Grotte di Castellana, Bari

Grotte di Castellana, Bari | Uno dei più importanti siti speleologici d’Italia


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Grotte di Castellana, Bari

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Mappa delle Grotte di Castellana, Bari

Icona articolo onemagNel cuore dell’entroterra pugliese, dentro i confini della pittoresca provincia di Bari, si trovano le Grotte di Castellana, una delle attrazioni naturali di maggior fama a livello internazionale. Sono considerate, infatti, uno dei complessi speleologici più importanti dell’Europa intera. Le Grotte di Castellana, situate nell’omonima località, si trovano a circa una quarantina di chilometri dal capoluogo Bari e rappresentano il risultato dell’azione erosiva di un antico fiume sotterraneo, che plasmò e scavò nel corso dei millenni la roccia calcarea.

Cenni storici

Veduta sull'ingresso sulle Grotte di Castellana
Veduta sull’ingresso sulle Grotte di Castellana

Più dettagliatamente, questo altopiano carsico si è generato circa 100 milioni di anni fa, quindi è abbastanza naturale che un tale paesaggio sia arrivato oggi ad avere tale aspetto. Per ogni centimetro di roccia scavata possono essere richiesti anche 100 anni, facile intuire quanto tempo ci sia effettivamente voluto per far sì che oggi le Grotte di Castellana siano diventate come si possono ammirare oggi. Non è un processo visibile a occhio nudo, ma è comunque esistente e continuerà a modificarsi nel corso degli anni.

Sebbene non siano l’unico luogo simile presente in Italia, con certezza si tratta di quello più suggestivo, almeno tra quelli situati tra tutta l’Italia. Altri esempi sono le ben note Grotte di Olieri, in provincia di Vicenza, o la Grotta Gigante di Trieste, così come si trovano diversi siti in Toscana e in Sardegna.

Cosa vedere nelle Grotte di Castellana

Cosa vedere nelle Grotte di Castellana
Cosa vedere nelle Grotte di Castellana

Parlando di numeri: le Grotte di Castellana si estendono per circa 3 chilometri e scendono nelle profondità per circa 70 metri. Sono accessibili al pubblico mediante una visita guidata dalla durata di circa due ore, durante la quale si viene accompagnati all’interno del sito carsico e dettagliatamente illustrati di quale siano le meraviglie presenti. All’andata sarà necessario seguire una lunga scalinata, che viceversa non si dovrà ripercorrere al termine del tour, grazie all’apposito ascensore che riporterà in superficie.

Il percorso evolutivo delle Grotte di Castellana ebbe origine a partire da 90-100 milioni di anni fa, nel Cretaceo. Il fiume che scorreva sottoterra presumibilmente sfociava in mare: purtroppo non si sa praticamente nulla in merito, solo che c’è la possibilità che si sia inabissato. L’intrinseco percorso di cunicoli e passaggi scavati nella roccia, aggiunti ai fossili marini di antiche creature marine, ancora oggi presenti, sono lampanti testimonianze di una ricca vita marina.

La roccia, progressivamente sgretolata per mano dell’erosione in acqua, con un processo chimico nato dalla reazione del calcare con l’anidride carbonica, dà vita al carbonato di calco, che ha prodotto nel corso del tempo, con un lentissimo ma progressivo gocciolio, una serie di concrezioni calcaree dalle forme davvero fantasiose. Stalattiti, stalagmiti e colonne di ogni genere punteggiano interamente il sito speleologico.

Il tour alle Grotte di Castellana

Turisti alle Grotte di Castellana durante una visita guidata
Turisti alle Grotte di Castellana durante una visita guidata

Il sito fu scoperto dal rinomato speleologo prof. Anelli, nel 1938. Tuttavia, gli abitanti locali già furono a conoscenza della presenza di questo foro nella terra, utilizzandolo spesso per scopi poco proficui, gettandovi la spazzatura o le carcasse degli animali, tra le altre cose.
La prima grotta che si incontra non appena scesi è una Grave, al cui centro è dominata dal notevole gruppo stalagmitico dei Ciclopi. Da qua, e solo da qua, filtra dall’alto la luce naturale.

Ci si imbatte poi nelle Colonne d’Ercole e poi nella Grotta Nera, laddove si trova la notevole formazione stalatto-stalagmitica della Lupa. Seguono la Grotta dei Monumenti, il Corridoio dell’Angelo e ancora la Caverna della Civetta, finché superato uno stretto cunicolo, tra stalagmiti e colonne varie, si giunge nella Cavernetta del Presepe, dove è custodita una piccola scultura della Madonnina.

Al di là della Madonnina ci si imbatte nel bivio del Piccolo Paradiso, da cui si giunge alla Caverna dell’Altare e ancora alla Caverna del Precipizio. Si giunge al Corridoio del Deserto, che segna un cambiamento paesaggistico abbastanza evidente, nelle forme e nei colori, evidentemente più chiari. Dopo pochi passi si giunge in quella che è infine definita la più bella delle caverne del sistema sotterraneo, la Grotta Bianca, così chiamata per il biancore dell’alabastro.


 

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