Panorama su Falerone e sui Monti Sibillini
Panorama su Falerone e sui Monti Sibillini

Falerone, l’antico borgo augusteo delle Marche | Cosa vedere a Falerone (Fermo)


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Cosa vedere a Falerone: il piccolo borgo incastonato dei Monti Sibillini

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Mappa di Falerone, nelle Marche
Mappa di Falerone, nelle Marche

Icona articolo onemagNel vasto entroterra marchigiano si trova il piccolo e suggestivo borgo di Falerone, località di poco più tremilacinquecento abitanti in provincia di Fermo. Odierno erede dell’antico centro romano di Falerio Picenus, Falerone sorge nella Valle del Tenna, sulla sponda sinistra del fiume, in un territorio intensamente frequentato già in età preromana. Il comune di Falerone, è bene sapere, si compone per due nuclei abitativi ben distinti tra loro che bisogna conoscere prima di avventurarsi alla scoperta del borgo.

  • A valle, nella zona posta sul lungofiume, si trova la frazione Piane di Falerone, l’importante centro d’epoca romana di cui si è conservato l’antico teatro, ricca di vita e negozi.
  • A monte, invece, si trova il centro principale di Falerone, di chiaro stampo residenziale e amministrativo, a circa 400 metri d’altitudine. Per visitare Falerone suggeriamo di preventivare un pomeriggio abbondante considerando che il weekend coincide con il momento di maggior affluenza.

Ecco cosa vedere a Falerone, in provincia di Fermo.

Cenni storici

Paesaggio nella periferia di Falerone nelle Marche

La città di Falerone nacque in età augustea, godendo di grande splendore – soprattutto grazie ai commerci – fino al IV secolo d.C., circa. La località è stata anche segnata dalla forte presenza francescana, documentata dal XIII secolo circa. Viceversa, le attività monastiche (e relativa presenza di monaci e abbazia) raggiunge il culmine in epoca longobarda. Degli edifici risalenti all’epoca longobarda ci è giunta oggigiorno la Chiesa di San Paolino, non molto distante dal sito in cui sorge l’altra importante chiesa longobarda, intitolata a San Giovanni e da tempo distrutta.

Da metà XIII secolo si documentano i primi stabilimenti dei francescani, che fondarono un proprio monastero sul colle del Cimitero. Adiacente venne costruita anche la Chiesa di San Fortunato, patrono del borgo, che diede anche il nome al colle San Fortunato. È dal 1292 che i francescani si insediarono dentro i confini della cinta muraria, trasferendoci nella Chiesa di San Maria, che ribattezzarono nel 1352 al santo patrono San Fortunato. Nel 1542, alcuni monaci dell’ordine dei Clareni abbandonarono il Convento delle Piaggie fondando una Chiesa su un colle presso il Paese, dedicandola alla Madonna degli Angeli.

I secoli successivi la località seguì bene o male le vicende del territorio. Definiamo Falerone una delle più rappresentative cittadine del Piceno, di alto valore storico grazie alle varie testimonianze risalenti all’età romana e altomedievale e medievale. Di notevole interesse sono anche le tradizioni persistenti della civiltà contadina. Si ricorda anche che Falerone è stata una delle prime città a trovare sbocco nella manifatturiera del settore della paglia.

 

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Link-uscita icona Moresco, l’antico borgo delle Marche | Cosa vedere a Moresco (Fermo)

Cosa vedere a Falerone | Itinerario di viaggio

La località di Falerone si riesce a visitare facilmente in una manciata di ore, che possono aumentare comprendendo la visita del Parco Archeologico e del Museo Civico Archeologico, situato nei locali dell’ex convento dei frati Francescani, adiacente la Chiesa di San Fortunato. Spicca per importanza anche il precedentemente nominato Teatro Romano, ancor oggi utilizzando per scopi teatrali, con ricche stagioni della rassegna TAU/Teatri Antichi Uniti.

Nella chiesa principale della località è custodita la preziosa tavola di Vittore Crivelli del XV secolo, a cui si fronteggia l’elegante Loggia del Mercati, altrettanto risalente al XV secolo. Punto di grande rilievo per Falerone è senza dubbio il suo panorama. Da qua la vista spazia infatti sulla cresta dei Sibillini e su numerosi borghi qua posti, quali – da un lato – Monte San Martino e Penna San Giovanni – dall’altro, invece – Monte Vidon Corrado e Mogliano, con vista che riesce a spaziare nelle più limpide giornate estive verso il Monte Conero.

La località presenta però un difetto che non può non esser citato. Complice senz’altro il terremoto del 2016, Falarone si presenta come un centro isolato e morente, lontano da importanti aree urbanizzate come da arterie stradali. Tuttavia, anche lo stesso centro abitativo si presenta davvero spoglio e grigio, con tante case vuote messe in vendita e selciati piuttosto disconnessi. Nella parte bassa della località si trovano tante scalinate ripide, quasi parallele l’una all’altra, che giungono nella parte alta, dove si trova il municipio. Forse questo “difetto” è una caratteristica che rende affascinante Falarone, dove il silenzio è quasi tombale e l’aria frizzante, in grado senz’altro di regalar attimi suggestivi al visitatore.

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