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Cosa vedere a Garessio

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Icona articolo onemagNella provincia di Cuneo, giusto alle pendici del Colle San Bernardo, troviamo Garessio, piccolo comune di poco meno di 4 mila abitanti inserito nel circuito dei Borghi più Belli d’Italia. Il suo passato lo ricorda come appartenente alla Comunità Montana Alto Tanaro Cebano Monregalese, una delle sei comunità montane soppresse nel 2012. La sua vicinanza con la ⇒ Liguria contraddistingue anche il dialetto locale, un ibrido tra piemontese e ligure, che ricorda come siamo nell'Alta Val Tanaro.

Le origini di Garessio risalgono al 1064 quando venne citata, per la prima volta, con il nome di Garexium. Tuttavia gli scavi effettuati hanno dimostrato che il territorio era abitato già in epoca preistorica e della storia più recente ci sono tracce del dominio ligure, romano e quindi dei Saraceni.

Pronti a scoprire cosa vedere a Garessio?

 

Cosa vedere a Garessio

Cosa vedere a Garessio, centro storicoIniziamo a scoprire cosa vedere a Garessio dal suo nucleo medievale, quello a cui si accede varcando una delle tre delle quattro porte rimaste in funzione, Porta Rose, Porta Jhape e Porta Liazoliorum. Siamo nel Borgo Maggiore, la parte più antica posta ai piedi di una collinetta, dove in passato aveva sede l'antico castello, oggi in rudere dopo essere stato distrutto dai Savoia nel 1600. Il Borgo Maggiore aveva lo scopo iniziale di ricetto, ossia struttura difensiva, il cui accesso avveniva dalla Porta Rose, risalente al XII secolo.

 

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Il Palazzo Comunale

Entriamo quindi proprio dalla Porta Rose dove ha sede il Palazzo Comunale, oggi sede del Museo Geospeleologico, ospitato all'interno del Salone degli Affreschi.

Il museo è suddiviso in quattro sezioni che ospitano vari reperti preistorici rinvenuti nella grotta del Gray, una cavità che in passato fu abitata da pastori e cacciatori e in cui vennero rinvenuti pezzi di armi. Gli scavi nella gola dell’Olduwai hanno permesso di trovare invece vari reperti africani ma anche fossili marini e terrestri.

All'interno del Palazzo Comunale è anche custodito il Libro della Catena, pregiato testo le cui origini superano il migliaio di anno. Veniva utilizzato durante i processi e il suo nome ricorda che il volume era custodito con una catena proprio alla sedia dove il giudice stabiliva le sentenze.

Sempre nel Palazzo Comunale ha sede anche la → Pinacoteca Civica Golia, la più importante dell'Alta Val Tanaro con oltre 150 dipinti di provenienza sia italiana che straniera. La sua apertura risale al 2004 ed è dedicata a Eugenio Colmo, caricaturista e illustratore grafico scomparso a Torino nel 1967 e il cui soprannome è proprio Golia.

 

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Chiesa di San Giovanni Battista

Proseguiamo la nostra passeggiata per scoprire cosa vedere a Garessio fino a raggiungere la Piazza San Giovanni Battista, una delle più scenografiche del borgo piemontese, che ne ospita l'omonima chiesa.

Raggiungibile tramite una scalinata, alle sue spalle troviamo il battistero a pianta ottagonale che apparteneva all'antica cappella. Al suo interno sono presenti decorazioni che ricordano la vita di San Giovanni Battista. Una volta conclusa la visita prestate attenzione, giusto a inizio scalinata, della pavimentazione di ciottoli bianchi e neri. Qui, ogni quattro anni, si celebra Il Mortorio, la rievocazione della deposizione del corpo di Cristo dalla Croce.

 

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Le altre attrazioni di Garessio

Cosa vedere a Garessio, il centro storico
Garessio, il centro storico

Dalla via Relecca si raggiungerà una delle altre porte medievali, la Porta Jhape, dove ha sede la Chiesa di Santa Maria Extra Moenia, protagonista di numerose rivisitazioni ma che conserva ancora originale il portale, risalente al 1100. La chiesa è anche riconoscibile per il suo campanile romano-gotico, risalente al 1448.

A breve distanza troviamo la Chiesa Parrocchiale di Maria Vergine Assunta, storicamente convento domenicano e oggi custode delle reliquie della Beata Caterina da Racconigi. Quello che oggi possiamo ammirare è il frutto di un profondo restauro del 1878, quando la struttura è stata che riconsacrata.

Merita infine una visita il Santuario della Beata Vergine delle Grazie, risalente al 1653 posto in Borgo Val di Sorda, oggi trasformato in museo storico.

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Castello di Casotto

In origine monastero certosino, fu acquistato dai Savoia per essere trasformato in castello di caccia. Fondato nel XI secolo divenne quindi residenza estiva dei Savoia, un binomio unico tra la semplice architettura di un convento con uno stile, quasi monumentale, di tipica residenza sabauda.

Il → Castello di Casotto non venne mai utilizzato come luogo ufficiale ma solo come residenza di svago, utilizzato come base di partenza per spedizioni venatorie mentre la Principessa Clotilde trascorreva il periodo più caldo dell'anno.


 

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