Cosa vedere a Santarcangelo di Romagna

Cosa vedere a Santarcangelo di Romagna | Il medioevo romagnolo


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Santarcangelo di Romagna | Cosa vedere nel borgo fortificato dei Malatesta

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Mappa di Santarcangelo di Romagna
Mappa di Santarcangelo di Romagna

Alle spalle di ⇒ Rimini, un po’ nascosta dalla Riviera e immersa in un incantevole paesaggio naturale, Santarcangelo di Romagna rappresenta uno dei più importanti borghi romagnoli. Il piccolo centro abitativo vanta una struttura urbana medievale ben conservata, sede di eventi e sagre durante l’intero arco dell’anno. La sua vicinanza con Rimini l’ha resa meta perfetta per gite fuori porta, durante le classiche giornate in cui sabbia e mare vengono poste in secondo piano.

Santarcangelo di Romagna gode di un centro storico ben ramificato, ricco di vicoli acciottolati e fioriti, dove file di case colorate accompagnano il visitatore nelle più ampie piazze centrali. Proprio qua, nelle piazze, di fronte alla serie di edifici e palazzi due-trecenteschi, sorgono lunghi porticati ombreggiati, che nascondono in bella vista negozi, locali e ristoranti.

La cittadina, oggi casa di poco più 22 mila residenti, ha dato i natali a Papa Clemente XIV, il Ganganelli, 249° vescovo di Roma alla guida della massima carica cattolica per cinque anni, dal 1769 al 1774. A Ganganelli furono dedicati molti dei monumenti oggi sparsi in tutto il comune, testimoniando il ricco patrimonio di arte e culturale di Santarcangelo.
Altrettanto forte è l’identità popolare: cordialità e ospitalità sono a portata di chiunque.

Cenni storici

Santarcangelo di Romagna la troviamo inserita nella lunga lista degli insediamenti creati dai Romani. Con la fondazione di Ariminum, toponimo latino assegnato all’odierna Rimini, i Romani svilupparono una serie di villaggi e insediamenti satelliti attorno alla città, che sin dalle origini ebbe un ruolo primario nei commerci nella penisola italica. La prima Via Emilia, che ancor’oggi l’attraversa, permise all’insediamento di sviluppare i commerci, fattore che per i secoli successivi ebbe un certo rilievo per la crescita cittadina. Tutt’oggi la città è un’importante polo economico e industriale.

Il piccolo villaggio romano si trasferì lungo le pendici del Colle Giove, dando così vita alla sua caratteristica struttura di borgo fortificato che si conservò in maniera eccellente sino all’epoca moderna. Il borgo vanta all’interno dei suoi confini l’imponente Rocca dei Malatesta, importante dinastia che impose la propria autorità a Santarcangelo a partire dal XIII secolo. La signoria, che ebbe come proprio centro nevralgico Rimini, impiegò numerose risorse a Santarcangelo, migliorandola sotto molteplici aspetti, da quello estetico a quello difensivo, ampliando i suoi confini e migliorando la già ottima struttura urbana.

Un’importante crescita il borgo la ebbe tra il XVIII e il XIX secolo. Con l’accrescere degli abitanti si creò una piccola periferia composta dalla classe operaia, dando così vita a un centro abitativo che unisce abitazioni nobiliari a quelle popolari, aspetto che oggi si presenta armonioso. A differenza di molte città, Santarcangelo gode di una struttura urbana che non declassa gli edifici più avvenenti per mano di quelli più popolari, favorendo la conservazione del proprio aspetto anche in epoca moderna. Oltre a conservare il suo aspetto, con il guadagno del titolo di Città, insignito a partire dal 1828, la località fu riconosciuta globalmente come una delle più belle della Riviera Romagnola.
Altro titolo molto importante l’ottenne nel 1984, quando fu meritatamente premiata come Città d’Arte.

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Cosa vedere a Santarcangelo di Romagna

Vicolo storico di Santarcangelo
Pittoresco e variopinto vicolo di Santarcangelo di Romagna, Rimini

Santarcangelo di Romagna è una città ricca di cose da vedere. Il nostro itinerario ha come punto di partenza il suo centro storico, elegantemente adagiato sul dolce Colle Giove. Anche a piedi si può facilmente scorgere sulla solida, e seducente, struttura di borgo fortificato. Se l’epoca romana non diede una grande impronta all’insediamento, non si può dir lo stesso del Medioevo, che anzi donò a Santarcangelo di Romagna tutti i suoi principali siti d’interesse oggi visitabili.

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Rocca dei Malatesta

Rocca dei Malatesta Santarcangelo
Rocca dei Malatesta in Santarcangelo di Romagna. Costruita nel XIV secolo e modificata nel XV secolo su volere di Sigismondo Pandolfo Malatesta.

Il fulcro cittadino è dettato dalla Rocca dei Malatesta, forse luogo di maggior interesse sia storico che architettonico di Santarcangelo di Romagna. Oggi il grande maniero è adibito a residenza privata, ma parte dei suoi interni sono parzialmente visitabili durante certe giornate della settimana, stabilite di stagione in stagione. La grande struttura si ammira sorse sul sito di un preesistente edificio fortificato.

I lavori di costruzione furono voluti da Carlo Malatesta nel 1386, con diverse opere di restauro avvenute nei secoli successivi, che permisero di mantenerne il suo stato di conservazione. Non mancano anche racconti legati alla Rocca dei Malatesta, la cui torre si dice essere stata teatro dell’omicidio di Paolo e Francesca, la coppia di giovani innamorati clandestini di cui se ne raccontarono le vicende nella Divina Commedia.

location_icon onemagVia della Rocca, 4, 47822 Santarcangelo di Romagna RN

 

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Luoghi d’interesse

Il borgo, soprattutto a partire dal 1700, crebbe in dimensioni e fu parzialmente rimodellato, che mantenendo la sua impiantistica originale si sviluppò attorno alla Rocca. Parte di questa lunga opera urbanistica è la Torre del Campanone, sorta in Piazza Galassi e familiarmente nota come Torre Civica, o Campanone, per via dei suoi 25 metri d’altezza che sovrastano la città. La Torre del Campanone sorge laddove vi si trovava un precedente torrione e segna l’antico accesso della prima fortificazione cittadina, la Porta del Campanone Vecchio, dell’XI secolo. Di stile neogotico, la torre è uno dei simboli cittadini e determina il profilo urbanistico di Santarcangelo.

location_icon onemagPiazzetta Galassi, 5, 47822 Santarcangelo di Romagna RN

 

L’itinerario non può poi dirsi completo senza una tappa all’Arco Ganganelli che, assieme al Campanone e alla Rocca, rappresenta il simbolo cittadino. Realizzato nel 1777, l’Arco Ganganelli fu uno dei principali progetti del rifacimento urbanistico del XVIII-XIX secolo. L’Arco è intitolato a Papa Clemente XIV, il Ganganelli che abbiamo già conosciuto nell’introduzione. Nel monumento vengono allestite due grandi corna di bue ogni anno all’11 di novembre, in occasione della festa di San Martino. Le corna di bue simboleggiano, quasi come fossero mascotte, la simpatica corsa detta, letteralmente, Dei Cornuti.

location_icon onemagPiazza Ganganelli, 47822 Santarcangelo di Romagna RN

 

Un altro storico accesso cittadino è dettato dalla Porta Cervese, risalente al secolo XIV, nota anche come Porta del Sale. Del Sale poiché sorge sulla via che collegava il borgo con ⇒ Cervia, che sappiamo essere famosa oltre che per le sue spiagge anche per le saline, tra le più importanti di tutto l’Adriatico. La Porta Cervese è l’unico monumento conservato della seconda città cittadina, opera voluta dai Malatesta e originariamente dotata di ponte levatoio, cosi come raccontato silenziosamente dalle corsie per lo scorrimento degli assi.

location_icon onemagVia Porta Cervese, 19, 47822 Santarcangelo di Romagna RN

 

Un curioso monumento che merita certo attenzione è la Fontana del Prato sommerso. Realizzata dall’artista, nonché poeta, Tonino Guerra, originario di Santarcangelo, l’opera è suddivisa in due distinte fontanelle.
Quel che rappresenta Il Prato Sommerso è lo specchio d’acqua, al cui centro si trovano le meccaniche per i spruzzi d’acqua, i cui getti bagnano quattro opere scultoree di vetro. L’opera eclettica si completa con I Fiori di Pietra, sette steli di pietra da cui scorre l’acqua, dilavando la loro superficie.

location_icon onemagViale Gaetano Marini, 8, 47822 Santarcangelo di Romagna RN

Per completare l’itinerario di un pomeriggio vi consigliamo altri due luoghi chiave del borgo.
Il primo è la graziosa Piazza delle Monache (clicca per accedere all’indirizzo), descritta dagli esperti come una delle massime espressioni di architettura urbana del medioevo, al cui bordo sorgono diversi palazzi storici ben conservati.
La seconda tappa è invece presso la centralissima Piazza Ganganelli, dedicata anch’essa al papa santarcangiolese, dove tra l’altro si trova il monumentale Arco Ganganelli, che abbiamo conosciuto già prima.
Merita una breve menzione la Antica Stamperia Artigiana Marchi, in attivo dal 1633 e attività di spicco delle opere d’arte in tessuto della Romagna.

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Chiese di Santarcangelo

In città si trovano due importanti luoghi di culto cattolico che rientrano tra le cose da vedere a Santarcangelo di Romagna.
La prima, il principale luogo religioso della città, è la chiesa Collegiata, appartenente alla diocesi di Rimini e posta nel cuore cittadino. La chiesa è un’opera architettonica settecentesca, composta da una facciata con mattoni a vista e un’interno a croce latina, lunga complessivamente 52 metri.

La seconda è invece la pieve di San Michele Arcangelo, pregevole opera di fattura bizantina, le cui origini risalgono al VI secolo, antica a tal punto da essere considerata la più antica chiesa riminese ancora esistente. La pieve può essere visitata esclusivamente mediante tour organizzati, data la sua fragile struttura si è deciso di controllare ogni visita turistica.

location_icon onemagChiesa Collegiata: Piazza Beato Simone Balacchi, 7, 47822 Santarcangelo di Romagna RN
Pieve di San Michele Arcangelo: Via la Pieve, 82, 47822 Santarcangelo di Romagna RN
Prenotazione visite: +393332012423

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Grotte Ruggeri

Il Colle Giove offre, oltre alle varie opere storiche malatestiane, anche luoghi misteriosi d’eccellenza: le Grotte Ruggeri. La sontuosa collina, al suo interno, è caratterizzata da una fitta rete di grotte tufacee, note per la loro bellezza architettonica. Le Grotte Ruggeri sono una serie di cunicoli scavati, decorati e rimodellati artificialmente, il cui scopo è tutt’oggi avvolto da un’alone di mistero.

In totale il complesso conta oltre 150-160 grotte, interconnesse tra loro da appositi cunicoli e vicoli, dando vita a tutti gli effetti a una città sotterranea, sviluppata su tre livelli. Data la fragilità del luogo e i costanti studi archeologici il complesso è accessibile solo in una piccola parte, nella cosiddetta Grotta Monumentale Pubblica. Il loro scopo originale come detto è ancora un mistero, ma si suppone fossero delle cantine, o dei depositi. Tuttavia, data la struttura ben curata ed estesa, quasi eccessivamente per la grandezza di Santarcangelo, si ipotizza abbia avuto un ruolo di culto.

location_icon onemagVia Costantino Ruggeri, 9, 47822 Santarcangelo di Romagna RN
+390541624270

 

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Musei di Santarcangelo

Siamo giunti al termine della nostra visita. Chi ha scelto di trascorrere un fine settimane a Santarcangelo può scegliere di dedicare un pomeriggio alla rassegna della cultura, visitando i vari musei cittadini. Sono tre i principali centri espositivi, ognuno dei quali da non perdere.

Il primo, quel che viene definito il più importante, nonché il più visitato, è il MUSAS, il Museo Storico Archeologico. Il museo è ospitato all’interno del Palazzo Cenci, piacevole opera architettonica del XVII secolo, e si caratterizza per una ricca esposizione dedicata ai beni archeologica, con diversi reperti relativi alla storia e all’arte di Santarcangelo.

location_icon onemag Via della Costa, 26, 47822 Santarcangelo di Romagna RN
+390541625212

 

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La prossima tappa tra i musei di Santarcangelo è presso il MET: Museo Etnografico Usi e Costumi. Prima di pianificarne la visita precisiamo che nel primo trimestre 2021 il museo è soggetto a interventi di restauro e manutenzione dell’edificio, motivo per cui è chiuso al pubblico. Il Museo Etnografico di Santarcangelo offre una ricca mostra dedicata alle tradizioni e al ricco folclore romagnolo, in particolare alla porzione di territorio incastonato tra l’Adriatico e gli Appennini.

location_icon onemag Via Federico Montevecchi, 41, 47822 Santarcangelo di Romagna RN
+390541624703

 

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Il terzo museo è invece quello del Bottone. L’esposizione è senz’altro la più curiosa di Santarcangelo, forse la più completa del suo genere in Italia e, chissà, forse anche d’Europa. Aperto nel 2008 con una collezione di 8500 bottoni, in pochi anni il Museo del Bottone si è sviluppato sino a raccoglierne ed esporne quasi 15 mila, provenienti non solo dall’Italia, ma anche da una sessantina di nazioni di tutto il mondo.

location_icon onemag Via della Costa, 11, 47822 Santarcangelo di Romagna RN
+393393483150

 

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