco il borgo di Castrum Antoni è la sua posizione: si trova proprio nelle acque del lago, collegato alla terraferma da un sottile istmo di terra. Non finisce qui: oltre al paesaggio davvero mozzafiato, a caratterizzare la località è anche la sua tragica storia, che con certezza nessuna persona al mondo vorrebbe vivere. Di cosa stiamo parlando? Lo scopriamo subito.

Cenni storici

Le origini di Antuni si perdono nei tempi. Secondo le fonti a disposizione, dobbiamo vivere un viaggio di mille anni indietro nel tempo per poter conoscere la fondazione di Castrum Antoni. Nel XI secolo i Guidoneschi diedero in dono i possedimenti del Castrum Antoni all’Abbazia di Farfa. Negli anni a venire tante furono le dinastie che governarono l’insediamento: i Brancaleoni, i Mattei, i Lante della Rovere e ancora i Gentili. Il 25 ottobre 1816 la marchesa Margherita Sparapani Gentili Boccapaduli rinunciò ai diritti feudali e così subentrò il nome che più segnò la storia antica del borgo. Quello dei Principi del Drago, sotto i quali ottenne nel 1832 il riconoscimento di principato per volere di Papa Gregorio XVI. Proprio a loro è intitolato l’antico Castello del Drago, icona architettonica del borgo.

Quanto raccontato è la storia in pillola del borgo. Tolti i vari passaggi di feudo di famiglia in famiglia, il borgo cela un passato omogeneo a quello del territorio su cui sorge. Non molto tempo alla caduta dello Stato della Chiesa, il Lazio entrò nel neonato Regno d’Italia, evento da cui si seguì poco meno di un secolo di completa serenità, senza particolari eventi significativi. Il paesaggio che per nove secoli caratterizzò il borgo mutò profondamente con la costruzione della diga sul Fiume Turano, che portò a riempire d’acqua la vallata, dando così vita al Lago di Turano. Prima di allora, ai bordi di Antuni non c’era altro che erba e alberi.

Quello che sembrava essere diventato un idilliaco borgo che si vedrebbe bene in una fiaba fu vittima di un atroce disastro, che decretò la sua fine. È il 1944, periodo ancora intenso per le battaglie nella Seconda Guerra Mondiale. Nei cieli del Lazio volava un caccia alleato. Il pilota, tutto d’un tratto, lancia una bomba giusto sopra il borgo: l’obiettivo era abbattere il ponte che attraversava il Lago di Turano. Per pochi metri il pilota sbagliò la mira e la bomba cadde proprio nel centro abitativo, distruggendo la chiesa cittadina e danneggiando gravemente diverse abitazioni, oltre allo stesso Castello del Drago.

Gli immediati anni successivi furono agonizzanti per gli abitanti, che si ritrovavano bruscamente in un comune completamente inabitabile (ai tempi era un municipio indipendente). Nel 1950 anche l’ultimo degli abitanti rimasti fu costretto ad andarsene, portando il borgo a uno stato di completo abbandono.
Per decenni questo prezioso luogo medievale rimase così come era rimasto nel 1950, abbandonato a sé stesso. Nel 1992 il borgo passò al comune di Castel di Tora e da quell’anno cominciarono i lavori di restauro, che perdurarono per circa diciotto mesi. Da allora, il borgo fu reso un’attrattiva turistica davvero affascinane.

 

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Come visitare e cosa vedere ad Antuni

La città fantasma medievale di Antuni sul Lago del Turano
La città fantasma medievale di Antuni sul Lago del Turano

L’antico borgo di Antuni, completamente abbandonato e quasi inaccessibile fino al 1990, ha riacquistato crescente interesse grazie al restauro degli edifici più importanti, come il Palazzo del Drago e la Camera dei Comuni. Terminato il restauro nel dicembre 1999, con il finanziamento del Giubileo 2000, il progetto di riqualifica proseguì ulteriormente. Negli anni successivi, infatti, iniziarono i lavori per riparare i binari dall’antica cinta mulattiera sul lato destro del paese al centro del paese, alle torri e a molti centri abitati.

Merita senza dubbio una visita il borgo medievale di Monte Antuni, in quanto anche vicino al capoluogo Rieti, la visita a questo borgo abbandonato è parte integrante di una gita scolastica e può essere inserita in una lista dei desideri. Resta comunque vietata la passeggiata autonoma nei vicoli del piccolo paese: chi vuole curiosare tra il misto passato e presente di questo piccolo paese può rivolgersi all’associazione “Camminando con…”, che organizza interessanti guide.

Con l’esperta guida al proprio fianco potrai passeggiare tra gli scorci di Antuni, ammirandone le piazze, i ponti e gli archi d’ingresso del nucleo storico. Passeggiando tra vegetazione, mulattiere e scorci lacustri indimenticabili, si può raggiungere anche il eremo di San Salvatore, che si trova sotto il paese, quasi sul livello dell’acqua: nella grotta naturale del santuario si trova un altare e alcuni murales che sprigionano un profondo senso di mistero e fascino. Pertanto, se vi trovate in questo angolo di Lazio, non perdetevi una gita fuori porta per niente al mondo.

Risalendo le scale che portano all’ingresso del paese di Antuni. Sulla sinistra troverete una chiesetta dedicata alla Madonna. Proseguite ancora. Su una pietra è inciso “Quando il sole muore a ponente, il il cielo è debole Il rosa, l’Ave Maria si alzò dolcemente. E il duro processo della vita si fermò in un istante. Questa pietra accoglie Incontro, la comunità di Don Gelmini, che da diversi anni ha sede nell’antico borgo di Antuni.


 

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