della città di Gerace in Calabria. Uno dei borghi più belli d'Italia

Gerace: il borgo antico tra i più belli d’Italia | Cosa vedere a Gerace, Reggio Calabria


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Gerace: il borgo antico tra i più belli d’Italia

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Cosa vedere a Gerace, la mappa
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Icona articoloIncastonato maestoso sulla cima di un aspro sperone roccioso, il borgo di Gerace riesce a incantare ogni proprio visitatore, ammagliandolo con il proprio ricco patrimonio architettonico, lo stesso che gli è valso l’appellativo de Firenze della Calabria. D’altronde, basta uno rapido sguardo rivolto al centro storico per poter apprendere il reale significato di questo prestigioso appellativo: il centro è dominato dall’antica cattedrale, al cui contorno si sviluppano lunghe file di palazzi signorili e botteghe scavate nella roccia, che conferiscono al borgo di Gerace un aspetto nobile e austero.

E come dentro il borgo, anche fuori dai confini comunali l’interesse aumenta ulteriormente, grazie al prestigioso contorno del Parco Nazionale dell’Aspromonte, che si sviluppa in una grande porzione di territorio in provincia di Reggio Calabria. Oggi casa di poco più duemilacinquecento abitanti, grazie alla sua posizione rialzata a circa 500 metri sul livello del mare, Gerace offre ai propri visitatori una vista impagabile sul Mar Ionio, verso est, e sugli altopiani dell’Aspromonte, in tutte le altre direzioni.

L’etimologia del nome è di origine greche e significa sparviero: la leggenda vuole che fu proprio un rapace a scegliere la posizione dove sarebbe sorto il villaggio. Ma i dettagli sulla storia del borgo li approfondiremo fra poco. Nel 2015 questo borgo guadagnò il settimo posto su venti classificati nel concorso de I più bei borghi d’Italia. Vi diamo il benvenuto in questo emozionante viaggio: ecco cosa vedere a Gerace.

 

Cenni storici

Cosa vedere a Gerace in Calabria

Forse la leggenda del rapace, che in volo individuò il luogo perfetto per far nascere questo borgo, riesce a spiegare il mistero che la avvolge. Gerace, infatti, pare sorse all’improvviso, e con esso anche la propria ricchezza e potenza, che dal nulla assoluto affermò la propria autorità, mentre poco avanti si spegneva quella di un’antica potenza: quella dell’antichissima Locri. Nulla era noto di Gerace fino alle prime menzioni ufficiali della metà del XI secolo d.C. tranne che per un testo dell’anno 787 in cui si citava una struttura fortificata.

Interessante sapere che in alcune monete della Locri greca, fondata sulla costa ionica nel lontano VIII secolo a.C. per mano di coloni giunti di Corinto, compariva proprio il disegno di un rapace. Fu lui, secondo leggenda, che in periodo medievale guidò alcuni profughi dalla decadente Locri fino sulla rupe dell’Aspromonte. La colonizzazione di questa cima montuosa diede vita alla Gerace che oggi conosciamo e che nel suo stemma cittadino ha proprio il disegno di un rapace. Una storia incantevole, ma che per quanto affascinante sia, rimane pur sempre una leggenda del folclore locale.

La fine del primo millennio, a cavallo con l’inizio del secondo, rappresentò un periodo molto difficile per le popolazioni italiche, soprattutto quelle che risiedevano nelle coste del meridione. Frequentissime, infatti, le scorrerie  degli arabi, che costrinsero intere comunità a ripararsi nell’entroterra, più difficile da raggiungere.

Sia i bizantini che i normanni avevano già reso il borgo una potenza del territorio, tanto che i documenti del XI secolo d.C. fanno riferimento all’esistenza di ben ottanta chiese, dodici conventi e otto monasteri. Tale quantità di opere architettoniche, impensabili da realizzare in breve tempo, lascia presumere che Gerace esistesse molto prima rispetto a quanto ipotizzato. Nel suo passato di sede vescovile, Gerace vide un momento di gloria e splendore durante i periodi di dominazione bizantina e normanna. In breve tempo la città si affermo come una potenza economica della regione. Nei secoli successivi la località passò prima sotto il dominio svevo, poi agli angioini quando venne dichiarata città regia da Roberto d’Angiò. Infine, verso la metà del XIV secolo, contea dei Caracciolo. Elevata a marchesato sotto la dominazione aragonese, il borgo fu assegnato a Consalvo de Cordova, all’inizio del Cinquecento, venendo successivamente eretto a principato per mano dei Grimaldi.

In epoca napoleonica la località divenne capoluogo di circondario, mantenendo questo ruolo anche dopo il ritorno dei Borboni nel Regno di Napoli. La località è inoltre nota per la partecipazione ai moti rivoluzionari carbonari a metà XIX secolo. Pochi anni dopo il borgo fu annesso al Regno d’Italia, che inaugurò un nuovo periodo di svolta economica. Fino al 1941 si è chiamata Gerace Superiore, per distinguersi da Gerace Marina, l’odierna Locri.

 

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Cosa vedere a Gerace
Itinerario guidato “passo dopo passo” alle attrazioni cittadine

Cosa vedere a Gerace, CalabriaCome introdotto, di Gerace rimangono particolarmente impresse le immagini delle tante botteghe costruite tra il XVI e il XVII secolo. Sono quelle che i vasai scavarono nella roccia, dando così vita a un’attività che dal Rinascimento in poi fu di notevole importanza per il luogo. La produzione era molto variegata, partendo da semplici mattonelle da pavimentazione ma arrivando a realizzare anche raffinate maioliche e preziosi vasi da farmacia. E di queste botteghe se ne possono ammirare diverse già dopo aver fatto il primo accesso al borgo.

Dalla cittadella fondata sulla roccia si giunge alla scenografica Piazza della Repubblica, su cui si affacciano due importanti monumenti storici: il Palazzo del Balzo e la Chiesa di Santa Maria del Mastro, dalla facciata seicentesca ma in realtà edificata in periodo normanno nel lontano 1084.

 

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Link-uscita icona L’incantevole borgo di Santa Severina di Calabria

Il Borghetto

Il Borgo Antico di Gerace
Il Borgo Antico di Gerace

Lasciandosi alle spalle il Borgo Maggiore, superata un’antica porta d’accesso si entra nel cosiddetto Borghetto, un’area abitativa molto compatta e ben difesa, raccolta tutt’attorno Via Roma. Qua si trova il pracùsu, un ampio spiazzo acciottolato su cui è affacciata la pregevole Chiesa di San Martino, ricostruita dopo il terremoto del 1783.

Seguendo la strada, superando un paio di curve ampie, si giunge in quel che è il Belvedere Bombarde, alla cui sinistra si può ammirare quanto si è conservato del venerabile Hospitale di San Giacomo. E ancora si giunge a un altra porta, la barocca Porta del Sole, che accompagna il visitatore nella grande Piazza del Tocco, il cuore pulsante di Gerace, nella quale confluiscono ben sette strade e sulla quale s’affaccia il Palazzo Grimaldi-Serra, sede del municipio

 

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La Cattedrale di Santa Maria Assunta

La Cattedrale di Santa Maria Assunta di Gerace
La Cattedrale di Santa Maria Assunta di Gerace

Per i più allenati non sarà difficile percorrere la scenografica e ben ripida Via Zaleuco, dopo la quale si arriva nella bella Piazza Tribona, sede della spettacolare e grandiosa Cattedrale, un esempio architettonico unico nel suo genere in Italia. La basilica concattedrale di Santa Maria Assunta di Gerace è considerata come una delle più importanti costruzioni d’epoca normanna in Calabria, nonché la più vasta chiesa della regione.

Consacrata nel 1045 in stile romanico-normanno, e poi ancora nel 1222 (probabilmente in presenza di Federico di Svevia), l’edificio è stato dichiarato “bene architettonico” di interesse nazionale. La struttura presenta due masse strutturali convesse nel suo fronte, caratteristica alquanto peculiare per la facciata di un edificio religioso.

Accedendo all’ambiente interno, molto ampio (la cui estensione raggiunge i 73 metri di lunghezza) e diviso in tre navate si può ammirare quello che in tempi passati fu un vero capolavoro artistico, ricco di affreschi e mosaici. La struttura poggia in parte sulla roccia nuda e in parte su una cripta a croce greca, che sebbene i numero rimaneggiamenti dovrebbe risalire all’VIII secolo.

 

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La Piazza delle Tre Chiese

Cosa vedere a Gerace, CalabriaUscendo dalla Cattedrale si segue la Via Caduti sul Lavoro, la quale giunge in una piazzetta conservante ben tre chiese, detta, appunto, “piazza delle tre chiese”. Parliamo rispettivamente dell’ottocentesca Chiesa del Sacro Cuore di Gesù, con pavimento in maiolica geracese, della graziosa Chiesetta greco-ortodossa di San Giovannello, risalente all’XI secolo e considerata la più antica chiesa ortodossa d’Italia, e soprattutto la gotica Chiesa di San Francesco d’Assisi, eretta nel 1252 parallela al convento francescano, il cui interno è sovrastato dall’eccellente altare maggiore in marmi policromi intarsiati, pregevolissima opera risalente al 1644.

 

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Il Castello Normanno

Cosa vedere a Gerace, CalabriaE così, finalmente, dalle tre chiese si risale verso quello che con tutta probabilità è il simbolo per eccellenza di Gerace: il Castello. La strada che congiunge i monumenti costeggia il nucleo abitativo fino al cosiddetto Spiazzo del Baglio, storicamente utilizzato come rifugio per la popolazione in caso di pericolo. L’antico Castello Normanno venne fatto erigere nel corso dell’XI secolo, venendo però ampiamente rimaneggiato dagli aragonesi nel XVI secolo, circondato per tre lati da rupi a strapiombo inaccessibili. Concludiamo il nostro emozionante itinerario seguendo la Via Gioberti, dalla quale si possono ammirare antichi palazzi settecenteschi e diverse altre chiesette davvero pregevoli, su cui troneggia il Monastero di Sant’Anna, fondato nel 1344.


 

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