Erice, viaggio tra storia e cultura in una cittadina indimenticabile

Erice, viaggio tra storia e cultura in una cittadina indimenticabile tra le più suggestive della Sicilia in un magnifico insediamento montuoso.

Scopriamo Erice

Erice è senza dubbio una delle cittadine più suggestive della Sicilia, un magnifico insediamento montuoso dall’aspetto più toscano che siciliano. Luogo sacro da tempo immemorabile, Erice era la sede di uno dei culti divini più significativi dell’epoca classica, citato in seguito. Dalle strade lastricate si riesce ad avvertire l’aura di mistero, specie d’inverno, quando cala la foschia e il vento freddo si fa pungente.

Le sue radici sono molto antiche. Questo si pensa anche a causa della sua posizione, a 751 metri sulla costa occidentale della Sicilia, il luogo più adatto sia per una fortezza che per un tempio cultuale. Il culto in questione era quello della dea dell’amore e della fertilità.
Astarte per i fenici, Afrodite per i greci e Venere per i romani, il tempio dell’antica Eryx era venerato in tutto il mondo classico mediterraneo tanto da venire citato da Virgilio nell’Eneide.

I primi abitanti di Erice

I primi abitanti del sito furono gli elimi, una misteriosa popolazione che, dal 15° all’8° secolo a.C., era insediata anche a Segesta. Furono probabilmente loro ad introdurre il culto della fecondità che, in seguito, sarebbe stato adottato e adattato dagli invasori fenici, cartaginesi, greci e romani. Tutti adoravano la dea e contribuivano alla formazione del celebre tesoro del tempio, il quale era talmente venerato che, nel corso dei secoli, nessun invasore ha osato profanarlo.

Erice, tra antichità e panorami mozzaffiato

La città moderna

Oggi Erice è un luogo che mantiene il suo fascino storico, senza rimodernarsi e senza adattarsi al turismo di massa. La popolazione locale è in calo, ma in estate le stradine di arricchiscono di visitatori, mentre il numero di proprietari di seconde case è in continuo aumento e rappresentano un’ottima percentuale delle abitazioni occupate.

Eppure, nessuno di questi elementi ne intacca il fascino. Durante le frecce, e fredde, stagioni si ha il periodo adatto per apprezzare al meglio il patrimonio storico di Erice. In estate, però, è meglio scegliere una giornata soleggiata, una delle cose migliori di Erice sono i suoi panorami e con il caldo e lucente sole ci si garantisce una visuale mozzafiato sull’intero circondario.

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D’estate, Piazza Umberto I, la principale della città di Erice, pullula di tavolini dei bar e locali tipici siciliani. Sul lato occidentale della piazza sorge il Municipio, che ospita il piccolo Museo Cordici. Qua è possibile ammirare alcuni reperti archeologici minori, una raccolta di quadri e sculture di epoche diverse, oltre al rilievo della “Annunciazione”, del 1525 creato dallo scultore siciliano Antonello Gagini.

Tra i reperti spiccano le monete con la colomba bianca, antico emblema di Erice, dal momento che essa era sacra a Venere. Una volta all’anno venivano liberati dal tempio della dea centinaia di questi uccelli, che migravano verso il tempio gemello, Sicca Veneria, nell’attuale Le Kef, in Tunisia.

Si credeva che le colombe accompagnassero la dea nei suoi spostamenti invernali verso sud, visto che il loro ritorno preannunciava l’avvento della primavera. Le colombe venivano liberate verso la metà di agosto e non è certo una coincidenza che la festa patronale di Erice, dedicata a Nostra Signora di Custonaci, cada il 16 agosto.

Tra gli altri luoghi che meritano la visita c’è Piazza San Domenico, con la sua graziosa chiesa, nonché le pasticcerie locali, visto che il paese è noto per i dolci ericini, a base di pasta di mandorle e marzapane. La tradizione dei dolci risale alle suore, che li prepararono fino alla chiusura del convento, nel 1975.

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