Isola di Bali, storia ed informazioni generali

Isola di Bali, Indonesia | Cosa vedere a Bali, guida di viaggio completa


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Cosa vedere all’isola di Bali

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Cosa vedere isola di Bali, mappa
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icona-articoloTradizioni secolari che vivono nei piccoli villaggi, grandi risaie contornate dalla magnifica foresta, tipici edifici con architettura sud-est asiatica e tanto, tantissimo relax. Questa è l’Isola di Bali in pillole, una delle mete più amate di tutto il mondo per la sua grande proposta dedicata al benessere ed al relax più totale. Basta  una semplice passeggiata lungo uno dei tanti sentieri per assaporare il fascino che possiede Bali. Fitte foreste con alberi che filtrano i raggi solari, magnifici litorali totalmente incontaminati e antichi templi indù in cui si celebrano gli stessi riti di secoli fa.

Dagli spettacoli di danza alle incantevoli cerimonie, l’Isola di Bali è anche ricca di eventi che animano e colorano l’intero territorio. Uniti al magnifico spettacolo territoriale citato poc’anzi otteniamo uno dei luoghi più pittoreschi del mondo.

Cosa vedere isola di Bali, veduta resort

I resort qua presenti spaziano da quelli costruiti lungo il litorale sino a quelli immersi nel verde delle foreste, adatti a ogni budget e a ogni esigenza o desiderio. Anche il panorama gastronomico è d’eccellenza, con alcuni dei ristoranti di maggior rilievo di tutta l’Indonesia, che offrono vedute allo stesso livello degli hotel. Basta pensare alla celebre cittadina di Ubud, nel cuore di Bali e centro di maggior rilievo per i numerosi spettacoli di danza, il tutto immerso nel verde. O al monte Agung, uno tra i vulcani attivi più grandi dell’intero paese su cui è possibile godere di diverse opportunità escursionistiche.

Cenni storici

Cosa vedere isola di Bali, onda sul mare

Difficile da credersi, ma Bali aveva già attirato i primi turisti attorno al 3 millennio a.C.
Non erano naturalmente turisti per come oggi intendiamo il concetto di vacanze ma immigrati alla ricerca di un luogo dove trascorere una vita più serena, complici i meravigliosi litorali. La vera forma di turismo a Bali è comunque antica, risalente al secolo XI quando per favorire i lavoratori dediti alla coltivazione del riso venne creato un piccolo albergo o meglio una struttura che potesse ospitarli. Fu l’arrivo successivo dell’induismo a favorire l’apertura di queste strutture anche a ospiti esterni, di passaggio.

Cosa vedere isola di Bali, vedutaNel XIX secolo il territorio era di interesse degli olandesi, i quali strinsero accordi con i principi governanti il territorio a nord dell’isola. Furono i soldati della parte meridionale che invasero il territorio della riva settentrionale dell’isola, dando in questo modo l’occasione perfetta agli olandesi di invadere l’isola. Sotto il dominio olandese l’isola vide accrescere il suo potenziale turistico, incoraggiando i turisti europei a prenderla in considerazione come meta esclusiva.

Il grande boom turistico avvenne solo nel XX secolo quando negli anni ’70 vennero costruite strade, trasporti e venne dato il via a un processo di istruzione, di ospedali e strutture sanitarie. L’attivazione della rete di telecomunicazioni, fino ad allora pressochè inesistente sull’isola, riuscì a rendere Bali perfetta per il turismo di massa. Le opere prodotte non turbarono il territorio dell’isola, lasciandolo per la gran parte incontaminato. Oggi Bali è un’isola efficente e con strutture ulteriormente migliorate riuscendo a offrire un buon compromesso tra isola incontaminata e territorio con servizi idoneo a ospitare turisti internazionali.

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Informazioni generali sull’Isola di Bali

Cosa vedere isola di Bali, surfisti

Prima di partire per l’isola di Bali giusto qualche informazione necessaria per una vacanza in assoluta serenità. Per entrare a Bali serve un passaporto con validità residua di almeno 6 mesi e dovrà essere richiesto il visto turistico, ottenibile direttamente in aeroporto. Quello turistico, la cui validità è di 30 giorni, è gratuito mentre se pensate di fermarvi più tempo dovrà essere richiesto un visto rinnovabile che ha un costo di una quarantina di dollari americani ma che vi permetterà di fermarvi per ulteriori 30 giorni.

Il periodo migliore per visitare l’isola di Bali è quello compreso tra giugno e settembre, periodo durante il quale le piogge sono piuttosto rare e le temperature gradevoli per una vacanza balneare. Meglio invece evitare i mesi tra novembre e maggio, caratterizzato da giornate di pioggia che possono anche trasformarsi in cicloni.

Bali, spiaggia

Alcune piccole ulteriori informazioni utili una volta arrivati sull’isola di Bali. Lungo le spiagge sono soliti presenziare numerosi venditori ambulanti, spesso truffatori e anche a volte malintenzionati. Meglio ignorarli completamente e non lasciarsi minimamente vedere interessati. A Bali sono da qualche anno frequenti dei tatuaggi temporanei, spesso praticati anche come souvenir di viaggio. Se volete farvene fare uno rivolgetevi a strutture accreditate, quelli che potreste trovare lungo le spiagge o con bancarelle nelle città e villaggi potrebbero far uso di sostanze chimiche dannose per l’organismo.

Prestate infine attenzione anche a ciò che bevete. L’Arak è una tipica bevanda alcolica ricavata estranedo linfa dal riso e dalla palma da cocco. Negli ultimi anni si è vista una produzione illegale di questo alcolico utilizzando altri metodi di preparazione che sono piuttosto nocive per il nostro organismo, magari con qualche ora di ritardo. Per una vacanza serena meglio degustarlo in strutture autorizzate.

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Cosa vedere a Bali

Cosa vedere a Bali, statue al Tirtagangga Water Palace

Una vacanza a Bali è sinonimo di paesaggi naturali e di relax balneare, a cui si potrà aggiungere una delle tante attività sportive come snorkeling o le immersioni. Gli appassionati di trekking non avranno certo problemi a percorrere le migliaia di km di sentieri avvolti nella foresta, dove si potrà anche visitare uno dei tanti templi ancora qua presenti.

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Ubud

Cosa vedere a Bali, Ubud e il Tempio Saraswati
Cosa vedere a Bali, Ubud e il Tempio Saraswati

Ubud è la meta più turistica di Bali nonché uno dei più suggestivi luoghi di tutte le oltre 17 mila isole indonesiane. Ubud, a detta di molti, è la vera Bali, che si riconosce non per le grandi spiagge bianche, bensì per le vaste risaie verdi. Ubud non presenta un centro storico come lo si intende in Europa, bensì è un labirinto di strade che si intrecciano, mescolando l’antico al moderno. Una mistica semplicità, Ubud da sola meriterebbe un’intera vacanza, dato l’alto numero di attrazioni. Cerchiamo di racchiudere le più importanti in poche parole, così da poterla visitare anche in soli 2 o 3 giorni.

La principale attrazione di Ubud, quantomeno una delle imperdibili, è la Monkey Forest, la Foresta delle Scimmie, la più famosa nel suo genere di tutta l’Indonesia. Questo è un immenso giardino, casa di circa 700 scimmie, un luogo che forse più tra tutti simboleggia l’atmosfera sacra e mistica che caratterizza tutta Ubud.
All’interno della Monkey Forest sono ospitati ben tre templi, di cui uno dedicato a Shiva. Questi templi sono la dimora di 700 macachi di Java, pronte ad assaltare il turista che veste vistoso con oggetti luccicanti. Se ci tenete ai vostri beni, andate con quante meno cose possibili dentro il giardino, o quantomeno metteteli dentro lo zaino. Se volete avere un’incontro in prima persona con le scimmie, il consiglio è quello di acquistare una banana all’ingresso, mettendola in bella vista sul palmo della propria mano.

In pieno centro città merita visitare il Tempio Saraswati, considerato uno dei più bei templi di Bali, nonché il più suggestivo della città. L’ingresso è gratuito, ma si può accedere solo dopo aver indossato il tipico sarong, come accade in tutti i templi indonesiani.
Un altro importante edificio storico da visitare a Ubud è l’omonimo Ubud Palace (Puri Saren Agung), nel cuore della cittadina. Il palazzo è rinomato tra i turisti soprattutto per le tipiche danze balinesi tradizionali, a cui si può assistere sedendosi a terra davanti alla passerella in cui si tengono le esibizioni.

Esiste un luogo che riesce facilmente a raccontare la storia e la cultura di Ubud: il suo mercato. Il Mercato di Ubud è una delle più interessanti attrazioni cittadine, dove poter scoprire i sapori e gli odori tipici di Bali. È uno dei luoghi più affollati dai balinesi (come facile intuire), motivo per cui, per visitarlo al meglio, è bene pensare di recarsi di primissima mattinata, cercando di anticipare il flusso di locali e turisti.

Dopo un’avventura caotica che si ha vissuto al mercato, non c’è niente di meglio che rilassarsi in una tipica sessione di Yoga, pratica molto diffusa a Bali e in tutta l’Indonesia. Proprio qua si trova il più famoso, e il più grande, centro del sud-est asiatico, lo Yoga Barn, che permette di scegliere tra diverse classi di yoga e di partecipare a workshops con professionisti da tutto il mondo. È forse una delle attività più caratteristiche in assoluto di quelle che si possono vivere a Ubud e in tutta Bali.

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Penisola di Bakit

Visuale sulla Penisola di Bakit, Bali
Visuale sulla Penisola di Bakit, Bali

La Penisola di Bakit è il lembo di territorio roccioso dell’estremo sud di Bali, sede della località di Uluwatu, una delle più interessanti mete balneari dell’isola. La Penisola di Bakit si compone per lunghe e vaste creste rocciose, con alte pareti di 90° a strapiombo sul mare. Il panorama incredibile e suggestivo è certo un’attrattiva molto interessante per chi è in viaggio a Bali, bisogna però tener conto di un paio di aspetti importanti. Nulla che impedisca di visitare la Penisola di Bakit, però si deve sapere che le strade qua sono spesso molto anguste e movimentate, a volte adatte solo agli scooter.

Di per sé, raggiungere la principale cittadina di Uluwatu è abbastanza semplice: da Denpasar senza grandi costi si può chiedere una corsa in taxi. Il problema è quando si è giunti a destinazione. In risposta al problema ci sono due possibili alternative: o si noleggia uno scooter, o è bene farsi amico il taxista per farsi accompagnare durante la propria giornata d’esplorazione.

Tante sono le spiagge, perlopiù sabbiose ma con alcune eccezioni rocciose. Data la peculiare morfologia della Penisola di Bakit, raggiungere le spiagge di Uluwatu richiede quasi sempre attraversare sentieri scoscesi e/o lunghe scalinate, rendendo la balneazione a volte impraticabile per chi ha difficoltà motorie.
Niente panico: la Penisola di Bakit ha molto da offrire anche ai disabili. Sebbene il luogo sia ancora per gran parte incontaminato e poco urbanizzato, negli ultimi anni con la crescita del turismo alcune delle principali attrazioni si sono attrezzate per garantire la mobilità a tutti.

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Tempio di Uluwatu

Visuale aerea sul Tempio di Uluwatu all'alba
Visuale aerea sul Tempio di Uluwatu all’alba

La principale attrazione è il Tempio di Uluwatu, Pura Luhur Uluwatu, uno dei sette Templi del Mare di Bali, nonché un vero pilastro spirituale dell’isola. Ad aver reso noto al mondo questo tempio è senza dubbio la sua scenografica ubicazione, arroccato sulla cima di una ripidissima scogliera a 70 metri dal mare. Facile intuire che il Tempio di Uluwatu offre un panorama davvero spettacolare, in particolar modo al tramonto. Giusto alle spalle del tempio, come a Ubud, si trova una piccola foresta in cui abitano qualche centinaia di scimmie. Si ribadisce il medesimo consiglio dato prima: evitare di esporre oggetti luccicanti e vistosi. Il tempio, inoltre, presenta un anfiteatro in cui si tiene periodicamente la Kecak e Fire Dance, uno spettacolo di danza in costume tradizionale dalla durata di circa 90 minuti.

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Candidasa

Panorama aereo sulla Baia di Candidasa, Bali
Panorama aereo sulla Baia di Candidasa, Bali

Situato a circa 3 ore di auto dall’Aeroporto Ngurah Rai International di Denpasar, Candidasa è una meta tranquilla e suggestiva, ideale per soggiornare in resort lussuosi e dedicarsi al completo relax, lontano dalle grandi folle di turisti che invadono le città. Candidasa è una località ancora poco nota al turismo di massa, un po’ eclissata dalle altre grandi mete turistiche della costa sud-orientale. Candidasa, nel suo completo, è un piccolo centro abitativo con qualche negozietto e ristorante, che vanta un’atmosfera rilassata, senza inquinamento acustico e ricco di luoghi in cui trascorrere le proprie giornate.

Per esempio, la principale attrazione di Candidasa è la Lotus Lagoon, la laguna dei fiori di loro, il cui nome già da solo riesce a presentare bene il luogo. Ad aver reso Candidasa una meta turistica è la sua ricca offerta di accoglienza turistica, composta da una variegata selezione di ville indipendenti, con piscine e giardini privati, spesso direttamente affacciate sul mare. Inoltre, questa oasi di pace assoluta è distante poco meno di mezz’ora da Padang Bai, principale porto in cui partono i traghetti per Lombok.
Forse Candidasa non è una vera e propria meta vacanziera, ma per trascorrere un paio di notti nel relax è una scelta davvero valida.

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Link-uscita iconaIndonesia, cosa non perdere nel quarto paese del mondo

Seminyak

Spiaggia con ombrelloni colorati, vista aerea, Seminyak, Bali, Indonesia
Spiaggia con ombrelloni colorati, vista aerea, Seminyak, Bali, Indonesia

Seminyak è la quarta località che andrebbe assolutamente visitata a Bali.
Situata sulla costa ovest di Bali, Seminyak è la città dei divertimenti e dello sport, un vero paradiso per i surfisti. Indicata soprattutto ai turisti più giovani (e a chi gode di molta energia), Seminyak vanta un esteso numero di locali, club e discoteche, dove poter trascorrere le serate e le nottate tra musica, drink e divertimento. Certamente, Ubud con il suo fascino da autentica Bali riesce a incantare ogni visitatore, ma la festosa atmosfera che caratterizza le spiagge di Seminyak, più belle che quelle di Kuta e anche meno affollate, è un punto assolutamente imperdibile.

La cittadina di Seminyak presenta un gran numero di attività e cose da vedere e fare.
Molto diffuso è il diving e lo snorkeling, che a detta degli appassionati pare essere uno dei punti migliori di Bali, così come le numerose spa, in cui potersi cimentare in una sessione di completo relax, tra massaggi e trattamenti vari. Inoltre, Seminyak è la meta di spicco per lo shopping in questo angolo di Bali, con tantissime boutique sia di brand internazionali che di artigiani locali.

Il principale luogo d’interesse di Seminyak è il Potato Head Beach, un luogo trendy in cui trascorrere delle ore sul bordo piscina ammirando il paesaggio circostante. Vagamente, Potato Head Beach ricorda l’atmosfera informare e chic, più famigliare alle isole greche o alla costa occidentale del Nord America, piuttosto che a una paradisiaca isoletta del sud-est asiatico. Potato Head è una vera e propria punta di diamante di Bali, un complesso progettato dall’architetto Andra Martin e composto da ben 2 ristoranti e 3 bar, a cui si aggiunge la meravigliosa piscina vista oceano.

Le spiagge situate sul litorale occidentale dell’isola, tra cui quelle di Kuta e Seminyak, sono più indicate per un pubblico adulto. Date le forti correnti marittime che costantemente muovono nella costa occidentale, è sconsigliato portare ragazzi e bambini d’età inferiore i 12-14 anni, a seconda della loro esperienza nel nuoto.
Le correnti marittime più movimentate sono però perfette per praticare surf e per chi ricerca una tipologia di balneazione più divertente. 

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Tempio di Tanah Lot

Visuale aerea sul Tempio di Tanah Lot, BaliUscendo di poco da Seminyak si trova un sito d’interesse assolutamente imperdibile, il Tanah Lot Temple, uno dei 7 Templi del Mare di Bali, arroccato su uno sperone di roccia e caratterizzato da un panorama spettacolare. Il tempio in questione è considerato un luogo altamente sacro per l’induismo, tanto che l’ingresso negli ambienti interni è consentito solo agli induisti. Assieme al Tempio di Uluwatu, quello di Tanah Lot è il più importante esempio d’architettura religiosa di Bali, perfetto per aggiungere quell’escursione complementare di una mezza giornata.


 

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