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Agropoli cosa vedere | Turismo ad Agropoli Salerno

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Mappa di Agropoli, Salerno
Mappa di Agropoli, Salerno | Dove si trova Agropoli rispetto il capoluogo Salerno, nel territorio del Cilento | @Apple Maps

Icona articolo onemagAgropoli, in provincia di Salerno, è il maggiore centro abitato della costa cilentana, il cui ammontare di residenti tocca le 22 mila unità, dediti principalmente attorno alle attività turistiche e commerciali, che prendono vita durante la stagione estiva. Il toponimo di Agropoli deriva dal greco e significa città alta per la sua posizione arroccata su un promontorio. Agropoli è una città ricca di storia, con origini legate all’epoca greco-romana, venendo presto sottomessa per le dominazioni barbariche, bizantine e saracene, fino al potere dei vescovi che perdurò per tutto il medioevo. Dal XV al XIX secolo diverse famiglie si alternarono nel dominio di Agropoli fino alla nascita del Regno d’Italia.
Senza fretta ci avviamo in questo emozionante viaggio ad Agropoli, tra le cose da vedere e le cose da fare, scoprendo nel dettaglio il suo ricco passato. Ecco cosa vedere ad Agropoli.

Cenni storici

Agropoli prende il nome dalla sua posizione geografica, città alta, arroccata su un promontorio a picco sul mare. Secondo alcuni archeologi Agropoli parrebbe essere la diretta erede dell’antica acropoli di Paestum, di cui si ipotizza la presenza ancora non confermata di un tempio dedicato a Poseidone. In epoca romana, sulla costa dell’attuale San Marco si sviluppò un borgo marinaro denominato Ercula. Gli abitanti di Ercula, nel corso del V secolo, furono costretti a ritirarsi sul promontorio, a causa delle frequenti incursioni dei vandali provenienti dall’Africa.

Nel VI secolo durante la guerra greco-gotica, tra il 535 e 553, i bizantini necessitavano bisogno di un luogo di approdo sicuro e protetto a sud di Salerno e quindi fortificarono questo sito. Alla fine del VI secolo l’invasione longobarda costrinse il vescovo Paestum a rifugiarsi ad Agropoli, che divenne sede del vescovado e centro principale dei superstiti territori bizantini della Lucania tirrenica. Agropoli rimase in mano ai Bizantini fino all’882, quando la città cadde sotto il dominio dei Saraceni, che vi si insediarono creando una base fortificata da cui partirono per depredare la popolazione locale. Nel 915 i Saraceni furono sconfitti e la città consegnata alla giurisdizione dei vescovi, che a quel tempo stabilirono la loro sede a Capaccio.

Agropoli subì poi le trasformazioni dei Normanni, degli Svevi, degli Angioini e degli Aragonesi. Dal 1660 al 1806 l’Agropoli feudale appartenne ai Sanfelice, nobile famiglia napoletana, unendosi a quella dei Delli Monti. Le incursioni barbariche del Cinquecento e Seicento spopolarono il territorio a tal punto che il numero dei suoi abitanti si ridusse a poche centinaia. Durante il dominio napoleonico di Agropoli iniziarono sanguinose azioni contro il brigantaggio in questa zona.

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Cosa vedere ad Agropoli

Cosa vedere ad Agropoli
@Gianni Croce / Flickr

Da visitare ad Agropoli oggi c’è il caratteristico centro storico, con il bel portone d’ingresso che ingloba il castello angioino-aragonese a pianta triangolare e di fattura. bizantina posto su uno scoglio a picco sul mare. Da qua si gode di uno splendido panorama naturale da cui, nelle giornate limpide, si può perfino avvistare Capri in lontananza. Il borgo di Agropoli conserva il suo antico centro storico e parte delle mura, rappresentando una delle più importanti testimonianze storiche del Cilento.

La porta d’ingresso è composta da due aperture, una più piccola a destra dell’arco maggiore, ed è sormontata da merli. La porta è realizzata internamente in pietra locale e si integra con le mura del Castello. Sulla sommità della porta si trova lo stemma dei duchi Delli Monti Sanfelice, gli ultimi duchi al cui feudo apparteneva Agropoli. Il Castello Angioino Aragonese si trova sulla sommità dell’antico centro storico e da qui è possibile ammirare un panorama incantevole, di tale bellezza da incantare anche il poeta Giuseppe Ungaretti, che cita Agropoli ne Il Deserto E Dopo. Oggi il Castello è luogo di eventi culturali e il suo giardino interno è spesso utilizzato come teatro all’aperto.

Tra i tanti appuntamenti all’agenda cittadina, ricordiamo il Carnevale di Agropoli, la cui fama è cresciuta esponenzialmente nel tempo grazie all’impegno di chi crea gli splendidi carri allegorici che ogni anno sfilano per le vie del paese.

Le torri

Cosa vedere ad Agropoli
@Wesley & Brandon Rosenblum / Flickr

Sul litorale di Agropoli, visibili dal mare, sono presenti diverse torri di avvistamento, poste in punti strategici, a un chilometro di distanza l’una dall’altra. La Torre di San Marco si trova tra il Castello e la Torre di Paestum. Ad ovest dell’odierno porto turistico, si erge a picco sul mare la cinquecentesca Torre di Agropoli, detta di San Francesco, accanto ai resti rimaneggiati dell’omonimo convento, risalente al 1230 e a pianta rettangolare con chiostro interno . La leggenda vuole che San Francesco, di ritorno dalla Terra Santa, si fermasse e predicava ai pesci. L’evento miracoloso è ricordato da una croce posta sulla roccia.

Il Faro di Punta Fortino è il faro del porto di Agropoli, ben conservato e ancora attivo. La Torre del Faro è stata costruita nel 1929 e s’innalza per una decina di metri. Si trova ai margini del centro storico, dove le mura terminano a picco sul mare nello strapiombo noto come La Rupe. La Torre del Faro è uno dei simboli di Agropoli, visibile dal lungomare, e peculiare è la sua costruzione in stile veneziano.

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I musei di Agropoli

Palazzo Cirota, sito in via Pisacane, è oggi sede del Palazzo Civico delle Arti del Comune di Agropoli. Costruito nel 1892 come residenza estiva della famiglia Cirota – ricca famiglia cilentana – ha cambiato più volte negli anni la sua vocazione, fino a diventare, nel 2011, il Palazzo Civico delle Arti, struttura espositiva dedicata all’archeologia e all’arte.

Il Palazzo Civico delle Arti ospita al piano terra il museo archeologico, visitabile durante l’intero arco dell’anno, con una ricca sezione archeologica che illustra, a partire dalla prima sala, la storia della colonizzazione, dell’evoluzione e dei traffici commerciali dei popoli che si affacciano il bacino del Mediterraneo.

I reperti archeologici qui conservati illustrano la storia del territorio agropolese. La sezione degli oggetti funerari lucani del IV secolo a.C. si presenta come eccellente esempio. Gli arredi, invece, sono riconducibili alla bottega del celebre ceramista di Pesto Assteas.

L’ultima sala documenta la fase tardo-antica vissuta da questo territorio, grazie a oggetti rinvenuti nella necropoli situata nella località di San Marco di Agropoli. Particolarmente rilevanti sono il sarcofago marmoreo italico risalente al III secolo d.C., decorato con un bassorilievo di pregevole fattura e raffigurante scene riferibili al culto di Dioniso, e l’epigrafe su lapide del V secolo d.C., che rappresenta il primo documento che attesa la nascita del culto cristiano in questa area.

La Fornace di Agropoli oggi è un polo museale sede di mostre, eventi culturali e degustazioni enogastronomiche. Il Museo la Fornace nasce nel 1880 in località Campamento come opificio per la produzione di laterizi ed è rimasto attivo fino al 1970.

Si tratta di un’eccellente esempio di riqualificazione culturale di un impianto industriale, quale era in origine. Nei pressi del porto, in Via Pisacane, ha sede l’Antiquarium, che raccoglie testimonianze dalla preistoria all’età greca, romana, lucana e altomedievale. Le vie dedite allo shopping e al commercio, tra cui Via Garibaldi prima su tutte, sono interamente costellate di negozi e punti vendita interessanti.

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Le chiese di Agropoli

Cosa vedere ad Agropoli
@Giuseppe Maria Galasso / Flickr

Vicino al castello si trova la più importante chiesa del paese: quella intitolata ai Santi Pietro e Paolo, patroni di Agropoli. L’origine della chiesa è antichissima, in corrispondenza con la statua di San Pietro pescatore, ed è legata allo sbarco di San Paolo nei pressi di Agropoli. La chiesa è stata più volte restaurata, ma è ancora di fattura originaria il ​​coro. Tra gli altari, il più antico è quello dedicato a Sant’Antonio da Padova, le cui origini possono essere fatte risalire al XVIII secolo.

La chiesa di Santa Maria di Costantinopoli è stata costruita nel XVI secolo. Secondo le tradizioni, nella costa di Agropoli fu rinvenuta la statua della Madonna, portando i residenti a far erigere una chiesa a lei intitolata. Il 24 luglio si tiene una festa per celebrare la Grande Cena della Vergine di Costantinopoli, con una scenografica processione che attraversa le strade del paese terminando di fronte al mare.

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Le spiagge di Agropoli | Il mare di Agropoli

Il mare di Agropoli è stato più volte insignito del prestigioso riconoscimento della Bandiera Blu. La spiaggia di San Marco, a ridosso del lungomare, è la più grande ed è scelta in particolare dalle famiglie: è una spiaggia attrezzata, con strutture ricreative per bambini e stabilimenti balneari. La sabbia che si trova qui è peculiare, una sabbia nera di origine vulcanica, quindi ricca di minerali.

La Baia di Trentova è così chiamata per lo Scoglio Trentova, un piccolo isolotto collegato alla costa da un lembo di terra su cui è possibile passeggiare. Il nome di questa spiaggia deriva da un racconto popolare: si narra, infatti, che qui siano state trovate trenta uova di gabbiano (o tartaruga marina) in alcune delle grotte che costellano la baia. Quindi, trenta uova diedero vita al nome di Trentova. Il fondale è basso e sabbioso e il mare è cristallino, tanto da guadagnarsi il titolo di spiaggia dei Cilentani.

Nei pressi della Baia di Trentova, si trova la Baia più piccola di San Francesco, che prende il nome dal Monastero di San Francesco che qui si trova e dallo scoglio omonimo in mezzo al mare. È una spiaggia rocciosa, in un angolo mai troppo affollato, per chi vuole godersi un po ‘di privacy e relax completo.

Immagine in evidenza: @Antonio Longobardi/ Flickr


 

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