0
Condividi su:

Laghetti di Avola, provincia di Siracusa

Viaggio nella Riserva di Cavagrande del Cassibile

icona-articoloI laghetti di Avola sono il punto nevralgico della Riserva di Cavagrande del Cassibile, il territorio protetto di 2700 ettari circa che si sviluppa tra i comuni di Avola, ⇒ Noto e ⇒ Siracusa. La Riserva di Cavagrande del Cassibile si caratterizza per un esteso canyon di origine fluviale, scavato nel corso di milioni di anno dal fiume Cassabile e tutt’ora in corso di erosione, favorito poi dai movimenti sismici.

Il canyon, al punto più profondo raggiunge i 500 metri circa mentre in larghezza supera il chilometro. La lunghezza? Il canyon della riserva si sviluppa per ben 10 chilometri.
La riserva di Cavagrande del Cassibile è inoltre un territorio protetto sia dal punto di vista naturalistico, ma anche archeologico e antropologico.

In passato, infatti, le prime popolazioni si stanziarono in questo territorio fertile, che offriva a loro riparo e risorse necessarie per vivere adeguatamente. Le stesse popolazioni realizzarono oltre ottomila tombe rupestri, testimonianza unica nel suo genere in tutto il mondo.
Quindi, oltre all’eccezionale panorama paesaggistico, la riserva è anche un prezioso sito archeologico.

La Riserva di Cavagrande del Cassibile, e gli annessi laghetti di Avola, è divisa in due macro aree, Zona A, la riserva, che ha un’estensione di 900 ettari, e la Zona B, la preriserva, estesa invece 1860 ettari.

Laghetti di Avola e il divieto di accesso

Ed è con immenso dispiacere che vi comunichiamo che i laghetti di Avola, cosi come per l’intera Riserva, sono chiusi al pubblico. Il canyon della riserva, infatti, è stato dichiarato inagibile e, soprattutto, pericoloso. Sono decine, forse centinaia, le persone che quotidianamente, in estate, violano questo regolamento in vigore dal 2014.

L’ordinanza è stata emessa a seguito di un sopralluogo eseguito da esperti, recatosi nel luogo dopo segnalazioni di frane e, in generale, di instabilità dei percorsi e del canyon.

Ugualmente vi andremo a raccontare, in poche righe, la bellezza unica dei laghetti di Avola. È bene però precisare che la nostra guida è a puro scopo informativo e, pertanto, invitiamo i nostri lettori a seguire i divieti imposti sino a nuovo avviso da parte delle autorità.

La principale attrazione della Riserva di Cavagrande sono, o meglio, erano, i laghetti di Avola, raggiungibili facilmente seguendo uno dei numerosi percorsi battuti. Il più noto tra i sentieri è indubbiamente quello di Scala Cruci che, sebbene si presenti in stato fatiscente, è uno dei più antichi e con tutta probabilità il più scenografico. Tuttavia, per quanto sia interessante, il sentiero di Scala Cruci è altrettanto chiuso al pubblico e sono previste multe salate a chi viola il divieto.

I laghetti di Avola costituiscono senza dubbio uno dei più suggestivi e mozzafiato luoghi naturali nei dintorni di Siracusa. Questi laghetti, infatti, sono incastonati lungo un massiccio carsico tra i Monti Iblei. La bellezza del luogo è dovuta anche dal fatto che, per raggiungere i laghetti, a prescindere dal divieto, è necessario seguire i percorsi molto faticosi e scoscesi, sconsigliabili a chi non pratica trekking.

Viceversa, gli amanti dell’escursioni e dell’hiking trovano pane per i propri denti nella Riserva di Cavagrande.

OneMag-logo
Scopri i migliori sentieri escursionistici in Italia: questi i 12 imperdibili

Sentiero Prisa – Carrubella

Buone notizie in vista: all’interno della Riserva di Cavagrande è presente un sentiero aperto al pubblico e percorribile per escursioni immerse nella natura incontaminata. Parliamo del sentiero Prisa – Carrubella, che permette di percorrere circolarmente il territorio protetto

In un’ottica ottimistica, in caso di riapertura dell’intera riserva, consigliamo, dal sentiero di Carrubella, di imboccare il sentiero Mezza Costa, l’ideale per escursionisti con esperienza che desiderano mettersi alla prova. Il sentiero Mezza Costa, infatti, offre tratti ripidi, scale antiche e, soprattutto, paesaggi da pelle d’oca.

Torniamo a focalizzarci sul sentiero di Carrubella. Il percorso per completarlo richiede circa 2 o 3 ore di tempo, a seconda del passo che si mantiene, e permette di raggiungere un laghetto.

Questo laghetto è balneabile e non è soggetto ad alcuna restrizione. Le acque, molto fresche, si presentano pulite e limpide, con tonalità di colore tendenti al turchese. Ai bordi del laghetto troviamo una ricca e fitta vegetazione tipica della macchia mediterranea, che permette di immergersi ulteriormente in questo angolo incontaminato. Sconsigliamo però di far fare il bagno ai bambini piccoli, in quanto il fondale tocca i 7 metri di profondità.

Grotta dei Briganti

Nella riserva, oltre ai percorsi e ai laghetti, troviamo anche un’altra interessante attrazione: parliamo della Grotta dei Briganti. Sebbene la Grotta dei Briganti non sia soggetta a restrizioni, per raggiungerla è necessario percorrere il sentiero di Mastra Ronna, che è invece inaccessibile.

La caverna prende questo nome in memoria a un evento storico. Alla fine del XIX secolo, il brigante Giovanni Boncoraggio accompagnato da altri uomini la scelse per rifugiarsi, in quanto perseguitato dai Savoia.

Il brigante, sin dalla tenera età di 16 anni, era al servizio per Garibaldi e per i Savoia. Sappiamo però che le intenzioni dei Savoia erano ben diverse rispetto a quelle di Garibaldi. Giovanni Boncoraggio apprese presto i reali piani dei Savoia, opponendosi al loro regno e divenendo, quindi, un brigante.


 

Condividi su:

Like it? Share with your friends!

0