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Cosa vedere a Raggiolo | Il suggestivo borgo del Casentino

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Mappa di Raggiolo Icona articolo onemagCi troviamo lungo le pendici del Monte Pratomagno, in quel che è un paesaggio completamente incontaminato composto dai dolci rilievi dei colli toscani. Qua, elegantemente inserito nel contesto collinoso, si erge maestoso il borgo di Raggiolo, assoluta perla imperdibile del Casentino, dal ricco passato e dalle numerose tradizioni, che rievoca l’atmosfera d’altri tempi perfettamente conservata. Raggiolo, descritto come uno dei più bei borghi d’Italia, è situato nel cuore della provincia di ⇒ Arezzo, presentandosi come un tutt’uno con le varie bellezze naturali che compongono questo territorio.

Raggiolo, che dal 2015 è inserito nella lista dei Borghi più belli d’Italia, si caratterizza per ospitare al suo cuore un cosiddetto albergo diffuso. Gli alberghi diffusi sono strutture ricettive create dalle abitazioni abbandonate, un’idea nata da alcune stragi che videro i borghi cadere in rovina senza residenti che li curassero. Quindi, quelle abitazioni di cittadini ormai trasferiti, sono state impiegate affinché il territorio o il borgo venisse valorizzato, riscuotendo un’enorme successo.
Ecco cosa vedere a Raggiolo.

Cenni storici

Le sue origini sono a tal punto antiche che se ne sono perse parzialmente le tracce. Si conosce, però, che del borgo si hanno notizie sin dal VII secolo, periodo in cui fu documentato un insediamento longobardo tra le colline aretine.

Sin da subito il borgo su costruito con l’ottica di cittadella fortificato, sviluppandosi nel corso dei secoli fino a dare vita a un vero e proprio castello. Il tempo trascorse e piano piano il borgo si estese in dimensioni, oltre che di importanza. Tutto, però, fu bruscamente frenato nel XV secolo, quando il Duca di Milano ordinò la distruzione del villaggio. Questo portò alla rovina del Castello di Raggiolo, oggi ridotto quasi totalmente in miseria, con giusto pochi resti osservabili. Però dalle ceneri come una fenice sorse il nuovo centro abitato, che nei secoli successivi riuscì a svilupparsi notevolmente.

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Cosa vedere a Raggiolo

Di quel centro abitato sorto in epoca rinascimentale oggi si può esplorare un folto dedalo di stradine adibite alla sola percorrenza pedonale. Passo dopo passo, immergendosi sempre più nella ricca atmosfera di Raggiolo si può giungere in quella che è una delle più importanti attrazioni cittadine: la Chiesa di San Michele Arcangelo, inserita in un contesto di casette di pietra ed edifici antichi. La chiesetta si caratterizza al suo fronte per l’antico portale di fattura gotica, contornato da una facciata a salienti e interamente coronato dal campanile. Il fascino non diminuisce accedendo dentro la struttura, dove si conservano numerose opere quattrocentesche di alto valore storico e artistico, tra cui la Madonna col Bambino, a cui si attribuiscono le origini alla bottega di Donatello.

Raggiolo ha anche accessibile al pubblico il Museo della Castagna, realizzato per rendere omaggio a uno dei prodotti più importanti della regione. Il centro espositivo si pone l’obiettivo di preservare oggetti e reperti storici storici utilizzati nel mondo della castagna, tra cui per esempio i raschiatori. Il Museo della Castagna permette anche ai visitatori di ripercorrere i secoli di trasformazione delle castagne illustrando i più vari metodi di raccolta, fornendo così anche ai bambini una fantastica esperienza educativa interattiva. A completare il percorso culturale del centro vi si trova la stanza Casa del Tempo, che immagazzina gli oggetti della vita quotidiana degli abitanti di Raggiolo molti anni fa.

A essere però la completa protagonista a Raggiolo è certamente la natura, che già prima di accedere nel borgo si ha avuto modo di conoscere. Infatti, il comune sorge ai piedi del Monte Pratomagno, in un contesto incontaminato e dominato dai soli ruscelli che si inerpicano lungo le pendici del monte. Questo territorio, un po’ come testimoniato dal museo visitato poc’anzi, risulta uno dei più ricchi d’Italia per la raccolta delle castagne. In città, invece, sono numerose le botteghe in cui si lavora la castagna, perlopiù trasformandola in farina utilizzata per cucinare ottime pietanze.


 

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