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El Capricho, il lato inedito di Gaudì
non si trova a Barcellona

Icona articoloIl noto architetto spagnolo, massimo esponente del modernismo catalano, ideatore della Sagrada Familia o di Parc Güell, non si è limitato a produrre in Catalogna.

Ci troviamo in Cantabria e precisamente a Comillas, località non troppo distante dalla più nota Santander, dove troviamo una delle primissime costruzioni di Gaudì. Il suo nome quasi anticipa quella che sarà la produzione di un eclettico architetto,”El Capricho”, anche se formalmente è nota come Villa Quijano.

El capricho di Gaudì

El Capricho, Comillas

 La sua progettazione risale al 1883 e la sua costruzione è invece a nome dell’architetto Cristobal Cascante.
Con un nome sobrio, quello di Villa Quijano appunto, il soprannome de ‘il Capriccio’ ci ricorda una espressione musicale.
Il proprietario della villa, infatti, era grande appassionato di musica e il soprannome è più in onore di Máximo Díaz de Quijano, il committente.

Del resto il rinomato Máximo Díaz preferì non assegnarli tanto il suo cognome quando un tributo all’arte che in assoluto preferiva. Ed essendo il committente anche un nobile, cognato per la precisione del Marchese di Comillas, per un giovane Gaudì l’occasione era naturalmente imperdibile.

L’opera

El Capricho, Comillas

Come ogni opera di Guadì, anche El Capricho si presente naturalmente  estroversa, originale e ricca di colori. Ma non fu solo la disinvoltura dell’edificio a raccogliere consensi dal giovane cognato nobile.
La Villa Quijano è infatti stata studiata per consentire di sfruttare ogni angolo della casa durante lo spostamento del sole.

Ogni stanza è stata progettata in modo che potesse beneficiare il più possibile dalla luce naturale. Collocando l’opera in un periodo in cui l’illuminazione elettrica era ancora più uno studio che realtà, l’opera è progenitrice di quello che ai giorni nostri è diventata una esigenza comune.
Ogni angolo assume quasi il ruolo comunemente svolto dal girasole, in cerca perenne di luce. Le stanze di ponente venivano utilizzate sopratutto nel pomeriggio, quelle invece rivolte a sud per le prime faccende domestiche.

E proprio il girasole è in effetti uno degli elementi decorativi comuni della villa, un tributo ad una intuizione che portò l’artista spagnolo ad avere una intuizione brillante e assolutamente innovativa. Trattandosi poi di una abitazione nobiliare, Guadì ha previsto spazi adeguati per tutti i membri della famiglia con il loro seguito di domestici e anche dei mezzi di trasporto, cavalli e carrozze naturalmente.

La forma architettonica

El Caprichio, Comillas

La sua forma rimane naturalmente estroversa, tipica di tutte le opere prodotte. Qua troviamo una torre cilindrica la cui forma ricorda quella di un grosso albero che ombreggia le colonne del porticato.
Vagamente di influenza araba, come del resto tutte le sue opere prime, El Capricho miscela pietra con ceramica e ferro.

Arrivare nei dintorni dell’edificio significa prima di tutto rimanere quasi abbagliati dai tanti colori accesi utilizzati e le decorazioni, oltre all’imprescindibile girasole, è composto da altri elementi che richiamano l’indole musicale del proprietario.

Non pare, inoltre, molto distante da quella che fu l’opera prima realizzata a  Barcellona, la Casa Vicens per intenderci.
Da ammirare anche il giardino, spazio tendenzialmente classico per una opera indubbiamente futuristica come quella di Villa Quijano.

La Cantabria

Cantabria, veduta

A differenza della capitale della Catalogna, qua siamo piuttosto distanti dalle solite rotte turistiche della Spagna.
La Cantabria, chiamata anche ‘Spagna verde’, la Cantabria è una meravigliosa regione inserita nella natura.

Da non perdere, tra le tante cose da vedere nei dintorni, il Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO delle grotte preistoriche, proclamate tali nel 2008. Tra queste merita sicuramente la Grotta di Altamira, uno dei simboli dell’arte rupreste spagnola.

Ma impensabile non passeggiare fra le viuzze di Santander, la capitale, dove possiamo, tra le tante altre attrazioni, entrare nel palazzo della Magdalena o nel monastero di Santo Toribio de Liébana.

Se la stagione lo permette non perdetevi una delle oltre 60 spiagge o ancora le mete turistiche più tradizionali come il Parco Nazionale dei Picos de Europa, dove far salire l’adrenalina con tutti i suoi sport avventurosi che sono possibili da praticare

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