Cosa vedere in Bhutan: il paese più felice del mondo è l'unico dove il tabacco è illegale

Cosa vedere in Bhutan: il paese più felice del mondo è l’unico dove il tabacco è illegale


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Cosa vedere in Bhutan: la nazione più felice del mondo

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Mappa del Bhutan
Mappa del Bhutan

Icona articolo onemagIncorniciato dalle vette dell’Himalaya, senza alcun sbocco marittimo, il Bhutan (ufficialmente, Druk Yul) è un territorio buddista, con ordinamento monarchico, dell’Asia, abbracciato dal Tibet, a nord, e dall’India, a sud. Esteso circa 47.000 chilometri quadrati, circa due volte la Lombardia, il Bhutan è definito il più felice paese del mondo. Questa affermazione, che su un certo aspetto ha quasi un sapore arrogante, si rivela essere a tutti gli effetti la realtà dei fatti.

Proprio l’unico paese dove il tabacco è stato reso completamente illegale, dove si conduce una vita spesso basata sui fondamentali monastici, è lo stesso a essere quello con la popolazione più felice al mondo. Per il mondo occidentale può risultare difficile comprenderlo, ma l’essenziale a volte è tutto ciò di cui ha bisogno un uomo. Il Bhutan, inoltre, ha aperto i battenti all’industria del turismo relativamente di recente, nel 1974, e solamente dagli anni ’50 venne adottata la medicina moderna come in occidente.

Fino ad allora, anche i medicamenti venivano praticati secondo rimedi tradizionalisti, spesso prodotti in casa. Sebbene il Bhutan possieda una propria lingua ufficiale, il dzongkha, l’inglese è abbastanza diffuso dalla popolazione, poiché è la lingua adottata per le lezioni didattiche anche nei primi anni di formazione. Riassumendo: dal 2004 è vietato il fumo, lo sport nazionale è il tiro dell’arco e la vita dei cittadini si basa spesso su fondamentali monastici.

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La felicità nel Bhutan

La felicità nel Bhutan

Il Bhutan ha tutti i presupposti di essere una meta davvero unica. Piccola, importante, nota su cui bisogna precisare: è vietata la vendita di tabacco, così come il consumo all’aperto, ma è tuttavia possibile importare un certo quantitativo di sigarette, purché queste siano per uso personale. Si pensi, inoltre, che in Bhutan viene ufficialmente calcolato il FIL, il corrispettivo del Prodotto Interno Lordo, ma della felicità.

Il paese, pur essendo uno dei più poveri del mondo, garantisce i viveri e la sanità ai propri cittadini, come in pochi altri luoghi al mondo il diritto di vivere è così forte come in Bhutan. Nel corso degli anni ’70, l’allora sovrano Jigme Singye Wangchuck introdusse come vera e propria riforma un importante concetto, quello della massimizzazione della Felicità Interna Lorda. D’allora, la crescita culturale, la tutela ambientale, lo sviluppo equo diedero l’impulso giusto al paese per arrivare all’odierna quota di 750 mila circa abitanti, contro i 225 mila del 1960.

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Come organizzare un viaggio in Bhutan

Come organizzare un viaggio in Bhutan
Come organizzare un viaggio in Bhutan

Il Bhutan, premettiamo, non è una destinazione turistica adatta a tutti.
Oltre al non indifferente ostacolo del tabacco, che per una buona fetta di popolazione può rappresentare il principale motivo per cui non si visiti il paese, questo è anche uno dei più costosi e difficili da raggiungere.

Facciamo un passo alla volta. Per entrare in Bhutan è necessario prenotare un volo della compagnia di bandiera, Druk Air, che generalmente partono da Bangkok o Katmandu. L’unico aeroporto del paese è situato a Paro, un’ora e un quarto di strada dalla capitale Thimphu. In alternativa, seguendo un itinerario davvero infernale, si può decidere di raggiungere il paese via terra. L’Himalaya è il più grande ostacolo, tuttavia esistono alcuni percorsi che partono dall’estremità nord dell’India, raggiungendo il Bhutan nella sua punta orientale.

Il Bhutan, dicevamo, non è una destinazione turistica per tutti. Anche presumendo di riuscire a organizzare il viaggio di arrivo, bisogna preventivare ben 250$ (USD) di costo per il visto, al giorno. Il Bhutan, di fatto, ha aperto i battenti al turismo, ma cerca di renderlo quanto meno rilevante possibile, così che il territorio conservi il proprio ambiente incontaminato e le ricche tradizioni folcloristiche. Per certo, se la scelta di visitare il Bhutan è definitiva, non aspettatevi grandi flussi di turisti, che anzi sono quasi introvabili fuori dalle principali mete turistiche.

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Cosa vedere in Bhutan

Cosa vedere in Bhutan
Cosa vedere in Bhutan

Lasciandoci alle spalle i costi affrontati, il tempo investito e le risorse impiegate, una volta atterrati nel Bhutan non resta che scoprire quali siano le cose da vedere assolutamente. Il territorio è in prevalenza montuoso, con altopiani che partono da circa 3000 metri di altitudine sino agli oltre 7400 della vetta maggiore. Le principali cittadine sono perlopiù situate nei fondovalle, mentre le attrazioni, tra cui soprattutto i monasteri, i templi e i villaggi, si trovano lungo le pendici montuose.

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Thimphu

Dochula pass, Thimphu
Dochula pass, Thimphu

La capitale del Bhutan Thimphu è famosa per essere l’unica capitale al mondo senza semafori. Questi furono introdotti in via sperimentale tempo fa, ritenuti poi troppo impersonali dalla popolazione locale, che continuò a preferire i gesti dei vigili locali, che precisamente dirigono il traffico stradale in eleganti guanti bianchi.

Uscendo dalla capitale ci si imbatte subito in un paesaggio di natura incontaminata, dove dominano soprattutto i campi coltivati e gli allevamenti di yak. I luoghi d’interesse storico, religioso e culturale sono perlopiù i monasteri buddhisti, tanto ambiti nel mondo per il loro unico stile architettonico bhutanese, praticamente non replicato altrove. Imperdibile è il complesso monastico del Tashichoedzong, le cui sembianze somigliano a quelle di una fortezza, situato giusto poco a nord dalla periferia della capitale. Altrettanto è lo stesso per il moderno monastero del Drubthob Goemba anche noto come monastero di Zilluka. Anche i due monasteri del Tango e del Changri sono tappe imperdibili.

Parallelamente, merita visitare l’esterno del Palazzo Dechencholing, dove nel 1955 nacque il IV Re Drago del Bhutan, Jigme Singye Wangchuck, padre dell’odierno sovrano Jigme Khesar Namgyel Wangchuck, nato nel 1980. A Thimpu si può avere un assaggio di quel che il pacato e lento scorrere della vita quotidiana dei cittadini, oltre che scambiare qualche chiacchiera con i monaci all’interno dei monasteri, sempre aperti a confronti con gli stranieri in visita nel Bhutan.

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Punakha

Visuale sul cortile del Punakha Dzong
Visuale sul cortile del Punakha Dzong

Tuttavia, storicamente fu Punakha l’antica capitale del Bhutan, caratterizzata dal suo dzong (monastero), il Punakha Dzong, tra i più belli del paese. Il monastero in questione sorge su un isolotto posto alla confluenza dei due fiumi Pho Chhu e Mo Chhu, verosimilmente ad altri dzong anche questo presenta una struttura tipicamente prediletta per i centri religiosi e amministrativi.

L’antica capitale del Bhutan è inoltre sede di quel che uno dei festival più iconici, che si svolge a cadenza annuale: il Punakha Tshechu Festival. In occasione dell’evento, la città si anima di musiche popolari e di spettacoli teatrali, il tutto accompagnato dai testi sacri del buddismo. Per questo festival, i monaci indossano una serie di maschere artigianali colorate, ballando coreografie davvero impressionanti, di cui pochi occidentali hanno avuto per il momento la fortuna di assistere in prima persona.

Se ci si reca poco fuori dallo dzong è possibile percorrere l’iconico ponte sospeso lungo quasi 250 metri che attraversa il corso del fiume. Oltre che trovarsi davanti a una delle principali attrazioni del paese, questo è anche il luogo perfetto in cui potersi godere attimi di pace immersi in un paesaggio naturalistico davvero eccellente.

A collegare l’antica capitale, Phunaka, con quella odierna, Thimpu, è presente il Dochula Pass, un tipico e insidioso passo himalayano, punteggiato da una serie di cipressi (ufficialmente, l’arbusto nazionale) avvolti dalla fitte foschia e con una lunga fila di bandiere votive colorate. Dopo essersi immersi nella tipica atmosfera dal forte misticismo si può giungere in quella che è una delle principali mete turistiche del paese: Paro.

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Paro

Costume tradizionale del Bhutan in un monastero di Paro
Costume tradizionale del Bhutan in un monastero di Paro

A Paro si trova l’antico, ben noto, Rinpung Dzong, le cui origini risalgono ben al XVII secolo. Paro, complice la vicinanza all’unico aeroporto del paese, è la città leggermente più multietnica e cosmopolita del Bhutan, sebbene questa conservi le stesse tradizioni e usanze esattamente come nelle altre località. La città di Paro è il luogo perfetto in cui poter assaggiare una delle delizie locali: la succulente carne di yak, esposta nelle bancarelle del centro storico a costi abbastanza abbordabili, considerando il prodotto venduto.

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Taktsang

Il monastero di Taktsang Palphug (Nido della Tigre) a Paro, in Bhutan
Il monastero di Taktsang Palphug (Nido della Tigre) a Paro, in Bhutan

L’ultima, imperdibile, attrazione da visitare nel Bhutan è il Taktsang, il nido della tigre, uno dei più scenografici monasteri del Bhutan. Fondato da Guru Rinpoche, colui che rese il territorio del Bhutan una terra buddista, questo è considerato il più sacro dei luoghi di tutto il paese.

Secondo la tradizione locale, Guru Rinpoche rimase a meditare e a pregare per mesi in questo sperduto luogo, difficilmente accessibile, in compagnia di una tigre, convivendoci per mesi. Situato a ben 3000 metri di altitudine, il Taktsang può essere raggiunto esclusivamente a piedi, seguendo un lungo e faticoso percorso che si inerpica lungo la quasi verticale parete rocciosa. Il panorama, le atmosfere mistiche e gli scenari mozzafiato renderanno l’esperienza proposta davvero indimenticabile.


 

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