Cosa vedere ad Aquileia, Udine

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Cosa vedere ad Aquileia, mappa
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icona-articoloAquileia è un piccolo comune di poco più 3000 abitanti situato nella provincia di Udine, nel Friuli-Venezia-Giulia. Antico borgo, Aquileia è inserito nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO dal 1998 e si trova lungo la strada che unisce Grado a Cervignano del Friuli. Città prevalentemente rurale, il suo territorio si trova sopra uno dei siti romani più importanti d’Europa e oggi viene visitata per la sua valenza artistica e archeologica.

 

Cenni storici

Cosa vedere ad Aquileia, veduta

 

Fondata come colonia romana nel 181 a.C., Aquileia era una città difesa da torre e muri e ben collegata con le altre città italiane ed europee grazie a un efficiente sistema di strade. La presenza dell’Isonzo, del Natisone e del Torre, i principali fiumi che attraversano il territorio di Aquileia, permise la realizzazione del bacino portuale romano permettendo alla città di diventare capitale della X regione dell’Impero Romano. Tale importanza era riscontrabile anche dalle strade che da qua partivano, tutte presidiate da torri e porte.

Il massimo splendore Aquileia lo vide nel IV secolo, periodo in cui venne costruita la chiesa di Teodoro, divenendo importante centro militare e religioso. Furono gli Unni, nel 452, a invaderla e porre termine al lungo periodo di prosperità e importanza. I secoli successivi non hanno rappresentato un grande periodo se non per la proclamazione di Cividale come capitale del territorio longobardo, oramai entrato anche nel Friuli. Furono i Franchi, i successori dei Longobardi, a voler dare il via a una ristrutturazione politica e religiosa. Solo nel IX secolo tuttavia assistemmo a una vera e propria rinascita di Aquileia. Di nuovo, le invasioni ungare della fine del IX secolo diedero però una battuta d’arresto alla crescita.

Nell’XI secolo Aquileia riuscì a imporsi nuovamente come luogo di importanza strategica. Vennero nuovamente rialzate le mura difensive, le strade e i luoghi chiave della città tornarono a essere nuovamente in funzione. Si deve al patriarca Popone questa rinascita da lui consacrata con la realizzazione del Palazzo Patriarcale, posizionato accanto alla basilica. All’esterno della cinta muraria, tornata prepotentemente in uso, viene invece utilizzato il convento benedettino, trasformato in sezione femminile, in uso poi fino alla fine del secolo XVIII. Quello maschile viene invece realizzato a sud della città e rimarrà in funzione fino al XV secolo.

La conclusione dello stato patriarcale, nel 1421, vide l’intero territorio friulano assoggettato a Venezia lasciando Aquileia insieme a San Vito al Tagliamento e a San Daniele sotto il controllo austriaco. Questo diede il via, da parte del Papa nel 1751, alla soppressione della diocesi di Aquileia per realizzare la diocesi di Gorizia e quella di Udine, quest’ultima per il territorio soggetto a Venezia. Aquileia si vide quindi privata del tesoro patriarcale e anche delle reliquie, lasciandola di fatto priva di interesse. Gli austriaci cercarono di ridarle vitalità ma senza successo. Gli abitanti preferirono lasciarla per emigrare altrove. L’arrivo della prima guerra mondiale accentuò il declino che solo dopo la conclusione della seconda guerra mondiale iniziò a variare. Oggi Aquileia è uno splendido borgo apprezzato per la sua storia e cultura.

 

Cosa vedere ad Aquileia

Basilica di Santa Maria Assunta

Cosa vedere ad Aquileia, Basilica di Santa Maria Assunta

La Basilica, dedicata alla Vergine e ai santi Ermacora e Fortunato, ha le proprie origini datate 313 d.C. ed è la prima cosa da vedere ad Aquileia. Durante questo anno, grazie all’Editto di Milano che era riuscito a concludere le persecuzioni religiose, la comunità cristiana di Aquileia aveva ottenuto la possibilità di edificare la propria chiesa. Nei secoli a venire la Basilica è stata ricostruita più volte, sovrapponendo le nuove costruzioni ai resti delle precedenti. Sono state quattro le ricostruzioni avvenute, rispettivamente nella prima metà del IV secolo, fine del IV secolo, IX secolo e prima metà del secolo XI.
Le ricostruzioni permettono di ammirare un’eredità architettonica interessante, che mescola stili e periodi differenti.

Oggi la Basilica si presenta con uno stile principalmente romanico-gotico. L’interno è costituito da un’ampia area vuota. Lungo ai bordi si trovano le bianche colonne gotiche. Le pareti sono ricoperte da diverse finestre che donano allo spazio interno un’ottima illuminazione.

Il dettaglio che spicca subito all’occhio è il mosaico situato nel pavimento dinnanzi all’ingresso. Parliamo di un mosaico policromo risalente al IV secolo, riportato alla luce nel secondo decennio del ‘900. Questo suggestivo pavimento è il più grande mosaico paleocristiano del mondo occidentale. Con i suoi 760 metri quadrati di ampiezza garantisce ai visitatori un’esperienza visiva indimenticabile.

 

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Museo Archeologico Nazionale

Cosa vedere ad Aquileia, Museo Archeologico Nazionale

Lo dobbiamo al collezionista ed esperto di antichità Giandomenico Bertoli, una delle maggiori figure di spicco nella storia moderna del paese, che oggi possiamo visitare una delle più interessanti collezioni archeologiche d’Italia.

Il primo museo della città di Aquileia è stato inaugurato nel 1807, con il nome di Eugène de Beauharnais, figliastro di Napoleone Bonaparte e viceré d’Italia. Durante i decenni a venire la collezione esposta nel museo è stata ampliata sino all’arrivo del Museo Patrio della Città, inaugurato dal comune nel 1873. Dopo quasi un decennio, il Museo Patrio era diventato l’Imperial Regio Museo dello Stato, creato nel 1882 dalla monarchia asburgica, è stato posizionato nella villa ottocentesca appartenuta alla famiglia Cassis Faraone, oggi sede del Museo Archeologico Nazionale. Nel 1898 era iniziata la costruzione delle Gallerie lapidarie, dove erano stati esposti i numerosi reperti che non trovavano spazio all’interno dell’edificio e che gli scavi archeologici continuavano a riportare alla luce.

Alla conclusione della Seconda Guerra Mondiale, il museo aveva subito un importante restauro. Nel 1954 il centro aveva riaperto successivamente ad un intervento di rimodernamento strutturale e di riallestimento delle collezioni. Oggi il museo si presenta al visitatore come un grande centro di esposizione dei più importanti cimeli antichi locali, quali statue, ceramiche, vetri e gioielli, divenendo una delle più grandi collezioni del nord Italia.

Museo Paleocristiano

Cosa vedere ad Aquileia, Museo Paleocristiano

Proseguiamo a scoprire cosa vedere ad Aquileia dal Museo Paleocristiano, il centro museale annesso al Museo Archeologico Nazionale. La sua collezione di mosaici, risalenti all’epoca paleocristiana, è la principale ragione per pianificare una visita. Il piano terra, annesso alla basilica paleocristiana, permette di osservare la struttura a singola navata con abside poligonale poco profonda, chiusa da un ambiente rettangolare. Il pavimento è arricchito da riquadri mosaici, separati al centro da un lungo corridoio. Il mosaico è costituito da un’ottimo complesso di motivi geometrici, particolarmente ordinati e strutturati simmetricamente. Si ripetono ottagoni, cerchi, quadrati, elementi rettilinei e curvilinei e a distanze regolari sono inserite iscrizioni in latino e greco, che avvalorano ulteriormente il patrimonio culturale del luogo.

Al primo piano sono esposti i mosaici che ornavano il pavimento delle navate in passato. L’abside, di circa 22 metri di diametro, ornata da due mosaici distanti fra loro cinque metri e recentemente avvicinati per lo scarso spazio. L’edificio sacro aveva subito un’ulteriore risistemazione, con colonne sostenenti gli archi e la pavimentazione in lastroni di pietra, all’inizio del IX secolo, quando era il monastero delle benedettine.

 

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Il Foro Romano

Cosa vedere ad Aquileia, il Foro Romano

Il Foro Romano è di fatto il primo importante monumento che si incontra arrivando ad Aquileia. Gli scavi che lo hanno portato alla luce sono iniziati nel 1930 e ancora oggi sono in corso i lavori. Siamo nella zona più nobile di quella che era la città romana, l’area in cui venivano svolti i processi, le cerimonie, i comizi elettorali. Dai resti si suppone che l’area sia risalente al II secolo d.C. e che questo sia sicuramente stato anticipato da un’altro foro, collocato altrove.

Ai lati di questa piazza, le cui misure sono di 130 metri x 70, trovavano spazio le tabernae, le antiche botteghe romane mentre a nord era posizionato il Macellum, il mercato e il Comitium, il municipio. Merita una visita anche dopo il tramonto quando l’intera struttura è suggestivamente illuminata.

 

Porto Fluviale

Cosa vedere ad Aquileia, Porto Fluviale

Il Porto Fluviale è uno degli esempi meglio conservati della struttura portuale dell’epoca romana.

I resti del porto sono situati nell’antico corso che costeggiava l’antica città a est, che raggiunse una larghezza massima di 50 metri. I resti delle strutture sono stati ritrovate negli scavi intorno agli anni ’30 dello scorso secolo. Sin da subito si sono presentati con una lunghezza maggiore rispetto alla media dell’epoca, circa 300 metri. Sovrapposto a un impianto ancora più antico, il porto fluviale era stato completamente ristrutturato all’inizio del I secolo d.C. Il restauro ha aggiunto un nuovo complesso di banchine e un lungo edificio situato alle spalle della struttura.

Oggi il Porto Fluviale di Aquileia si presenta come uno dei più interessanti siti archeologici in Italia dell’epoca romana, che testimonia perfettamente l’imponenza dell’impero che per secoli ha governato l’intero continente.

 

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Ultimo aggiornamento 17 luglio 2021