Cosa vedere a Fiumefreddo Bruzio, Calabria
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Cosa vedere a Fiumefreddo Bruzio, Cosenza

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Cosa vedere a Fiumefreddo Bruzio, mappa
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Icona articolo onemagCi troviamo nel Basso Tirreno Cosentino, non molto distante dall’estremità meridionale della Riviera dei Cedri, uno dei tratti costieri di maggior importanza in tutto il paese. Fiumefreddo Bruzio è inserito nella prestigiosa lista de i Borghi più belli d’Italia dal 2005. A rendere Fiumefreddo Bruzio particolarmente interessante è la sua posizione, sulla cima di uno spiovente altopiano affacciato direttamente sul mare. Parliamo del Monte Cucuzzo, una delle principali cime del tratto costiero dell’Appenino Paolano, che rappresenta la più alta vetta del sistema montuoso.

Il comune si sviluppa del tutto lungo la parete rocciosa, sino a raggiungere – nel suo più alto punto – i 1500 metri. Il suo toponimo deriva da Flumen Frigidum, termine che indica il fiume d’acqua potabile che sgorga dalla montagna, a poche centinaia di metri dal mare.

 

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Cosa vedere a Fiumefreddo Bruzio

Cosa vedere a Fiumefreddo Bruzio in CalabriaFiumefreddo Bruzio si caratterizza per il suo centro abitato in fase di completo restauro.
A causa di vari fattori che, nel tempo, hanno portato il comune a presentarti in condizioni fatiscenti, negli ultimi anni sono stati adottate varie opere di completo recupero. Questi lavori simboleggiano la voglia di recupero e di sviluppo della Calabria, oggi più che mai intenzionata a tornare a risplendere.

 

Il Castello di Fiumefreddo Bruzio

Cosa vedere a Fiumefreddo Bruzio, castello

Iniziamo la nostra passeggiata per scoprire cosa vedere a Fiumefreddo Bruzio dai resti dell’antico castello, conosciuto come Castello della Valle, situato su uno sperone roccioso sul versante sud-est del centro storico. Siamo nella parte superiore del borgo, da cui si gode uno spettacolare panorama sulla valle e sul mare. La sua costruzione risale alla fine del XII secolo su quelli che erano i resti di una torre normanna. Tra i diversi proprietari e i lavori di restauro, si segnala quella del 1536 quando il castello di Fiumefreddo Bruzio venne arricchito da una mura di cinta e da due torri di sorveglianza.

Oggi purtroppo l’edificio è in stato di rudere ma rende perfettamente l’idea di come era composto in passato. Il suo più recente utilizzo è stato quello di residenza, fino al 1807, prima di essere bombardato e ridotto allo stato attuale da francesi durante la rivoluzione napoletana contro i francesi. Oggi la proprietà dell’immobile è del Comune.

 

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Il centro storico

Cosa vedere a Fiumefreddo Bruzio, centro storico

Dopo aver visitato i resti del castello, dirigiamoci verso la parte più bassa del borgo per accedere, mediante la Porta Merlata, alla Piazza del Popolo e al fulcro storico della cittadina calabrese. Proprio nella piazza incontriamo la Chiesa Matrice, costruita nel XVI secolo e al suo interno, nella struttura a singola navata, merita ammirare il crocefisso ligneo risalente al XI secolo e il presbiterio risalente al XVII secolo. Sempre in Piazza del Popolo meritano anche due tra gli edifici più storici presenti a Fiumefreddo Bruzio, il Palazzo del Barone del Bianco e il Palazzo Gaudiosi, entrambi risalenti tra il XV e il XVII secolo. Imperdibili pure il Palazzo Pignatelli e il Palazzo Zupi, riconoscibile per il suo meraviglioso portone.

Da qui in poi è un susseguirsi di chiese ed edifici religiosi tra cui segnaliamo la chiesa di Santa Domenica, datata al XI secolo e affacciata direttamente sul mare (il panorama è spettacolare!). Interessante anche la Chiesa dell’Addolorata, ricca di affreschi di cui purtroppo solo una parte rimane visibile. Spostandosi invece di qualche km dal centro storico si potrà raggiungere l’Abbazia di Fontelaurato, in passato sede dei monaci basiliani.

Non lasciate Fiumefreddo Bruzio senza aver provato le molte specialità enogastronomiche. Spiccano, tra tutte, le produzioni casarecce, in particolare i formaggi, prodotti ancora secondo le metodologie tradizionali. Se volete provare qualcosa di sostanzioso chiedete la frittata di patata, una torta preparate con patate nostrane e senza l’utilizzo di uova, nonostante il nome faccia pensare al contrario.

Ultimo aggiornamento 24 agosto 2021


 

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