Gallicianò, il borgo greco della Calabria


Cosa vedere a Gallicianò
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Cosa vedere a Gallicianò,
il paese dove si parla il greco antico

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icona-articoloUn borgo abitato da poco più di 60 abitanti nella provincia di Reggio Calabria. Siamo a Gallicianò, frazione del Comune di Condofuri, un piccolo centro urbano noto principalmente per la sua insolita caratteristica. Qua, infatti, siamo nell'unico luogo italiano in cui la lingua più comunemente parlata è il greco, quello antico per giunta. Ma non è unicamente parlato, il greco antico è infatti presente anche nelle insegne stradali e quindi tradotte e i suoi abitanti sono indubbiamente più legati alle tradizioni elleniche che a quelle italiane.

Questa piccola frazione ha infatti scelto di vivere in una sorta di isolamento strutturale, quello che ha permesso di mantenere salde e ben prospere le storiche tradizioni.  Gallicianò ancora oggi mantiene in essere un forte spirito di aggregazione riuscendo anche a offrire una ospitalità non sempre consueta. Raggiungere Gallicianò non è del resto semplicissimo: occorre percorrere una strada tortuosa e in salita verso l'Aspromonte. Una volta raggiunto, però, saremo di fatto arrivati nel piccolo borgo che ancora oggi è definito l’Acropoli della Magna Grecia in Calabria.

Cenni storici

Cosa vedere a Gallicianò, veduta sul borgoLa storia di Gallicianò è legata a quella di Callicum, oggi conosciuta come Kilkìs, comune della Grecia attaccato, nel X secolo, dai bulgari.

Dopo questo episodio molti degli abitanti scelsero di emigrare dalla periferia della Macedonia centrale per cercare fortuna e riparo altrove. Scelsero di spostarsi fuori dai confini nazionali, raggiungendo la non distante Calabria, all'epoca circoscrizione bizantina. Furono proprio loro a individuare l'area che oggi conosciamo come Gallicianò come coloni, dando inizio a una nuova vita, lontana da guerriglie e saccheggi.

Ancora scossi dai recenti avvenimenti, i nuovi arrivati si preoccuparono subito di non ripetere il tragico avvenimento. Scelsero quindi un territorio difficile da raggiungere e in altitudine, a circa 500 metri dal livello del mare. L'obiettivo era quello di poter controllare in tempo eventuali incursioni, dando loro modo di organizzarsi in tempo utile. La sicurezza e la magnifica veduta sull'Aspromonte hanno facilmente convinto i primi coloni a insediarsi nel territorio.

Il trascorrere degli anni diede modo agli abitanti di dimenticare la ragione per cui avevano lasciato la Grecia e gradualmente iniziarono ad ambientarsi. Non vollero però dimenticarsi della terra natia e iniziarono a tornare alla normalità ricordandosi delle loro tradizioni. Ben presto banchetti e festeggiamenti furono le attività principali, sempre con il sorriso sulla faccia. Oggi Gallicianò ospita una sessantina di abitanti, tutti bene o male imparentati fra loro e distinguibili solo dai soprannomi, unico modo per definire uno specifico abitante.

 

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 Cosa vedere a Gallicianò

Cosa vedere a Gallicianò, Chiesa di San Giovanni BattistaIl centro del borgo è sviluppato attorno alla piazza della Chiesa di San Giovanni Battista, principale luogo di convivialità di tutto il paese. La chiesa, dove spicca il campanile a torre, ricorda un tempio greco a cui si accede da una gradinata che porta al sagrato, posto in posizione sopraelevata. Proprio qua, alla fine dell'anno, viene acceso un piccolo falò che ha lo scopo di augurare un felice anno nuovo, un festeggiamento che in tipico stile greco si protrae con balli e danzi fino alle luci dell'alba.
Il Santo Patrono, a cui la chiesa è dedicata, viene anche festeggiato con fervore nella festa del 29 Agosto, evento che richiama molti turisti provenienti anche da località piuttosto distanti. La sua statua è conservata proprio all'interno della chiesa, in fondo alla navata, posizionata al centro dell'altare realizzato in età barocca.
Sempre a tema religioso troviamo la piccola chiesa ortodossa di Panaghìa tis Elladas (Madonna dei Greci), aperta al culto solo recentemente, nel 1999. La sua inaugurazione è avvenuta la sera del 14 Agosto con la processione funebre della Dormizione di Maria, rito celebrato secondo i dettami greco-ortodossi. La chiesa contiene una seconda statua di San Giovanni, realizzata nel XVI secolo, e due campane realizzate la prima nel 1500 e la seconda nel 1683.

All'interno del borgo è possibile ammirare anche il Museo Etnografico dedicato ad Angela Bogasari Merianoù, la filosofa greca giunta a Gallicianò negli anni ‘70. La collezione è stata creata con oggetti donati dagli abitanti e il museo ha lo scopo di mantenere viva la cultura tradizionale del borgo.

 

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Gallicianò, il borgo degli innamorati

Cosa vedere a Gallicianò, panorama del borgoNon è certamente la prerogativa principale per cui si viene a visitare Gallicianò ma la sua Fontana dell’Amore rimane un luogo di richiamo.  Il suo nome deriva dall'antica usanza dei fidanzatini di incontrarsi proprio nei suoi dintorni.

Nei borghi greci della Calabria il rito del fidanzamento aveva un preciso schema da seguire, denominato cippitinnàu. Ancora oggi è il nome con cui viene definita una coppia fidanzata, nonostante la pratica sia in disuso pur mantenendo un valore.

L'usanza era quello di porre un ceppo bruciacchiato davanti alla ragazza che s'intendeva sposare. Se il ceppo veniva portato in casa, il pretendente era il benvenuto anche dalla famiglia, in caso contrario veniva fatto rotolare per strada dal padre della futura sposa.

 

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Cosa mangiare a Gallicianò

Una visita a Gallicianò non può considerarsi esaustiva senza aver provato l'enogastronomia locale.

La tradizione culinaria di queste parti deriva dalla cultura contadina e rispetta anche il territorio circondante. Ne deriva una cucina semplice ma con sapori genuini tipici di una lunga tradizione sia contadina che marinara. Qua la distinzione tra le stagioni e le ricorrenze sono piuttosto delineate, per cui ci sono piatti preparati solo per Pasqua, altri per Natale e altri ancora in primavera o in autunno.

Alcuni dei prodotti tipici richiamano indubbiamente la regione ospitante. Il capicollo, ad esempio, rappresenta la Calabria con il suo marchio DOP a garanzia di qualità. Il Capicollo azze anca è tipico di questa area.

Tutti i ristoranti di Gallicianò sono eccellenti e se deciderete di pranzare chiedete i Cordeddi cu sucu, le Cordelle. Note in tutta la Calabria greca è una pasta la cui origine è antecedente anche ai maccheroni e realizzati con la farina di segale detta jermanu. Tra i secondi piatti da provare la Capra alla vutana mentre i dolci da provare sono Nnacatuli, Buffeddi durante il periodo natalizio.

Ultimo aggiornamento 10 Giugno 2022


 

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