Fara San Martino e l'Abbazia di San Martino in Valle

Fara San Martino (Chieti) e le Gole di San Martino | Cosa vedere a Fara San Martino


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Cosa vedere a Fara San Martino | Il borgo della pasta

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Mappa di Fara San Martino, provincia di Chieti
Mappa di Fara San Martino, provincia di Chieti

Icona articolo onemagDove l’Abruzzo si increspa di suggestive creste montuose vi è un’area protetta descritta come una delle più belle, nonché importanti, d’Europa: il Parco Nazionale della Majella. Ai confini occidentali del parco, lungo le rive del Fiume Verde nel Vallone Santo Spirito, si erge arroccato un piccolo comune dalla sorprendente bellezza, quello di Fara San Martino, nella provincia di Chieti.

Il borgo di Fara San Martino presenta un paesaggio naturalistico che lo contorna di forte interesse. Il piccolo centro abitato, invece, cela un ricco passato, racchiuso nelle sue case di pietra che punteggiano il borgo intero. Fara San Martino è una destinazione nota soprattutto per tre cose: per la pasta, per le Gole di San Martino per l’Abbazia di San Martino in Valle.
Si dice sia la capitale della pasta, data la presenza di alcuni dei più rinomati pastifici italiani, come Delverde, Cocco e De Cecco.

La cultura gastronomica si presenta tuttavia ben più vasta che la sola pasta. Le prelibatezze locali sono molto variegate ed eccellenti. Alcune tipicità sono il ragù d’agnello, gli uccelletti ripieni, i tarallucci lessati, gli amaretti e i cosiddetti mostaccioli: biscotti dal cuore morbido avvolti da una dolce glassa di cioccolato.
Ciononostante, la gastronomia è solo una piccola parentesi di ciò che rappresenta Fara San Martino ai propri visitatori. È giunta l’ora di avventurarci a scoprire cosa vedere a Fara San Martino.

Cenni storici

E come si può già apprendere dai limitrofi borghi della provincia di Chieti, anche Fara San Martino custodisce un ricco, profondo e, per certi punti, misterioso passato. Le origini si perdono nei millenni: probabile la presenza di attività umana durante il Neolitico e in età preromanica, mentre meno plausibile l’ipotesi dell’esistenza di un insediamento d’epoca romana.

Sebbene la presenza umana nella preistoria, occorre attendere l’avvento del Medioevo per poter conoscere la nascita della prima forma di centro abitativo appartenente all’odierno Fara San Martino. Sono stati infatti documentati due insediamenti, rispettivamente della Chiesa di San Pietro e quella di San Martino, annessa a un monastero benedettino, lo stesso da cui iniziò a svilupparsi un piccolo villaggio, noto con il nome di Fara, o Farah. Il toponimo è per certo di origine longobarda, in relazione al termine germanico Fahren, che si traduce in spostamento. Il secondo riferimento del toponimo, quello di San Martino, è invece legato all’omonima Abbazia, eretta in onore al Vescovo di Tours.

L’Abbazia di San Martino può ancora oggi essere intravista, mediante parte dei resti arrivati in epoca moderna appartenenti alla struttura esterna, datata VIII secolo. L’Abbazia si vede subito non essere più esistente, un gruppo di rimasugli che silenziosi vogliono raccontare un turbolento passato, fatto di alluvioni continue per via della sua posizione nelle Gole.

Il borgo rimase sotto l’amministrazione dei monaci benedettini fino al XV secolo, finché con il territorio limitrofo cadde sotto il potere della Chiesa. Il secolo successivo il feudo venne assegnato alla famiglia Valignano, venduto poco dopo a Melchiorre Reviglione.
Per i secoli successivi il borgo non ebbe un particolare ruolo nel mondo politico, bensì focalizzò quasi interamente l’attività locale sullo sfruttamento del territorio, principalmente con l’agricoltura.

Nel XX secolo il borgo fu vittima di disastrosi danni causati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Gli unici elementi rimasti ben conservati al cessare delle battaglie sono racchiusi in una piccola porzione urbana conosciuta come Borgo di Terra Vecchia (o Terravecchia) posto in posizione rialzata.

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Cosa vedere a Fara San Martino | Le cose da visitare nel borgo

Cosa vedere a Fara San Martino | Le cose da visitare nel borgo

Quello di Fara San Martino è uno dei borghi più suggestivi di tutto il Parco Nazionale della Majella. A distinguere il piccolo comune è forse la sua atmosfera tranquilla, che unita all’aspetto colorato e al contorno montuoso d’eccellenza rende Fara San Martino una destinazione alternativa davvero valida per i propri viaggi in Abruzzo.

Molto bello il centro storico, sviluppato in parte in salita data l’ubicazione lungo una pendice montuosa. Ma ad aver reso celebre il borgo è stata un’attrazione in particolare: le Gole di San Martino. Per visitare Fara San Martino adeguatamente è consigliato prima esplorare il centro storico, che si sviluppa attorno alla piazza principale, per poi uscire in direzione delle gole, di suggestione indescrivibile.

L’area più antica del borgo è quella del Borgo di Terra Vecchia, a cui si accede mediante la Porta del Sole, detta anche Porta d’accap. In passato in questo punto vi era anche la Porta del Re, o Porta d’appid, per l’accesso per chi proveniva dal fiume.

Accedendo all’area antica ci si imbatte immediatamente nella Torre Vecchia di Fara San Martino, che accoglie il visitatore giunto ammirando le gole della Valle di Santo Spirito e della Valle Serviera. La Torre Vecchia rappresenta una delle strutture fortificare meglio conservate dell’intero Parco Nazionale della Majella, uscita praticamente indenne dalla Seconda Guerra Mondiale.

Passo dopo passo è possibile poi scoprire il ricchissimo patrimonio architettonico, dettato da pregevoli opere edili di cui eccelle maestoso il cinquecentesco Palazzo De Cecco. Poco distante dalla Torre Civica si possono visitare le varie chiesette cittadine, tra cui la chiesa di Santa Maria delle Grazie, del Suffragio, dell’Annunziata, di San Nicola, San Pietro apostolo e San Remigio.

Nella Piazza Municipio si deve assolutamente far visita al Museo Didattico, pregevole esposizione curata dallo stesso Corpo Forestale che gestisce il Centro Visite del Parco Nazionale della Majella. E così, legandoci al splendente lato naturalistico del borgo che sorge spontaneo citare le imperdibili grotte carsiche che punteggiano i dintorni. La Grotta del Peschio, la Grotta Porca degli Angeli, la Grotta dei Diavoli, la Grotta de li Trazzir. Ammirate le grotte vi sono ancora ulteriori punti naturali che bisogna segnarsi di visitare. Citiamo le sorgenti del Fiume Verde e le Gole di San Martino con i resti dell’omonima abbazia. Oltre alla consueta gita a piedi è molto gettonata la possibilità di organizzare escursioni di trekking, gite in bicicletta e passeggiate a cavallo.

Il territorio limitrofo è poi caratterizzato dall’eccellente Riserva Statale Fara S. Martino – Palombaro, con il suo tipico paesaggio rivestito di faggi, di pino mugo, di pino nero, e numerose specie di avifauna che la popolano, oltre ai grandi mammiferi selvatici, come l’Orso Bruno Marsicano e il Lupo Appenninico.

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Abbazia di San Martino in Valle

Senza dubbio l’Abbazia di San Martino in Valle è uno dei luoghi più iconici di tutto il Parco Nazionale della Majella. Si tratta in assoluto del più antico edificio del borgo, situato fuori dall’odierno centro abitativo, nel cuore delle Gole di San Martino. Oggi è un monumento storico, osservabile attraverso le tracce dell’Eremo fuse con la pietra viva della montagna.

Uscendo dal centro abitato si affronta una lunga discesa verso la vallata, lungo la quale si incontra l’accesso alle Gole di San Martino, rappresentato da un taglio profondo nella roccia. La tradizione locale vuole che questo taglio fosse stato aperto da San Martino in persona, così da permettere ai residenti di raggiungere le acque e i pascoli. Superando questo angusto e profondo taglio ci si imbatte in un suggestivo percorso, immerso nella natura incontaminata, dove per i primi 50 metri le pareti parallele corrono vicinissime tra loro, tanto che si possono toccare entrambe aprendo le braccia.

L’Abbazia, di fattura benedettina, fu costruita nell’Alto Medioevo, uno dei primi edifici cristiani di questa porzione di territorio. Un cancello si apre sul cortile interno, delimitato da un porticato a tre arcate al cui fianco si erge un bel campanile a vela. Sebbene i resti possano destare dubbi in merito al suo antico aspetto, è facile comprendere che l’interno della chiesa si presentava a tre navate con una pavimentazione a lastre di pietra.

Un muro, anch’esso a tre arcate, separa la navata centrale da laterale. Da qua si accede a quello che doveva essere il nucleo originale della chiesa, quello scavato nella roccia, caratteristica che suggerisce il fatto che tale luogo fosse nato come eremo.

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Eventi e Tradizioni

Cosa fare a Fara San Martino e dintorni
Cosa fare a Fara San Martino e dintorni

Esistono diversi appuntamenti a cadenza periodica che meritano essere vissuti a Fara San Martino. Molti di questi tradizionali eventi si fondano su leggende e credenze mescolando sacro e profano.

Festività di base religiosa:

  • Festa di San Giuseppe – 19 marzo: un vivace appuntamento in cui si appicca un solo grande falò che illumina, in maniera suggestiva, il vallone di Fara San Martino, offrendo ai suoi bordi diverse degustazioni.
  • Festa dell’Annunziata – marzo.
  • Fiera e festa di San Pietro – giugno: appuntamento fisso nei primi giorni di calura estiva, caratterizzato dalla tradizionale scampagnata alle sorgenti del fiume Verde.

Eventi folcloristici e culturali:

  • Marcia ecologica in Val Serviera – luglio.
  • Sagra della pasta e Scarpinata farense – agosto.
  • Gole&Sapori – agosto: caratteristico appuntamento dalla durata di tre giorni, dove si ha il piacere di mangiare eccellente pasta e di scoprire la storia del prodotto e della dieta mediterranea.
  • Gran Fondo Verd’Aventino – settembre: manifestazione di ciclismo amatoriale di portata nazionale.
    Fiera di San Martino e la Sagra delle caldarroste – novembre: eccellente degustazione delle caldarroste di castagne raccolte fresche dai boschi abruzzesi, con ricco accompagnamento di vino novello.

 

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