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Duomo Vecchio Brescia | Cattedrale di Santa Maria Assunta

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icona-articoloIl Duomo Vecchio di Brescia è uno dei simboli più iconici del grande capoluogo lombardo. Si tratta di un antico luogo di culto eretto verso le fine del XI secolo sul sito della preesistente Basilica Invernale di Santa Maria Maggiore. Il Duomo Vecchio di Brescia si caratterizza per la sua pianta centrale composta in due corpi cilindrici, con entrate basse e grandi finestre arcuate.

L’opera, una delle più importanti del suo genere dell’Italia nord-occidentale, vide nel corso degli anni alcuni rimaneggiamenti, ereditandoci un ricco patrimonio artistico e architettonico. Dapprima venne realizzato il suo ingresso in piazza Paolo VI nel 1571, poi, causa il crollo della torre campanaria che sovrasta il Duomo, il portale su completamente rifatto nel 1708.

Il Duomo Vecchio di Brescia è noto anche con il nome di Concattedrale invernale di Santa Maria Assunta, appellativo assunto dalla precedente basilica paleocristiana che occupava lo stesso sito. La concattedrale è affettuosamente soprannominata La Rotonda, per via della sua caratteristica pianta circolare, impianto architettonico molto raro in Europa.

A completare il panorama architettonico della piazza bresciana troviamo il Duomo Nuovo, talvolta riportato come Cattedrale estiva di Santa Maria Maggiore, sita giusto di fronte la monumentale fontana dedicata alla Dea Minerva.
Ecco il Duomo Vecchio di Brescia.

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Descrizione del Duomo Vecchio di Brescia

Descrizione del Duomo Vecchio di Brescia

Accedendo al Duomo Vecchio di Brescia è possibile osservare uno dei più pregevoli esempi di architettura medievale di tutta la Lombardia. L’interno della concattedrale presenta un’ampia area centrale contornata da otto ampi archi che sormontano imponenti pilastri, separando cosi il porticato laterale. A coronare il tutto troviamo l’elegante cupola emisferica, che si poggia sugli otto ampi archi che sormontano imponenti pilastri. L’area presbiterale rialzata fu implementata solo quattro secoli dalla sua inaugurazione, verso la fine del XV secolo.

L’intero interno del Duomo Vecchio presenta numerose opere d’arte. La più importante è senz’altro il sarcofago del vescovo Berardo Maggi, risalente al 1308, mentre meritano molta attenzione i dipinti di Moretto, tra cui l’Assunta, del 1526, e il capolavoro San Luca, San Marco, Elia dormiente, del 1533. A queste opere di aggiungono quelle di Gerolamo Romanino, che porta la firma de la Raccolta della manna e Acqua zampillata della roccia, due dipinti di inestimabile valore.

Nella cappella sinistra del presbiterio, detta delle Sante Croci, sono custodite altre importantissime opere di inestimabile valore. La prima è la stauroteca realizzata in avorio e risalente al XI secolo, la seconda è la Croce del Campo, realizzata nel X secolo, issata sul Carroccio. Al di sotto del presbiterio è possibile accedere alla cripta di San Filastrio, facilmente raggiungibile attraverso due apposite scalette.

Storicamente a completare il patrimonio architettonico del Duomo Vecchio vi si trovava il campanile. La torre campanaria si caratterizzava per una struttura fragile che, complici anche le scarse manutenzioni, crollò nel 1708, distruggendo anche il cinquecentesco monumento al Vescovo Bollani.
La facciata esterna, infine, presenta una struttura interamente in pietra, con dettagli ornamentali composti da cornici, archi e monofore.


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