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Cosa vedere nell’isola di Dominica | Caraibi

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Mappa di Dominica | Cartina dell'Isola di Dominica
Mappa di Dominica | Cartina dell’Isola di Dominica | @Apple Maps

Icona articolo onemagLa Dominica è la destinazione perfetta per coloro che ricercano una vacanza nel Mar dei Caraibi che sappia regalare avventura e divertimento, oltre che spiagge e relax completo. La Dominica è un paese insulare composto da un’unica isola nell’arcipelago della Piccole Antille, circa a metà strada tra ⇒ Guadalupa e ⇒ Martinica. Il paesaggio dell’isola è composto da un litorale costiero, bagnato da eccellenti acque trasparenti, e un’entroterra montuoso e selvaggio, ricoperto da una fitta macchia boschiva. Il patrimonio naturalistico di Dominica è con tutta probabilità uno dei più ricchi dei Caraibi, con una vasta biodiversità sia nella fauna che nella flora. La Dominica fa parte delle Isole Sopravento Settentrionali, l’arcipelago più a nord delle Piccole Antille, e la lingua ufficiale è l’inglese.

Cenni storici

A differenza di molte delle isole nelle Piccole Antille, Dominica è un paese indipendente, ormai da quasi mezzo secolo, seppur membro del Commonwealth. Questa fu l’ultima isola a subire la colonizzazione europea, data la notevole forza dei nativi caribi, che riuscirono a lungo a tenere alla larga sia la Gran Bretagna che la Francia. La prima popolazione che si stanziò permanentemente, quella dei caribi, battezzarono l’isola Waitikubuli, dalla cui lingua nativa significa grande è il suo corpo. L’attuale toponimo di Dominica fu assegnato da men che meno Cristoforo Colombo, lo stesso giorno in cui fu avvistata per la prima volta dagli europei, il 3 novembre del 1493. Tal giorno cadde di domenica, da cui derivò il nome Dominica.

I britannici si stanziarono a pianta stabile nel Nord America nel 1607, sotto la guida del capitano John Smith, che fondò Jamestown, il primo insediamento inglese nel Nuovo Mondo. Le grandi superpotenze europee, Spagna, Francia e Gran Bretagna, riversavano il proprio interesse nel Nuovo Mondo per via delle ricche risorse disponibili, permettendo di creare snodi commerciali fiorenti come mai prima nella storia dell’uomo.

Il New England e l’odierno Canada atlantico furono i territori più mirati dagli europei, a tal punto che si crearono delle vere e proprie guerriglie in mare per l’ottenimento delle risorse ottenute nel continente. Gli spagnoli ebbero a lungo un monopolio sui commerci tra un insediamento nell’odierno Canada e l’Europa, a tal punto prosperi che nel giro di pochi anni si sanò l’intero debito pubblico e divennero così ricchi da riempire le sale reali d’oro. Per questo motivo, oltretutto, in Spagna gli edifici del XVI-XVII secolo sono spesso decorati sfarzosamente e ricchi di ornamenti d’oro.

Gli inglesi avviarono una campagna di quel che possiamo brevemente descrivere come pirateggio statale contro gli spagnoli.
L’Atlantico Settentrionale divenne un vero e proprio far west marittimo. Per questo motivo, inoltre, alcune nazioni decisero di porre l’attenzione verso sud, dalla Florida all’arcipelago delle Grandi e Piccole Antille.
La Francia, nel 1635, rivendicò la propria autorità nell’isola, inviando missionari per proclamare il possedimento, venendo calorosamente accolti da un grande esercito di caribi armati fino ai denti, che li cacciarono quasi istantaneamente.

Anche gli inglesi ebbero tale esito: l’isola non poteva essere conquistata, almeno per il momento. Francia e Gran Bretagna strinsero un accordo di neutralità, stabilendo che l’isola sarebbe rimasta ai caribi. Tuttavia, la Francia fu la prima a violare l’accordo, che già nella prima metà del XVIII secolo creò una spedizione fine a far stabilire un governatore, riuscendo a prenderne il possesso.

Per decenni, Francia e Inghilterra contesero l’autorità sull’isola, cessando ogni scontro solo nel 1763, con il trattato di Parigi, stipulato al termine della guerra dei sette anni. Fu stabilito che i francesi passarono il possedimento dell’isola di Dominica agli inglesi: anche questo accordo fu violato dalla Francia per due volte. Le nuove spedizioni francesi ebbero un discreto successo, seppur provvisorio.

Nel 1778 vi fu la prima riconquista francese, eclissata nel giro di poco tempo. Altri due tentativi attuati nel 1795, fallendo, e nel 1805, quando invece riuscirono a riconquistare l’insediamento, ma prontamente cacciati. Lo stesso anno, gli inglesi resero l’isola una propria colonia, stabilendo definitivamente la propria autorità e avviando le piantagioni di canna da zucchero.

Dopo un lungo periodo durato secoli sotto la Gran Bretagna, nel 1967 Dominica ottenne l’autonomia per il controllo degli affari interni, diventando uno stato associato delle Indie Occidentali. Undici anni più tardi invece divenne una repubblica indipendente nell’ambito del Commonwealth, con capitale a Roseau.

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Cosa vedere in Dominica | Guida di viaggio

È giunto il momento di avventurarci nel magico mondo della Isola Dominica. Paradiso terrestre che, a differenza di altre località delle Piccole Antille, è ancora intatta dal turismo di massa. Certo, la Dominica è un paese incentrato sul turismo, ma gran parte del suo territorio è non urbanizzato e incontaminato, la vera mecca caraibica per gli appassionati di escursionismo. Che sia per attività escursionistiche, giornate di completo relax o entrambe le cose, la Dominica riuscirà a soddisfare ogni turista.

Perché, da una parte, questo piccolo territorio è lambito dalle cristalline acque del Mar dei Caraibi, dall’altra, invece, il paesaggio naturalistico è del tutto incontaminato, in grado di regalare una vacanza completa sotto ogni aspetto. L’isola è relativamente piccola, appena 750 chilometri quadrati di superficie terreste, ma costellata da punti d’interesse eccezionali, dalla sua capitale Roseau alle spiagge ben attrezzate, sino ai ben 9 vulcani qua presenti. La Dominica, infatti, presenta la più alta concentrazione di bocche vulcaniche attive di tutto il mondo, rendendola ancor più stupefacente.

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La natura di Dominica | Parchi nazionali e luoghi incredibili

Cosa vedere in Dominica, Parco Nazionale Morne Trois Pitorns
Dominica, Parco Nazionale Morne Trois Pitorns | @Anita Friend / Flickr

Il nostro è un viaggio ricco. Cominciamo la nostra vacanza a Dominica scoprendo il suo ricco paesaggio naturalistico, costellato da parchi nazionali e riserve protette. La prima tappa che viviamo è quella al Parco Nazionale Morne Trois Pitons, il gioiello della Dominica.

Il Parco Nazionale Morne Trois Pitorns è esteso 17 mila acri (quasi 70 mila chilometri quadrati) e comprende una grossa fetta di foresta pluviale primordiale. La Dominica è un territorio perlopiù selvaggio, è bene sapere mantenersi nei percorsi delineati, senza avventurarsi troppo in autonomia, evitando di perdersi in aree remote, dove non arriva nemmeno il segnale satellitare.

Questo parco è inserito tra i Patrimoni mondiali UNESCO e include diversi siti interessanti, tra laghi e cascate. Qua si trovano molte delle più importanti attrazioni del paese, come il Lago Bollente e le Trafalgar Falls. Il villaggio di Laudat, a 11 chilometri da Roseau, è uno dei luoghi più autentici dell’isola, inserito tra tre montagne: Morne Watt, Morne Micotrine e il Morne Trois Pitons, che dà il nome al parco.

Il Lago Bollente è con tutta probabilità è l’attrazione più popolare del parco, nonché una delle più famose di Dominica. Si tratta di un bacino d’acqua, dall’aspetto un po’ spettrale, in continua ebollizione. Le acque, dalla tonalità grigio-verdi, si estendono in questo bacino idrico di 63 metri, raggiungibile attraverso un’escursione a piedi di 3 ore. Questo fenomeno, raro da trovare in tutto il mondo, è – come stabilito dai geologi – una fumarola vulcanica allagata. In parole povere, è una spaccatura nel terreno che consente ai gas bollenti del vulcano di essere scaricati all’aperto. È assolutamente proibito entrare nelle acque, per motivi abbastanza logici: la temperatura dell’acqua è costantemente fissa tra gli 80 e i 90°C.

Abbiamo potuto già constatare che quello di Dominica è un territorio selvaggio e impervio, aspro e poco accogliente. Le Cascate Vittoria racchiudono l’essenza selvaggia di Dominica, in un sito incredibilmente suggestivo. Formate dal Fiume Bianco, le acque precipitano su una piscina naturale dall’acqua calda, che si presentano con un colorito bianco latte, conferito dai minerali qua presenti. Per raggiungerle è necessario seguire un’escursione dalla durata di 40 minuti, abbastanza breve ma difficoltosa, dato che si dovranno attraversare ostacoli e parzialmente arrampicarsi lungo pareti ripide.

L’escursione a Trafalgar Falls è una delle cose più popolari da fare in Dominica. Conosciute come Mother e Father, le Trafalgar Falls sono cascate gemelle raggiungibili con un’escursione dalla durata 10-15 minuti attraverso una foresta di piante di zenzero e orchidee di vaniglia. Il fresco flusso d’acqua delle Trafalgar Falls ha origine nelle montagne ed è unito vicino al fondo da una calda sorgente minerale.

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Le spiagge di Dominica

Batibou Beach

Sebbene una vacanza in Dominica viene perlopiù scelta per l’escursionismo e la natura, si possono trovare dei bei tratti di costa su questa lussureggiante isola caraibica. Le spiagge della Dominica spesso presentano arenili di sabbia nera vulcanica, anche se nei più frequentati stabilimenti è comune trovare sabbia dorata.

Mero Beach è una delle più frequentate spiagge dell’isola, situata a circa 25 minuti di auto dalla capitale, Roseau, da cui è possibile assistere al continuo viavai di navi da crociera. È possibile noleggiare lettini e ombrelloni e acquistare snack in una delle tante bancarelle di legno qua presenti.

In zona di Portsmouth, la seconda città più grande della Dominica, è suggerita la Purple Turtle Beach. La Purple Turtle Beach si caratterizza per un bel arenile di sabbia dalle tonalità beige, interamente costellata da palme e sede del noto ristorante omonimo, che dà il nome alla spiaggia da loro gestita.

Per chi ricerca anche nei propri momenti di relax al mare la Dominica più selvaggia, la spiaggia di Batibou è una delle più incredibili dell’isola, bagnata da un mare cristallino. La Batibou Beach è ubicata nell’estremo nord di Dominica, raggiungibile esclusivamente attraversando una strada sterrata che richiede l’utilizzo di veicoli 4×4. In alternativa è possibile decidere di parcheggiare prima dell’ultimo tratto stradale impervio, scegliendo di raggiungerla a piedi.
Per accedere a questa spiaggia è necessario versare un contributo di circa 5$, costo tutto sommato basso considerando l’incredibile panorama circostante, abbracciato da un promontorio. Non certo un caso che questa spiaggia sia stata scelta come location per uno dei film dei Pirati dei Caraibi.

Ultima, ma non per importanza, è la Champagne Beach, forse le più turistica e trafficata di quelle elencate. Il motivo per cui è tanto visitata sta nella ricca offerta turistica a cui dà accesso, come l’escursione al Champagne Reef, il tratto di fondale marino in cui fuoriescono delle bolle di aria calda. Lo Champagne Reef è una delle tre riserve marine presenti a Dominica.

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Parco Nazionale Cabrits | Tra storia e natura

Dominica, Parco Nazionale Cabrits
Dominica, Parco Nazionale Cabrits | @Nanooki / Flickr

Una delle più importanti tappe da vivere durante la propria vacanza è nel nord-ovest della Dominica, dove si trova il Cabrits National Park. Il Parco Nazionale Cabrits è stato istituito per conservare una ricca foresta pluviale, a cui si aggiungono tratti di paludi, spiagge di sabbia nera e rigogliose barriere coralline. Questo parco si estende lungo una stupenda penisola panoramica, che offre dalla cima più alta al più basso dei fondali un gran numero di opportunità escursionistiche.

Il parco ospita anche uno dei siti storici più interessanti dell’intera Dominica. Qui si possono visitare i resti di Fort Shirley, un’antica fortezza britannica del XVIII secolo con splendide viste sulla baia di Prince Rupert. Un piccolo museo all’ingresso espone un ricco percorso sulla storia coloniale della Dominica.

Nell’intero parco si snodano una serie di percorsi escursionistici che si addentrano nel cuore della foresta pluviale e nelle rovine di Fort Shirley, offrendo anche ottimi punti panoramici sulla città di Portsmouth, dei stupendi altopiani e del mare azzurro.

Le panchine punteggiano l’area, fornendo luoghi pittoreschi dove fermarsi e riposare godendo dell’eccezionale panorama. Questo è un bel posto da visitare per un paio d’ore di completa immersione nella storia, facilmente visitabile grazie ai tour offerti da quasi tutti i principali hotel dell’isola. Essendo i sentieri qua presenti poco ombreggiati, è bene prepararsi portando un bel po’ di acqua, se possibile in una bottiglia termica così da mantenerla fresca.

La capitale di Dominica: Roseau

Cosa vedere in Dominica, La capitale di Dominica, Roseau
La capitale di Dominica, Roseau | @Bruce Marsland / Flickr

Incorniciata da alte cime verdi, la capitale della Dominica è Roseau (pronunciato roze-o). La città si presenta come un colorato puzzle di edifici coloniali dell’india occidentale e bancarelle affollate, il tutto immerso in un’atmosfera frizzante e caotica, ben diversa da quella che abbiamo conosciuto a Dominica fino a ora. A differenza di altre capitali caraibiche, qua non si trovano boutique di lusso o catene di negozi internazionali, bensì solamente dei negozi locali e botteghe artigianali, immergendo il turista in un’ambiente informale e del tutto caratteristico.

Nel 2017, l’uragano Maria ha distrutto la maggior parte degli edifici qui, ma la città ha fatto un notevole ritorno e molte delle nuove strutture sono a prova di uragano. Il lungomare di Roseau presenta un lungomare e un molo delle navi da crociera, che è affollato di visitatori durante l’intensa stagione invernale.

Vicino al molo, nel centro della città, il Mercato Vecchio vende frutta tropicale fresca, verdura, erbe aromatiche, cestini e souvenir di gusci di cocco. La cattedrale cattolica di San Patrizio, una chiesa in stile gotico-romanico del XIX secolo, è uno dei principali punti di riferimento della città.

Altre cose popolari da fare a Roseau, Dominica includono passeggiare nei giardini botanici della Dominica ed esplorare la storia dell’isola al compatto Dominica Museum. Qui troverai interessanti mostre sulla tratta degli schiavi, così come sulla cultura creola e amerindia. Molti visitatori prendono anche il breve tragitto in auto per la storica Morne Bruce per viste panoramiche della città. Puoi anche camminare lì dai giardini botanici.

Immagine in evidenza: @Adam Preble / Flickr


 

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