Cosa vedere a Orvieto, il borgo dell'Umbria

Orvieto, Terni | Cosa vedere a Orvieto, il borgo dell’Umbria


Condividi su:

Cosa vedere a Orvieto | Il borgo etrusco in cima a un colle di tufo

Tutti gli articoli dell’Umbria

Cosa vedere a Orvieto, mappa
© Apple Maps

icona-articoloOrvieto, borgo posto in cima a un colle di tufo, è un paesino dell’Umbria sud-occidentale con poco più di 20.000 abitanti. Siamo nella provincia di Terni dove il borgo domina la valle del fiume Paglia, uno tra gli affluenti del Tevere, nella sua elevata posizione di 325 metri di altitudine.

Cenni storici

Cosa vedere a Orvieto, centro storico
© Foto di Peter H da Pixabay

Le origini di Orvieto risalgono al IX secolo a.C. quando i Villanoviani, antenati degli Etruschi, la scelsero per abitarci. Furono proprio gli Etruschi, nei secoli successivi, a divenire i dominatori assoluti dell’Italia centrale e Velza, il nome originario di Orvieto, divenne una delle città principali, prima ancora dell’arrivo dei Romani. Sono numerose le tracce che ricordano come Vezla già all’epoca era un centro culturale di primissimo livello, testimonianze di un glorioso passato che descrivono un popolo ricco e influente.

Alcune scissure interne, alimentati da una rivolta degli schiavi, costrinsero le famiglie etrusche a rivolgersi ai romani per ottenere aiuto. Il generale Quinto Fabio Massimo inviò dei soldati ma senza successo, i rivoltosi vennero poi repressi con un nuovo invio di soldati ben più cospicuo del precedente. Nel 264 a.C. Velza venne completamente rasa al suolo e i suoi abitanti furono costretti a trasferirsi, potendo ritornare solo nel III d.C. quando l’Impero Romano iniziava a cedere. Con l’arrivo dei Goti e dei Longobardi Volsinii, il nome romano subentrato a Velza, iniziava a ripopolarsi.

Lo Stato Pontificio

Orvieto divenne Libero Comune nel XII secolo ma la sua libertà duro solo una ventina d’anni. Nel 1157 il borgo umbro divenne sotto controllo dello Stato Pontificio. Orvieto divenne una città guelfa in continuo contrasto con la parte ghibellina della città, con varie nobili famiglie sempre alla ricerca del potere. La protezione del papato riuscì però a far progredire il borgo che divenne tra le cittadine più prospere della zona. Il secolo successivo vide Orvieto stabilizzarsi politicamente, con varie istituzioni realizzate al suo interno. Fu anche il periodo in cui vennero realizzate numerose opere urbanistiche, tra cui il Duomo nel 1290, divenuto presto simbolo del potere religioso. Il Palazzo del Popolo assunse invece il ruolo di sovrano popolare mentre il Palazzo Comunale con l’attigua odierna Piazza della Repubblica simboleggiavano il potere politico.

La peste e le varie lotte delle famiglie nobili locali, che proseguivano durante i secoli, fecero decadere Orvieto e nel 1348 fu nuovamente il papato ad assumerne il controllo totale. La città si trasformò in rifugio per i papi in fuga dai Lanzichenecchi che nel frattempo avevano invaso Roma. Tuttavia, come già accaduto nel secolo precedente, la città trasse beneficio dal ritorno dello Stato Pontificio, progrendendo sia a livello culturale che a livello demografico. Orvieto vide anche nel 1860 un nuovo periodo di prosperità, coincidente con l’annessione al Regno d’Italia, momento in cui la città si staccò definitivamente dallo Stato Pontificio.

Orvieto in epoca moderna

Fu l’avvio di una nuova importante fase di crescita che diede forte impulso alla città. L’arrivo della corrente elettrica e del relativo impianto permise di costruire il primo teatro cittadino, i primi musei e il recupero sia della storia che dei monumenti, grazie ai lavori denominati Progetto Orvieto. Oggi Orvieto è una deliziosa località annoverata fra i circuiti turistici della Regione Umbria.

OneMag-logo
Link-uscita icona Scopriamo Terracina, la costa pontina laziale

Cosa vedere a Orvieto

Iniziamo a scoprire le cose da vedere a Orvieto entrando nel suo centro storico, a cui si accede da una delle porte storiche. In base a dove vi trovate scegliete la Porta Soliana, la Porta Maggiore o la Porta Romana e da subito iniziate a scoprire la prima grande attrazione, il Duomo.

Duomo di Orvieto

Cosa vedere ad Orvieto, la Cattedrale

Il Duomo di Orvieto è stato iniziato a costruire nel 1290 per volere dello Stato Pontificio e del Comune. Nei suoi progetti iniziali, la Cattedrale di Orvieto, intitolata a Santa Maria Assunta, doveva sostituire due chiese comunali, oramai in pessimo stato strutturale.

Il Duomo di Orvieto si presenta esternamente con un vari stili artistici e architettonici, per gran parte gotici e romanici, anche se sono osservabili dettagli associabili ad altri ordini.
Tra gli architetti che hanno progettato il Duomo citiamo Lorenzo Maitani, che svolse il pregevole lavoro della realizzazione della facciata gotica. Tra i pittori, invece, coloro che hanno collaborato ad abbellire internamente citiamo Gentile da Fabriano, Lippo Memmi, Beato Angelico, Ugolino di Prete Ilario e Luca Signorelli.

Di seguito sono elencate alcune delle più notevoli attrazioni situate all’interno del Duomo di Orvieto.

  • Cappella di San Brizio

La Cappella di San Brizio è considerata uno tra i dettagli di maggior pregio e bellezza del Duomo di Orvieto. La cappella è caratterizzata da pareti e volte affrescate da Luca Signorelli, il quale riuscì a dimostrare sotto forma di opera d’arte, il Giudizio Universale. I dipinti sono stati anche fonte d’ispirazione per Michelangelo durante la progettazione degli affreschi della Cappella Sistina.

  • Cappella del Corporale

Seconda cappella del Duomo di Orvieto, è caratterizzata da affreschi realizzati tra il 1357 e 1364 da Ugolino di Prete Ilario raffiguranti episodi sacri e rappresentazioni bibliche, quali la Crocifissione e l’Eucarestia. Da citare anche altre opere d’arte come la tavola dipinta di Lippo Memmi raffigurante la Madonna dei Raccomandati, risalente al 1320. Altrettanto pregiato il Tabernacolo del Corporale che ospita il Sacro Lino macchiato con il sangue di Gesù in occasione del Miracolo di Bolsena.

  • Rosone del Duomo

Il Rosone del Duomo, osservabile nella zona superiore della facciata, è formato da un doppio giro di colonnine con archi intrecciati. Al centro di questo è osservabile il volto di Cristo Redentore, contornato da 4 mosaici raffiguranti Sant’Agostino, San Gregorio Magno, San Girolamo e Sant’Ambrogio.Le sculture realizzate in bronzo e poste nella facciata rappresentano i 4 evangelisti. Questi sono precisamente l’Angelo, ovvero San Matteo, il Leone, San Marco, l’Aquila, San Giovanni, e il Toro, San Luca.

  • Mosaici del Duomo di Orvieto

I mosaici presenti nell’estremità superiore della facciata rappresentano Santa Maria Assunta in Cielo e raccontano alcuni episodi della vita della Vergine, quali l’Assunzione in Cielo, la Natività della Vergine, e l’Incoronazione della Madonna. Nella zona inferiore della facciata sono rappresentati dei mosaici policromi soggetti a numerosi restauri nel corso dei secoli.

  • Museo dell’Opera del Duomo di Orvieto

Il MODO ospita i cimeli che ripercorrono la storia della città di Orvieto e del Duomo, preziose collezioni inerenti 8 secolo di storia. Il museo è sviluppato in quattro sedi separate, tre situate nella Piazza del Duomo e la quarta nel quartiere dell’ex Chiesa di Sant’Agostino. Il museo conserva i documenti che testimoniano le fasi di progettazione della cattedrale, oltre a numerose decorazioni che facevano parte del Duomo, tra cui le pale d’altare, quadri e statue.

location_icon onemagPiazza del Duomo, 26, 05018 Orvieto
+390763341167

Icona web onemagSito ufficiale

 

OneMag-logo
Link-uscita iconaEcco Caprarola, il borgo che sporge da una rupe di tufo

Proseguiamo dopo aver visitato il Duomo per raggiungere la Piazza Febei, dove ha sede la Chiesa di San Francesco che per lungo tempo ha svolto il ruolo di Duomo cittadino. Costruita nel 1240 su quello che era, come recita una iscrizione qua presente, il punto più alto della città. Il suo passato l’ha vista frequentata sia dai frati francescani che domenicani, presenti in gran numero sul territorio di Orvieto.

Ritornando nella via del Duomo incontrerete l’arteria principale di Orvieto, il Corso Cavour.
Qui ha sede il Palazzo dei Sette, la sede della magistratura dei Sette Consoli che rappresentavano la Corporazione di Arti e Mestieri. Nel Cinquecento il palazzo è stato completamente ristrutturato con l’aggiunta del grande portale bugnato e lo scalone. Più recentemente, nel 1996, il Palazzo è stato oggetto di una nuova importante ristrutturazione che lo ha trasformato in sede di mostre e iniziative culturali. In uno degli angoli troviamo la medievale Torre Civica, nota anche come Torre del Moro.

Torre del Moro

Cosa vedere ad Orvieto, la Torre del Moro

La Torre del Moro, inizialmente chiamata Torre del Papa e Torre Civica, è uno sei simboli cittadini della città di Orvieto, che svetta tra la struttura urbana rendendola facilmente riconoscibile da tutti i punti del borgo.

Situata tra Corso Cavour, Via della Costituente e Via del Duomo, è visitabile internamente e una volta percorsi i gradini, oppure mediante un comodo ascensore che vi permetterà di superare una prima rampa di scale, avrete raggiunto la cima, a circa 50 metri di altezza. Da qui godrete di una meravigliosa vista su Orvieto e della campana fusa nel 1313 qui trasferita dopo essere stata preparata per il Palazzo del Capitano del Popolo e qui trasferita nel 1876. La torre ancora oggi divide la città nei quattro quartieri in cui storicamente è nota.

location_icon onemagCorso Cavour, n° 87, 05018 Orvieto
+390763344567

OneMag-logo
Link-uscita iconaMassa Martana, il borgo perugino dei Monti Martani

La nostra passeggiata per Orvieto prosegue raggiungendo Piazza della Repubblica dove troviamo il Palazzo Comunale, ancora oggi sede del Comune di Orvieto. Costruito nel XII secolo, quello che oggi ammiriamo è frutto di numerose ristrutturazioni, essendo passato dalle famiglie nobili locali alla chiesa per poi tornare nuovamente di proprietà comunale. Posto su tre livelli, all’interno sono presenti varie decorazioni tra cui meritano gli stemmi che raccontano la storia di Orvieto.

Qui sorge anche la Chiesa di Sant’Andrea, anch’essa frutto di numerosi restauri e rimaneggiamenti. Al suo interno la chiesa si sviluppa su tre navate con un presbiterio rialzato e una abside quadrangolare. Interessanti anche le varie opere d’arte custodite al suo interno, tra cui imperdibili affreschi del Trecento e opere di artisti come Angelo Righi.
La peculiarità tuttavia dell’edificio è la presenza dei sotterranei, visibili con l’ausilio di una guida.

Orvieto Sotterranea

Cosa vedere ad Orvieto, la città sotterranea

L’Orvieto Sotterranea è una esperienza unica che permette di ammirare i sotterranei della città, una serie di grotte che nel corso dei millenni sono state create e che oggi permettono una visita assolutamente esclusiva.La peculiare natura geologica della collina ha permesso agli abitanti, per oltre 2500 anni, di scavare un complesso di caverne che si ramificano sotto la struttura urbana. Importanti sono le testimonianze della dominazione etrusca e medievale, sviluppate in oltre 440 caverne.

location_icon onemagPiazza del Duomo, 23, 05018 Orvieto
+390763340688

OneMag-logo
Link-uscita iconaIdea per un’escursione, ecco i parchi naturali del Sud Italia

Proseguiamo la nostra visita di Orvieto per raggiungere la Piazza del Popolo, con l’altrettanto meraviglioso Palazzo del Popolo. L’edificio è stato costruito nel 1280 come residenza per il Capitano del Popolo, una figura che aveva lo scopo di controllare la città. La residenza è caratterizzata da una loggia porticata che anticipa un grande scalone e i saloni interni, concludendosi con una terrazza che si affaccia sulla piazza. La realizzazione è avvenuta sui resti di un palazzo papale costruito un secolo prima. Oggi la struttura accoglie un elegante centro congressuale.

Merita quindi ammirare il Teatro Mancinelli, ancora oggi in funzione e fortemente voluto dalla popolazione che si era riunito in un consorzio con lo scopo di studiarne la progettazione. Nel 1862 il teatro venne ultimato secondo lo stile neoclassico, grazie anche al contributo del pittore Fracassini che ha realizzato gli affreschi e oggi celebrato con un busto presente nella scalinata del teatro. Dal 1922 è intitolato a Luigi Mancinelli, compositore e direttore musicale.

location_icon onemagCorso Cavour, 122, 05018 Orvieto
+390763340422

 

OneMag-logo
Link-uscita iconaTra Assisi e Spoleto ecco Bevagna, il borgo medievale in provincia di Perugia

Museo Civico Archeologico Faina

Concludiamo la nostra visita alle cose da vedere a Orvieto con il Museo Faina, collezione fondata nel 1864 per mano di due componenti dell’omonima famiglia, Mauro ed Eugenio. Il nucleo originale della collezione era caratterizzato da 34 vasi donati al conte Mauro dalla principessa Maria Bonaparte in Valentini, figlia di Luciano Bonaparte.

La raccolta, ospitata in origine nel palazzo di famiglia nella città di Perugia, venne trasferita a Orvieto negli ambienti dove tutt’oggi ha sede. Eugenio smise di acquistare antichità e indirizzò il proprio interesse verso i reperti che, durante la fine dell’Ottocento, venivano riportati alla luce nelle necropoli orvietane.

L’esposizione si presenta all’inizio del percorso con il ricco monetiere. Il tour poi prosegue con l’esposizione di reperti, come i vasi caratterizzati da figure nere e rosse.
Al piano nobile del palazzo, l’esposizione ospita ed espone le storia della creazione della collezione realizzata da Mauro ed Eugenio. Al pianterreno, invece, ha sede il Museo Civico, il quale, articolato su tre grande aree, espone le antichità collezionate durante l’Ottocento dal comune di Orviano.

location_icon onemagPiazza del Duomo, 29, 05018 Orvieto
+390763341216

Icona web onemagSito ufficiale

 


 

Condividi su: