Cosa vedere ad Aquileia, un comune nella provincia di Udine

Cosa vedere ad Aquileia, un piccolo comune situato nella provincia di Udine inserito nella lista del Patrimonio dell'Unesco.

Scopriamo Aquileia, un piccolo comune situato nella provincia di Udine

Aquileia è un piccolo comune di poco più 3000 abitanti situato nella provincia di Udine, nel Friuli-Venezia-Giulia.

Colonizzata nel 181 a.C., Aquileia era una volta una delle più grandi e ricche città dell’impero romano, a volte seconda solo a Roma, con una popolazione di almeno 100.000 al suo apice.

Dopo che la città è stata rasa al suolo dagli Unni nel 452 d.C., i suoi abitanti sono fuggiti verso sud ed ovest, dove hanno fondato Grado e poi Venezia

Inserita nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco nel 1998, questa affascinante città rurale, emozionante come nel passato, si trova sopra uno dei siti romani più interessanti d’Europa.

Scoprite con noi le migliori attrazioni di Aquileia.

Basilica di Santa Maria Assunta

Aquileia, Basilica di Santa Maria Assunta

La Basilica di Aquileia, dedicata alla Vergine e ai santi Ermacora e Fortunato, ha le proprie origini datate 313 d.C. Durante questo anno, grazie all’Editto di Milano che era riuscito a concludere le persecuzioni religiose, la comunità cristiana di Aquileia aveva ottenuto la possibilità di edificare la propria chiesa.

Nei secoli a venire la Basilica è stata ricostruita più volte, sovrapponendo le nuove costruzioni ai resti delle precedenti. Sono state 4 le ricostruzioni avvenute, rispettivamente nella prima metà del 4° secolo, fine del 4° secolo, 9° secolo e prima metà dell’11° secolo.

Queste ricostruzioni, nonostante hanno fatto perdere il fascino originale, permettono di ammirare un’eredità architettonica molto interessante, che mescola stili e periodi differenti.

Oggi la Basilica si presenta con uno stile principalmente romanico-gotico. L’interno è costituito da un’ampia area vuota. Lungo ai bordi si trovano le bianche colonne gotiche. Le pareti sono ricoperte da diverse finestre che donano allo spazio interno un’ottima illuminazione.

Il dettaglio che spicca subito all’occhio è il mosaico situato nel pavimento dinnanzi all’ingresso. Parliamo di un mosaico policromo risalente al 4° secolo, che è stato riportato alla luce nel secondo decennio del ‘900.

Questo suggestivo pavimento vanta anche di essere il più grande mosaico paleocristiano del mondo occidentale. Con i suoi 760 metri quadrati di ampiezza garantisce ai visitatori un’esperienza visiva indimenticabile.

Museo Archeologico Nazionale

È grazie al collezionista ed esperto di antichità Giandomenico Bertoli, una delle maggiori figure di spicco nella storia moderna del paese, che oggi possiamo visitare una delle più interessanti collezioni archeologiche d’Italia.

Il primo museo della città di Aquileia è stato inaugurato nel 1807, con il nome nome di Eugène de Beauharnais, figliastro di Napoleone Bonaparte e viceré d’Italia. Durante i decenni a venire la collezione esposta nel museo è stata ampliata sino all’arrivo del Museo Patrio della Città, inaugurato dal comune nel 1873.

Dopo quasi un decennio, il Museo Patrio era diventato l’Imperial Regio Museo dello Stato, creato nel 1882 dalla monarchia asburgica, è stato posizionato nella villa ottocentesca appartenuta alla famiglia Cassis Faraone, oggi sede del Museo Archeologico Nazionale.

Nel 1898 era iniziata la costruzione delle Gallerie lapidarie, dove erano stati esposti i numerosi reperti che non trovavano spazio all’interno dell’edificio e che gli scavi archeologici continuavano a riportare alla luce.

Dopo la conclusione della Seconda Guerra Mondiale, il museo aveva subito una importante restaurazione. Nel 1954 il centro aveva riaperto successivamente ad un intervento di rimodernamento strutturale e di riallestimento delle collezioni.

Oggi il museo si presenta al visitatore come un grande centro di esposizione dei più importanti cimeli antichi locali, quali statue, ceramiche, vetri e gioielli, divenendo una delle più grandi collezioni del nord Italia.

Museo Paleocristiano 

Aquileia, Museo Paleocristiano

Il Museo Paleocristiano è il centro museale annesso al Museo Archeologico Nazionale ed ospita un’ottima collezioni di mosaici risalenti all’epoca paleocristiana.

Al pianterreno del Museo Paleocristiano, annesso alla basilica paleocristiana, si può osservare la struttura della navata unica, con abside poligonale poco profonda, chiusa da un ambiente rettangolare.

Il pavimento è arricchito da riquadri mosaici, separati al centro da un lungo corridoio. Il mosaico è costituito da un’ottimo complesso di motivi geometrici, particolarmente ordinati e strutturati simmetricamente.

Si ripetono ottagoni, cerchi, quadrati, elementi rettilinei e curvilinei, e a distanze regolari sono inserite iscrizioni in latino e greco, che impreziosiscono ulteriormente il patrimonio culturale del luogo.

Al primo piano sono esposti i mosaici che ornavano il pavimento delle navate in passato. L’abside, di circa 22 metri di diametro, ornata da due mosaici distanti fra loro cinque metri e recentemente avvicinati per lo scarso spazio.

L’edificio sacro aveva subito un’ulteriore risistemazione, con colonne sostenenti gli archi e la pavimentazione in lastroni di pietra, all’inizio del 9° secolo, quando era il monastero delle benedettine.

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Porto Fluviale

Il Porto Fluviale è uno degli esempi meglio conservati della struttura portuale dell’epoca romana. I resti del porto sono situati nell’antico corso che costeggiava l’antica città ad est, che raggiunse una larghezza massima di 50 metri.

I resti delle strutture sono stati ritrovate negli scavi intorno agli anni ’30 dello scorso secolo. Sin da subito si sono presentati con una lunghezza maggiore rispetto alla media dell’epoca, circa 300 metri.

Sovrapposto ad un impianto ancora più antico, il porto fluviale era stato completamente ristrutturato all’inizio del I secolo d.C. La restaurazione ha aggiunto nuovo complesso di banchine e un lungo edificio situato alle spalle della struttura.

Oggi il Porto Fluviale di Aquileia si presenta come uno dei più interessanti siti archeologici in Italia dell’epoca romana, che testimonia perfettamente l’imponenza dell’impero che per secoli ha governato l’intero continente.

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