Guida alla Rocca d’Anfo, sul Lago di Idro

Guida alla Rocca d'Anfo, la splendida costruzione del 15° secolo eretta dalla Repubblica di Venezia durante il loro dominio sulla Lombardia orientale, lungo la sponda del Lago di Idro, a breve distanza dall'omonimo comune di Anfo. A comporre la Rocca d'Anfo troviamo 34 strutture differenti, perlopiù batterie, collocate tra i 100 e i 300 metri d'altezza dal livello del Lago di Idro, valorizzate in ambito turistico a partire dagli anni 2000. Ecco la Rocca d'Anfo, sul Lago di Idro, in provincia di Brescia.2 min


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Cosa vedere alla Rocca d’Anfo

Arroccata lungo un promontorio, la Rocca d’Anfo è la principale attrazione che può essere visitata lungo il Lago di Idro. Ci troviamo nella sponda occidentale del lago, lungo la strada che da Anfo porta a nord, nel comune di Ponte Caffaro, che delinea il confine tra Lombardia e Trentino-Alto Adige.

Il turismo nella provincia di Brescia si focalizza quasi per intero sul Lago di Garda e su quello di Iseo, mantenendo cosi le località del Lago di Idro poco trafficate, perfette per una gita dedita al relax.
Durante un viaggio al Lago di Idro non bisogna perdersi assolutamente la Rocca d’Anfo, il complesso militare eretto dalla Repubblica di Venezia intorno al 15° secolo, quando la Lombardia orientale era sotto il loro dominio. 

Visitare la Rocca d’Anfo

La Rocca d’Anfo si sviluppa principalmente in altitudine. Il paesaggio che contorna il lago, infatti, è quasi interamente composto da alti promontori
Parliamo di uno dei complessi bellici di maggiore rilievo in Lombardia, di particolare interesse storico e paesaggistico, sviluppato su una superficie complessiva di circa 50 ettari. Oltre a essere un complesso di notevole interesse storico, si tratta di una delle strutture del genere più grandi e particolari a livello nazionale.

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Storia e caratteristiche della fortezza

Torre della Rocca d'Anfo, Lago di Idro

Come già introdotto, la Rocca d’Anfo risale al 15° secolo, eretta dalla Repubblica di Venezia, venendo poi ampliata secoli dopo durante l’epoca napoleonica. Nel dettaglio la storia ci riporta nel 1450, anno in cui si progettò la fortificazione per mano dei migliori ingegneri militari dell’epoca. La Repubblica di Venezia governò la Val Sabbia, cosi come buona parte del territorio bresciano, dagli inizi del 15° secolo fino alla fine del 18°, utilizzando questa struttura per il presidio militare nel territorio.

Complessivamente la Rocca d’Anfo si compone in 34 strutture, tutte di settore bellico, tra cui torri, casermemagazzini per le armi e batterie. Visitare la Rocca d’Anfo rappresenta un’attività adatta solamente a chi ha almeno una minima preparazione fisica.
Infatti a collegare ogni edificio troviamo scalinate su scalinate, che riesco ad affaticare anche i più esperti. 

Tuttavia la fatica viene totalmente ripagata dal complesso, di eccezionale bellezza, e dal panorama che lo circonda, che mescola il blu intenso del lago con il verde delle foreste sviluppate sui promontori circostanti.

A partire dal 2005, l’Amministrazione comune di Anfo, grazie a una convenzione stipulata tra vari enti, gestisce e cura il complesso militare. Qua, infatti, si tengono numerose visite guidate, che permettono di esplorare il centro scoprendo accuratamente i dettagli e la storia della Rocca d’Anfo.

La Rocca d’Anfo si sviluppa per 200 metri in altitudine dal livello del sottostante lago, cosi da poter scrutare facilmente eventuali nemici provenienti dal Trentino. 
Dal basso, le batterie situate nella Rocca d’Anfo sono, rispettivamente, la batteria Tirolo, a 100 metri d’altezza, la batteria Rolando, a 150 metri, e la batteria Belvedere, a 250 metri.

Furono numerose le battaglie che coinvolsero la Rocca d’Anfo, avvenute prevalentemente dopo la caduta della Repubblica di Venezia nel territorio, quindi dal 19° secolo. La Rocca d’Anfo inoltre fu utilizzata durante la Prima Guerra Mondiale, quando nel 1915 si spararono colpi di cannoni contro gli austriaci, provenienti da nord.

Tuttavia la Rocca d’Anfo era già divenuta un edificio storico, non più utilizzato come in passato. A causa dei numerosi assedi avvenuti nel 19° secolo, nel 1871 si stanziò un fondo per il rimaneggiamento e per il rinforzamento della struttura.
Il complesso però poi fu adibito a magazzino, come deposito di armi e munizioni, questo dal 1915 al 1975, venendo poi abbandonata nel 1981 e gestita poi da solo un custode.

Solamente con l’avvento del nuovo millennio la fortezza vide una valorizzazione lato turistico. Infatti la Comunità Montana Valle Sabbia ne prende cura e si occupa del rimaneggiamento delle opere più significative, venendo finanziata dalle attività turistiche, concentrate prevalentemente durante la stagione estiva.


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