Craco, la città fantasma in Basilicata

Craco, la città fantasma in Basilicata


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Cosa vedere a Craco, Basilicata

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Craco, mappa
© Yandex maps

icona-articoloSiamo a una cinquantina di km da Matera dove troviamo la città fantasma di Craco, un luogo che da perfetto sconosciuto è gradualmente iniziato a essere conosciuto anche da fuori regione. Craco è stato abbandonato nel 1963 dopo una devastante frana e oggi, complice anche il fatto di essere stata la location di numerose pellicole cinematografiche, viene visitato da numerosi turisti. Le sue origini risalgono all’VIII secolo a.C. e oggi è inserito tra gli elenchi dei luoghi da salvaguardare curato dalla World Monuments Fund.

Il suo abbandono è stato piuttosto lento, avvenuto in diversi anni e completato nel 1963 a causa di una frana che distrusse una parte del borgo, provocando danni ritenuti irreparabili a livello economico alla rete fognaria e quella idrica. Fu cosi che l’intera popolazione rimasta, poche decine di persone, si spostò nella vicina Craco Peschiera componendo il nuovo centro abitato che di poco supera i 700 residenti. Prima dell’abbandono Craco aveva un cinema, un ospedale e oltre 2.000 abitanti che vivevano grazie alla coltivazione del grano. Dal 2009 il borgo di Craco è tornato a essere visibile in sicurezza alle migliaia di persone che ogni anno scelgono di trascorrerci qualche ora.

 

Set cinematografico

Cosa vedere a Craco, le rovine del borgo

La città di Craco ha ispirato tantissimi film, quattordici in tutto, a cui si aggiungono una serie televisiva italiana, una telenovela brasiliana e persino uno spot della Pepsi: considerando la contenuta grandezza del paese potremmo definirlo quasi un record.

Tra i più importanti ricordiamo La Lupa di Alberto Lattuada del 1953, fino ad arrivare a Cristo si è fermato a Eboli di Francesco Rosi. Da menzionare anche Ninfa plebea di Lina Wertmuller, Agente 007 di Marc Forster e, ultimo non certo per ordine di bellezza, lo strepitoso Basilicata Coast to Coast di Rocco Papaleo.

D’altronde sono poche le città in Italia e nel mondo che possono regalare al visitatore le stesse emozioni. Craco a volte sembra essere stata costruita appositamente per i film storici: sarà merito del torrione che domina tutto il circondario, che gli abitanti del luogo chiamano il Castello di Craco, sarà per gli olivi secolari e i cipressi antichi che rendono lo scenario quasi infernale.



 

Come raggiungere Craco

Craco, veduta

Siamo nella zona centro-occidentale della provincia di Matera, quasi a metà tra il mare e le montagne. Il vecchio abitato di Craco si trova a circa 400 metri di altitudine e il suo territorio è dominato dai calanchi, le formazioni rocciose assomiglianti a canyon scavati dall’acqua piovana che si è nel tempo infiltrata nel terreno.

Diversi i percorsi per poter raggiungere Craco. Siamo a circa 50 km da Matera e a circa 20 da Pistici per cui, in auto, si percorrerà la A3 Salerno-Reggio Calabria per uscire a Sicignano. Da qui si seguirà Potenza e quindi prima Pisticci Scalo fino a raggiungere la SS176 che porterà a Peschiera. Una volta raggiunta sarà la SS 103 a permettervi di raggiungere la salita che conduce a Craco. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Pisticci Scalo da dove si potrà prendere il bus della Sita Sud che condurrà direttamente a Craco.

 

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Accedere a Craco

Craco, resti del paese fantasmaPer poter visitare occorrerà un permesso scritto che viene rilasciato dall’amministrazione comunale e che dovrà essere richiesto all’indirizzo comune.craco.mt.it.

Con questo permesso, denominato Craco Card, vi sarà consentito visitare il borgo fantasma di Craco secondo un percorso guidato precedentemente messo in sicurezza. Ricordatevi che è obbligatorio munirsi di un elmetto protettivo e seguire la guida che, rispettando un percorso obbligato, vi mostrerà i resti della città. Ogni visita ha la durata di circa 1 ora.

 

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Cosa vedere a Craco

Cosa vedere a Craco, la via del borgo

Il centro appare come un antico borgo che si inerpica svogliatamente su di una collina. Il paesaggio è brullo e arido, la città appare sabbiosa, come un villaggio del lontano west. Craco fu evacuata oltre cinquanta anni fa in seguito a una frana che costrinse tutta la popolazione locale ad abbandonare il paese per trasferirsi a valle: da quel giorno Craco è rimasta così come era un tempo, un luogo in cui anche gli orologi sembrano non volere più andare avanti.



Le strade sono invase da un silenzio aspro e solenne, i palazzi sembrano tutti pericolanti e danno sempre l’impressione di poter crollare da un momento all’altro, creando un’atmosfera di statica precarietà.

 

I consigli delle nostre guide

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Noemi Lepore

Lontani da Craco, nel cuore delle dolci alture rietine, si trova il pittoresco borgo medievale di Castrum Antoni, completamente circondato dal Lago di Turano, che si estende fino al capoluogo comunale di Castel di Tora. Ma cosa possiede di speciale questo borgo? Un misterioso segreto che lascia la pelle d’oca.

 

La visita a Craco

Cosa vedere a Craco, panorama

Sono numerosi gli edifici che possono essere ammirati tra le cose da vedere a Craco. Nel suo centro storico meritano la Torre Normanna e la Chiesa Madre, a cui si affianca parte della cinta muraria medievale. Tra gli altri edifici meritano ammirare i palazzi più importanti come il Palazzo Maronna, con il bellissimo balcone terrazzato; il Palazzo Grossi che sorge affianco alla Chiesa Madre; il Palazzo Carbone che può vantare circa sei secoli di storia; e il Palazzo Simonetti. Dal centro storico si può anche accedere al MEC, il Museo emozionale di Craco e l’antico Monastero di San Pietro.

 

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Bellissimo anche il Canzoniere, un’antica locanda intrisa di sinistre leggende: secondo leggenda la taverna era gestita da una donna ammaliante che ubriacava, non solo di vino, i malcapitati per poi ucciderli e cucinarli per i prossimi ospiti. Imperdibile tra le cose da visitare a Craco anche la fontana di San Lorenzo, in cui è possibile ammirare lo strano fenomeno delle palme che convivono tra gli olivi; da non perdere la cappella di Sant’Eligio che conserva ancora importanti affreschi del Cinquecento.

 

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