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Rovigo, il capoluogo del Polesine | Cosa vedere a Rovigo (Veneto)


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Cosa vedere a Rovigo, la piccola città del Veneto dai mille volti e mille stili differenti

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Mappa di Rovigo, Veneto
Mappa di Rovigo, Veneto

Icona articoloForse il capoluogo più sottovalutato del Veneto. Rovigo, città di poco meno cinquantamila abitanti, è il più meridionale dei capoluoghi veneti. Più vicino a un capoluogo di un’altra regione (Ferrara, in Emilia Romagna) piuttosto che a un altro del Veneto, Rovigo è una piccola città universitaria dalle antiche origini. Molti pregiudizi comuni portano a pensare che Rovigo sia una città non propriamente turistica.

In realtà, avventurandosi nel suo centro storico si scopre che Rovigo ha molto di cui offrire. Una città dinamica e giovanile, che nonostante abbia una periferia in alcuni tratti fatiscente sta vivendo un nuovo periodo di rinascita, grazie a intense opere di restauro e valorizzazione territoriale.

È anche un punto strategicamente interessante per visitare la costa adriatica e la Regione Veneto. Con brevi viaggi in auto si può scegliere di raggiungere le città di Padova e Venezia, mentre rimanendo nella stessa provincia di Rovigo in direzione est si può visitare una dei più importanti parchi naturali d’Italia: il Parco Regionale del Delta del Po.

Quindi, che sia per una breve gita giornaliera, per un weekend alla rassegna d’arte e cultura o, perché no, per una vacanza estiva, Rovigo saprà soddisfare le esigenze dei propri visitatori, riuscendo anche sotto alcuni aspetti a sorprendere molto. Scopriamo quindi cosa vedere a Rovigo, il caratteristico capoluogo in Veneto.

Cenni storici

Piazza Garibaldi a Rovigo, con in primo piano la statua di Garibaldi
Piazza Garibaldi a Rovigo, con in primo piano la statua di Garibaldi

Una città a misura d’uomo come amano definirla i suoi abitanti. Ed è proprio questa “misura d’uomo” che permette di osservare la storia della città. Infatti, con delle semplici passeggiate tra i vicoli ci si imbatte in file di edifici signorili, piazze adornate di monumenti e attrazioni turistiche di alto interesse. Per conoscere la storia di Rovigo occorre anche conoscere la storia di questa porzione di Veneto.

Con certezza il territorio presentava un antico insediamento antenato dell’odierna Rovigo, che venne dapprima occupato dai Veneti e successivamente dagli Etruschi. Presto giunsero i Romani, i quali però si concentrarono su altre città, lasciando l’antica Rovigo come un semplice villaggio di periferia. La Rovigo che oggi conosciamo fu fondata intorno al 900. Per i primi secoli la città presentava dimensioni contenute, ma era apprezzata per la sua posizione, strategicamente interessante come luogo di congiunta tra Venezia/Padova e Bologna.

Non servì molto tempo affinché la città attirasse l’attenzione dei grandi casati che dominavano il Nord Italia nel medioevo. È dal 1117 che si documenta la presenza degli Estensi a Rovigo che – eccetto poche brevi parentesi – rimase in loro mano per poco meno di tre secoli. Gli Estensi lasciarono numerose eredità alla città, oggi raffiguranti come importanti attrazioni, tra cui la Torre Donà, mastio del castello alto ben 66 metri, raffigurante come una delle più alte torri medievali italiane.

E così la città, chiuso il capitolo estense, rimase per altrettanti tre secoli sotto il potente dominio della Serenissima. La Repubblica di Venezia diede la maggiore impronta alla città, costruendovi monumenti e piazze. Di queste la più iconica è l’odierna Piazza Vittorio Emanuele II, ai tempi Piazza Maggiore, a cui si aggiunge anche la Torre Civica e la monumentale colonna con il Leone di San Marco, datata 1519.

Il periodo veneziano si concluse con la caduta della Serenissima stessa. All’inizio del XIX secolo, l’ascesa della Francia napoleonica portò alla fine della Repubblica di Venezia e all’instaurarsi della dominazione francese. Sin dai primi anni di quest’epoca Rovigo conobbe un rinnovato impulso sociale e culturale alla crescita e allo sviluppo. E così la città seguì quelle che furono le sorti del territorio: prima sotto la dominazione austriaca poi annessa al Regno d’Italia.

 

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Cosa vedere a Rovigo, itinerario a piedi nella capoluogo del Polesine

Case residenziali e l'antica torre in mattoni rossi, centro storico di Rovigo
Case residenziali e l’antica torre in mattoni rossi, centro storico di Rovigo

Rovigo è una piccola città, forse meno attraente di altre città del Veneto, ma ricca di piccoli segreti e piacevoli scoperte. È stretta tra due grandi fiumi, il Po e l’Adige. Anche se non attraversano il centro storico di Rovigo, la presenza dell’acqua è molto forte, sia nella storia che nel territorio. La zona in cui si trova Rovigo è quella del Polesine, che delimita anche i confini provinciali, lambita dalla brezza del mare Adriatico e collegata con canali alla costa.

Il centro cittadino è ben racchiuso e per nulla sparso. Il centro storico di Rovigo è un po’ segue il modello presente in molte altre città d’Italia che si sviluppano all’interno di una cinta muraria, motivo per cui risulta molto agibile e semplice da esplorare a piedi. Ed è proprio così che Rovigo va scoperta, i suoi mille volti e mille stili diversi che aspettano di essere scoperti: a piedi.

 

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Torre Donà

Vista sulla Torre Donà a Rovigo
Vista sulla Torre Donà a Rovigo

I torrioni del castello medievale sono le principali testimonianze giunte a noi dell’antico centro di Rovigo, governato dagli Estensi tra il XII e il XIII secolo. Da una parte si erge maestosa la Torre Donà, alta 66 metri, massima icona delle fortificazioni, mentre dall’altra troviamo la Torre Grimani (detta anche Torre Mozza). La prima, la Torre Donà, rappresenta una delle torri italiane più alte tra quelli risalenti nel Medioevo ed è con molta probabilità il simbolo assoluto della città.

 

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Piazza Vittorio Emanuele II (Piazza Maggiore)

Panorama su Piazza Vittorio Emanuele II e Torre dell'Orologio a Rovigo
Panorama su Piazza Vittorio Emanuele II e Torre dell’Orologio a Rovigo

Questi due maestose strutture un tempo si affacciavano sul fiume Adigetto che passava per Rovigo. Tuttavia, in epoca fascista, fu deviato e sostituito da Corso del Popolo, oggi una delle principali arterie della città. Proseguiamo il nostro itinerario in direzione Piazza Vittorio Emanuele II. Questa è la piazza più importante della città, costruita tra la fine del XV secolo e l’inizio del XVI secolo durante il dominio della Repubblica di Venezia, poco tempo dopo la propria conquista di Rovigo. All’epoca della Serenissima era intitolata Piazza Maggiore, e la campana allora presente nella Torre Maschio (la Donà) del castello fu spostata nella Torre Civica.

Nella piazza si affacciano alcune delle più iconiche strutture architettoniche della città. Tra queste spicca per importa il maestoso e signorile Palazzo Roverella, oggi utilizzato come centro espositivo di mostre internazionali che si tengono a cadenza annuale. Importante è anche l’Accademia dei Concordi, le cui origini si datano negli ultimi anni del XVI secolo, che sin dalla fondazione rappresenta il simbolo della cultura rodigina. Paralleli a questi edifici, sempre in Piazza Vittorio Emanuele II si trova l’imponente Palazzo del Corpo di Guardia, sede dell’esercito a Rovigo durante la dominazione austriaca, nella prima metà del XIX secolo.

 

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Piazza Garibaldi

Panorama su Piazza Garibaldi e l'annessa statua di Garibaldi nel centro storico di Rovigo
Panorama su Piazza Garibaldi e l’annessa statua di Garibaldi nel centro storico di Rovigo

Piazza Garibaldi è un’altra piccola – ma importante – piazza cittadina, posta giusto dietro Piazza Vittorio Emanuele II. Piazza Garibaldi venne costruita sul finire del XIX secolo, utilizzando lo spazio ottenuto dalla demolizione della Chiesa di S. Giustina. Pur essendo una delle piazze più piccole della città, ospita uno degli edifici culturali più importanti: il Teatro Sociale. Questo interessante edificio è una delle maggiori testimonianze lasciate in eredità dalla dominazione austriaca ed è oggi teatro di un’importante stagione lirica.

La nostra prossima tappa nell’itinerario a Rovigo è presso la Porta San Bortolo, la meglio conservata dei due antichi ingressi ancora esistenti in città, assieme alla Porta Sant’Agostino. La monumentale porta venne costruita sul finire del XV secolo, secondo i tipici canoni architettonici del tardo medioevo. Con il trascorrere dei secoli ha subito continui restauri e modifiche leggere, senza che ne venne compromesso l’aspetto originario. Giusto a pochi passi da cui si scorge Torre Pighin, antico monumento che contrasta tra edifici moderni, posta nell’omonima via.

 

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La Rotonda di Rovigo (Chiesa della Beata Vergine del Soccorso)

Chiesa della Beata Vergine del Soccorso, detta La Rotonda
Chiesa della Beata Vergine del Soccorso, detta La Rotonda, uno dei principali edifici storici di Rovigo

Ultima importantissima tappa del nostro viaggio è quella presso “La Rotonda”: la Chiesa della Beata Vergine del Soccorso, uno dei più – se non proprio il più – importante edificio religioso di Rovigo. La Rotonda suggerisce erroneamente una struttura a pianta circolare. In realtà, l’edificio si presenta con una particolare forma ottagonale, non comune da trovare e per certo di alto interesse artistico e architettonico. I lavori di costruzione della Rotonda cominciarono nel periodo d’oro della Serenissima, alla fine del XVI secolo, protraendosi fino al 1606, anno in cui venne inaugurata e consacrata.

Sebbene non sia chiaro il motivo per cui fu scelto di realizzare questo peculiare progetto, la tradizione vuole che sia stata edificata come voto alla Madonna del Soccorso durante un’epidemia di peste. L’esterno dell’edificio è dominato dal monumentale campanile del Longhena, mentre l’interno è riccamente decorato, con un’atmosfera affascinante quanto cupa e misteriosa. Giusto alle spalle della chiesa è invece situato il cimitero ebraico di Rovigo, aperto solo in poche determinate occasioni.


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