Condividi su:

Cosa vedere a Zungoli

Cosa vedere in provincia di Avellino

Mappa di ZungoliIcona articolo onemagZungoli è uno dei più bei borghi d’Italia. Ci troviamo in provincia di ⇒ Avellino, nel cuore dell’Irpinia, dove si trova questo incantevole borgo medievale da circa 1000 anime. In pieno sviluppo di riqualificazione, Zungoli è situato nel cuore dell’alta valle dell’Ufita, lungo la cresta dall’Appennino campano, e attraversato dal torrente Vallone.

Questo borgo, che si caratterizza per il suo piacevole centro storico medievale, si erge sulla sommità di un colle dalla composizione tufacea, regalando ai propri visitatori un’esperienza davvero unica. Lambito da un panorama spettacolare, Zungoli può essere visitato mediante lunghe e rigeneranti passeggiate nel centro storico, composto da viuzze e piazzette acciottolate, unite tra loro da scalinate in pietra. Come già preannunciato, Zungoli è in pieno atto di riqualificazione, caratteristica che ci permette di identificare il borgo come una delle destinazioni da scoprire nel corso dei prossimi anni.

Cenni storici

Le origini di Zungoli ci riportano indietro sino all’Alto Medioevo. In passato, l’insediamento era noto con il nome di Castrum Caroli, venendo costruito a 650 metri sul livello del mare, rappresentando un’importante punto difensivo. Tuttavia, già dal Neolitico si sa che il sito è popolato, grazie alla varie tracce lasciate dai popoli antichi. Di reperti rinvenuti ne sono stati trovati diversi appartenenti all’antica Roma, soprattutto monete e oggetti militari.

Nei pressi di Zungoli fu eretta la cosiddetta via Herculea, venendo ricostruita da Marco Aurelio, che connetteva la via Appia e la via Traiana. Il toponimo attuale deriva dai Bizantini, il cui termine Tsungri si traduce in roccia, in riferimento al sito su cui sorge. Tuttavia, le sue origini sono legate ai Normanni, che posero le fondamenta dell’odierno borgo.

Il capitano Leander Juncolo ordinò la costruzione del castello cittadino, indicato in un documento scritto per la prima volte nell’XI secolo. Il Casale della Baronia di Vico I Normanni firmò il rimaneggiamento della Torre nella Rocca, parzialmente osservabile nell’area più alta del borgo. La costruzione della Rocca servì per difendere l’insediamento dalle frequenti invasioni e incursioni dei bizantini.

Nel corso dei secoli, il feudo di Zungoli appartenne agli Angioini, a cui succedette Enrico di Valamontone. Nel XIV secolo divenne feudo indipendente, appartenendo in successione a diverse delle più nobili famiglie del Regno di Napoli, tra cui si cita la potente dinastia dei Loffredo, ultimi feudatari del borgo, fino all’abolizione di tale sistema nel 1806. Al termine dell’ascesa napoleonica in Europa tra il XVIII e il XIX secolo, il borgo fu annesso al Regno delle Due Sicilie. Tra il 1820 e il 1821 ebbe un ruolo primario nei moti insurrezionali, il sindaco Salvatore Susanna fu destituito ed esiliato.

Dopo l’annessione al Regno d’Italia, il borgo visse un lungo periodo di pace, senza che subì contingenti danni a causa degli scontri mondiali. Dal secondo dopoguerra, Zungoli fu vittima di un abbandono di massa, che portò a spopolarsi di centinaia, migliaia di abitanti. Solamente con l’avvento del XXI secolo Zungoli seguì una serie di progetti di riqualificazione, che hanno permesso di renderlo interessante anche per il turismo.

OneMag-logo
Link-uscita icona Scopri tutto su Agropoli, la splendida città del Cilento

Cosa vedere a Zungoli | Attrazioni e siti d’interesse

Cosa vedere a Zungoli | Attrazioni e siti d'interesse
Cosa vedere a Zungoli | Visuale diretta sul Castello di Zungoli | @Gianfranco Vitolo / Flickr

Per visitare Zungoli è bene avere una discreta preparazione fisica. Il suo centro storico, quasi interamente pedonale, si compone per numerose viuzze acciottolate e strette che si inerpicano lungo i colli dell’Irpinia. La gita a Zungoli viene vissute esplorando il notevole crocevia di palazzi ed edifici storici, su cui svettano i palazzi Caputi, Januzzi e Annichiarico-Petruzzelli.

Uno dei punti salienti di Zungoli è il già citato castello. Su tutte le costruzioni presenti nel borgo, il Castello di Zungoli rappresenta il più importante e pregevole architettonicamente, nonché importante testimonianza storica. Le sue origini infatti ci riportano indietro nel tempo fino all’epoca normanna, verso l’XI secolo, nato come edificio militare in funzione di difesa contro le frequenti incursioni bizantine.

Alla sua originale progettazione il Castello di Zungoli si caratterizzava per quattro torri cilindriche poste ai corrispettivi angoli del complesso. Tuttavia, di ciò che si è conservato oggi del castello possiamo ammirare tre delle quattro torri originali. La distruzione di una delle torri è dovuta al forte terremoto che colpì l’Irpinia nel 1456. Si riesce ancora a scorgere dell’imponenza della struttura, che raggiunge i 30 metri di lunghezza e i 14 di larghezza. Nel corso del tempo il castello fu posseduto da varie famiglie nobili personaggi di massimo spicco, tra cui Ugone de Luca, il capitano spagnolo Consalvo Fernandes de Cordova e il re di Spagna Carlo III.

Lato architettonico è bene segnarsi di visitare il Convento di San Francesco, ricostruito più e più volte a causa di terremoti, incursioni e abbandoni vari. Per tale motivo si riesce facilmente a scorgere della costruzione a più fasi, testimoniato soprattutto dai pregevoli affreschi datati tra il XVI e il XVII secolo. Il complesso è composto da due livelli: l’inferiore fu adibito a ospitare laboratori per la lavorazione della lana, oltre che per le cantine e la cucina, ma anche il refettorio. In quello superiore di piano invece si possono ancora adesso osservare le diverse stanze che servirono per ospitare i frati. Tra le opere pittoriche di maggior rilievo è raffigurata quella di San Francesco in estasi tra due angeli, di fattura seicentesca per mano della scuola napoletana.

Il patrimonio dell’architettura sacra di Zungoli è poi completato dalla Chiesa di San Nicola e dalla Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli. Quest’ultima, fu evacuata dopo la forte epidemia di peste che colpì la zona nel 1656 e attualmente in fase di restauro e riqualificazione. In città si trovano anche le belle cappelle di San Francesco di Paola e di Sant’Antonio da Padova. Non meno interessanti sono le due torri cittadine, rispettivamente la Torre Li Pizzi, d’epoca normanna, e la Torre delle Ciàvole.


 

Condividi su: