Ecco perché è illegale fotografare la Torre Eiffel di notte

La torre di acciaio più famosa e probabilmente amata al mondo, ma è illegale fotografare la Torre Eiffel di notte. Ecco il perché.

La Torre Eiffel, ecco perché illegale fotografarla

La Torre Eiffel, inaugurata nel 1889 per commemorare il centenario della rivoluzione francese, attira ogni anno quasi 7 milioni di turisti provenienti da ogni angolo del globo.

Nei vari social network, che sia Instagram, Facebook o Pinterest, si sono viste svariate fotografie del famoso monumento parigino. Purtroppo non dovreste riuscire a trovare una vecchia foto in notturna semplicemente perché è illegale.

Il divieto di fotografare

Questo divieto deriva dalla legge francese sul diritto d’autore. La normativa conferisce al creatore originario di un oggetto diritti esclusivi sulla sua vendita e distribuzione. E tutto questo non solo per tutto il tempo in cui vivono, ma anche per un considerevole numero di anni dopo.

Per quanto riguarda il copyright, gli edifici sono classificati con lo stesso rigore delle opere artistiche che si trovano in un museo. Nell’Unione Europea, la legge sul copyright dura per 70 anni dalla morte del creatore.
Alcuni Paesi sono più indulgenti, come il Pakistan, in cui la legge sul copyright dura da 50 anni; in altri posti è più lungo, ad esempio, 95 anni in Giamaica.

Il copyright

Per quanto riguarda la Torre Eiffel, fu Gustave Eiffel, l’ingegnere che eresse la costruzione, a detenere il copyright per la torre, egli morì nel 1923, il che significa che il copyright è scaduto 70 anni dopo, nel 1993.

A questo punto la somiglianza e il design della torre erano autorizzati ad essere di dominio pubblico.

Tuttavia, c’è un’ulteriore complicazione: le luci della Torre Eiffel sono state installate successivamente, solo nel 1985 da Pierre Bideau, il che significa che qualsiasi foto o video che mostra il monumento in un momento in cui le luci sono visibili (cioè di notte) è una violazione della legge sul copyright.

Lo stato francese però ha modificato questa legge, qualunque contenuto multimediale che venga condiviso su piattaforme di social media è considerato una distribuzione, ma dal 2016 ai turisti è stato permesso di scattare foto e video di edifici protetti da copyright per uso personale, a patto che non vi siano benefici commerciali.

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