Cosa vedere a Ronciglione, Viterbo

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Cosa vedere a Ronciglione, mappa
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Ci troviamo a una ventina di km da Viterbo dove troviamo Ronciglione, uno dei borghi storici e turistici più noti della zona, a breve distanza dal Lago di Vico. Complice anche la breve distanza da Roma, il borgo è stato spesso scelto come protagonista per numerosi spot pubblicitari, a confermare la bellezza esclusiva della cittadina

La sua posizione, 440 metri di altitudine, la rendono una meta perfetta per passeggiate anche nel periodo estivo, grazie a un clima decisamente più favorevole rispetto alle grandi città con cui è confinante.

Cenni storici

Cosa vedere a Ronciglione, veduta borgo storico

Il suo nome parrebbe derivare da un nobile francese, Rossillion, che proprio nel suo stemma aveva due leoni, gli stessi che oggi ritroviamo nello stendardo di Ronciglione.
L’anno di fondazione risale al 1045 dai prefetti di Vico, anche se il primo documento ufficiale è invece risalente al 1103.
La ritroviamo poi sotto l’egemonia della famiglia nobile Anguillare, prima di tornare nuovamente sotto la chiesa, nel 1526. E’ in quell’anno che viene nominata seconda capitale del Ducato di Castro, voluto da papa Paolo III per Luigi Farnese, suo figlio.

Furono proprio i Farnese a realizzare numerose migliorie alla cittadina, tra cui anche la realizzazione di un condotto artificiale in grado di sfruttare le acque del Rio Bravo, che permise di installare mulini e tipografie. Proprio qua furono realizzate alcune copie di carte da gioco.
Il declino dei Farnese la fece tornare nuovamente alla Chiesa, rimanendo attiva sia commercialmente che culturalmente, diventando nel 1728, grazie a papa Benedetto XIII,  città.

 

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Cosa vedere a Ronciglione

Cosa vedere a Ronciglione, veduta del campanile

Iniziamo a scoprire cosa vedere a Ronciglione con una dovuta presentazione. La struttura della città è infatti suddivisa oggi in due borghi medievali, quello di Sopra e di Sotto. Il nucleo storico è quello naturalmente che richiama la principali attenzione, grazie alla presenza di varie attrazioni. Il borgo di Sopra, posto su una rupe tra i Monti Cimini, è l’area che più di altre ha saputo mantenere la sua struttura storica. Caratteristica comune è la presenza dei mattoni di tufo, con cui sono state realizzate la maggioranza delle abitazioni.

Pronti a scoprire cosa vedere a Ronciglione?

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Il Duomo

Cosa vedere a Roncaglione, il DuomoCostruito nel 1671, il Duomo è intitolato a San Pietro e Santa Caterina e la sua consacrazione è avvenuta nel 1726. Di epoca successiva invece il campanile, realizzato invece nel 1734.

La sua facciata è realizzata in due stili, ionico e composito e ha tre porte di accesso, la principale e due che sono poste giusto al fianco. Al suo interno, a tre navate, sono presenti numerose opere d’arte tra cui è da ammirare l’altare sinistro, realizzato in marmo e un trittico di Gabriele di Francesco, rappresentante San Salvatore.

 

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Chiesa di Santa Maria della Provvidenza

Cosa vedere a Ronciglione, Chiesa di Santa Maria della Provvidenza

Seconda struttura religiosa da annoverare tra le cose da vedere a Ronciglione è la prima chiesa parrocchiale di Ronciglione. La struttura è stata eretta nel secolo XI e si caratterizza per l’interno a unica navata, dove sono presenti numerosi affreschi, tra cui uno dedicato a Santa Maria della Provvidenza, rivenuto al suo interno. Fino ad allora, il 1742, la Chiesa era invece intitolata a Sant’Andrea.

La Chiesa subì un profondo danneggiamento nel 1700 e il suo restauro avvenne in stile barocco, periodo in cui venne aggiunto un piccolo portico esterno. Della struttura originaria rimane unicamente il campanile romanico, privo però dell’ultimo piano e del suo tetto.

 

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Chiesa di Sant’Andrea

Oggi purtroppo è visibile unicamente il Campanile e alcune colonne, oltre alla parziale struttura esterna. La Chiesa venne abbandonata nel XIX secolo a causa di mancati restauri che resero impossibile proseguire il suo utilizzo. Le origini della chiesa risalgono al XII secolo in stile gotico su quella che in precedenza era un’altro edificio religioso, dedicato a San Leonardo.

Il campanile, ancora oggi visibile, è rimasto probabilmente quasi intatto a seguito del suo restauro avvenuto nel 1436. Ispirato a modelli romani, la sua struttura è composta da quattro piani caratterizzati da varie finestre e l’ultimo piano invece realizzato a pianta ottagonale. Da non perdere, sulla facciata, l’iscrizione riportante l’anno di costruzione e lo stemma degli Anguillara.

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Porta Romana

La Porta Romana di Ronciglione è uno dei monumenti storici di maggior interesse della cittadina. La sua costruzione risale al 1618 e fu fortemente voluta dal duca Odoardo Farnese dal Vignola. Il monumento rappresenta il punto di soglia tra il centro storico e l’immediata periferia cittadina. La Porta Romana è stata più volte rimaneggiata nel corso degli anni: nel 1857 fu aggiunta alla sua cima una torretta munita di orologio, poi rimossa nel 1954 per alleggerire il carico sulla struttura, oltre che per ridarle il suo originale aspetto.
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Chiesa di Sant’Eusebio

La Chiesa di Sant’Eusebio è uno dei più caratteristici edifici storici della cittadina di Ronciglione. L’edificio è situato poco fuori dal centro abitativo, indicativamente a 3 chilometri di distanza, nel cuore della campagna aperta. Si tratta di una delle più antiche testimonianze architettoniche religiose della zona, con origini datate ben al 700 d.C., per mano dei monaci Basiliani. Ancora oggi, la chiesa custodisce i 7 sarcofaghi di Flavo Eusebio, rinomato funzionario romano, e di alcuni componenti della sua famiglia.

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La Rocca

Cosa vedere a RonciglioneLa Rocca di Ronciglione fu anticamente l’accesso naturale al centro abitativo. Originariamente si ricorda che la Rocca di Ronciglione fu di proprietà dei Prefetti di Vico, passando ai Conti degli Anguillara e, ancora dopo, ai Della Rovere. Dal 1526 al 1649 la Rocca è stata sede di Casa Farnese, rendendo la città la capitale del Ducato di Castro e Ronciglione. Sebbene la costruzione iniziale è datata all’Alto Medioevo, è solo nel periodo rinascimentale che l’edificio vide raggiungere il suo massimo splendore, grazie a una serie di restauri guidati dall’architetto Giovanni Dolci, di origini fiorentine. Tuttavia, dopo essere stato ceduto nel 1756 in enfiteusi al genovese Girolamo Marè, nonostante la propria parola nel mantenere le condizioni strutturali in buono stato, per il castello segnò l’inizio del declino.

L’ultimo aggiornamento: 17.05.2021