Cosa vedere ad Aosta, la guida completa

Guida di Aosta, maggiore città nonché unico capoluogo della Valle D'Aosta, nota per la sua ricca storia e per le sue attrazioni di notevole interesse turistico. Tra le cose da vedere ad Aosta citiamo la Villa Romana, risalente al 1° secolo a.C., il Palazzo del Municipio, situato dove prima sorgeva un convento, il Complesso religioso di Sant'Orso, intitolato ai Santi Pietro ed Orso e realizato nell'XI secolo, e l'Anfiteatro Romano, tra i più importanti del suo genere in tutto il mondo. Ecco cosa vedere ad Aosta.5 min


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Guida di Aosta
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Cosa vedere ad Aosta

icona-articoloBenvenuti ad Aosta, il capoluogo della Valle d’Aosta, città di 21 km quadrati con quasi 35.000 abitanti. Posta a 583 metri di altitudine, Aosta è il quarto capoluogo di provincia più alto d’Italia ed è all’interno della Regione Autonoma della Valle d’Aosta, una delle cinque regioni italiane a statuto speciale.

La storia di Aosta

Cosa vedere a Aosta

La storia della città di Aosta si fonde con quella della regione.
La regione era nel periodo prima di Cristo abitata dai Galli e dai Salassi, due tribù celtiche che fondarono Cordelia, la prima città della regione oggi non più esistente. Le due popolazioni vivevano in assoluto accordo e senza contrasti di alcun tipo fino all’arrivo dei romani, che volevano impossessarsi del territorio per loro strategico.

Nel II secolo a.C. i Romani si misero alla conquista del territorio e, dopo aver perso la prima battaglia, in numero massiccio si ripresentarono riuscendo a conquistarlo.
Uno dei primi compiti che fece l’esercito romano fu quello di realizzare due strade, ancora oggi parzialmente visibili. La prima conduceva verso la Svizzera, attraversando il Gran San Bernardo, la seconda puntava verso le Gallie, attraversando il Piccolo San Bernardo.

Nonostante l’incursione positiva, i Salassi tornarono più volte per riprendersi il territorio e nel 24 a.C. si organizzarono per una insurrezione verso il popolo romano. Fu in quel momento che l’imperatore Cesare Ottaviano Augusto ordinò di distruggerli definitivamente, riuscendo nell’arduo compito di debellare diverse decine di migliaia di Salassi. Molti sterminati, altri venduti come schiavi, Cesare Ottaviano Augusto riuscì nel suo compito.
Come tributo alla vittoria venne fatto erigere nel centro di Aosta l’Arco di Augusto, al tempo chiamata Augusta Praetoria. La città rimase per lungo periodo strategicamente fondamentale per i Romani, sia per il commercio che per la sua posizione strategica.

La caduta dell’Impero coincide con il passaggio di Aosta prima ai Borgognoni, poi ai Longobardi e ancora ai Goti, i Franchi, i marchesi d’Italia e quelli di Monferrato fino all’arrivo dei Savoia. Con il loro arrivo tornò la pace anche se numerosi piccoli tumulti erano sempre all’ordine del giorno lungo tutta la regione.

Tommaso I di Savoia nel 1911 cercò di realizzare un piano di pace definitiva concedendo la Carta delle libertà valdostane. Il documento venivano sanciti alcuni princìpi su cui il territorio si sarebbe basato, sia in termini di tributi che amministrativi.
La regione veniva in questo modo gestita autonomamente dall’Assemblea dei Tre Stati, ovvero il Clero, i Nobili e il Popolo. Solo per decisioni di carattere eccezionale venne invece realizzato, nel 1536, il Consiglio degli eletti, formato da rappresentanti di ognuno dei tre stati.

Nel 1235 le ostilità nemiche ripresero con l’arrivo dei Vallesani, operazione non riuscita grazie all’intervento di Amedeo IV di Savoia che sconfisse l’invasore. Nella sua fuga, le armate di Amedeo IV inseguirono i Vallesani sino a Sion, l’allora capitale, riuscendo ad assediarla. Tre anni dopo, nel 1238, Aosta venne eretta a Ducato.
Dopo altre ostilità, in cui però Aosta non fu mai coinvolta direttamente, è il momento di una nuova invasione, quella francese avvenuta nel 1691. Le truppe francesi riuscirono nel loro intento e per gli abitanti della Valle furono momenti difficili.
Tornata provvisoriamente libera, nel 1703 venne nuovamente invasa e solo nel 1713, con la sigla del trattato di pace di Utrecht si ritrovò un breve periodo di serenità.

Nel secolo successivo è il turno di Napoleone con il suo trattato di unione di Aosta alla Francia. Solo 15 anni dopo Aosta ritorna ai Savoia fino all’unione, nel 1861, al Regno d’Italia.
L’arrivo al potere di Mussolini fece crescere nuove tensioni. Il forte spirito d’indipendenza della Valle venne represso, come per l’Alto Adige, con una forte immigrazione dalle altre regioni italiane.
La Valle d’Aosta, tuttavia, reagì duramente minacciando più volte di staccarsi dall’Italia per unirsi alla Francia.
Con l’arrivo della Repubblica Italiana, la regione ottenne lo statuto speciale e, grazie al tunnel del Monte Bianco, dal 1965 la Valle si è trasformata in una tra le più importanti aree turistiche d’Italia.

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Saint-Vincent, cosa vedere nella località della Valle D’Aosta

Cosa vedere a Aosta

Aosta, chiesa
Aosta, la Chiesa Collegiata

Aosta è una città piuttosto piccola, calma e tranquilla. La sua caratteristica di territorio di frontiera è ancora oggi piuttosto visibile, il suo territorio non è quello tipico spensierato e allegro. Tutt’altro, Aosta è il punto di incontro tra la sua vallata e il resto della regione.
E’ una città ricchissima di tradizioni e storia, perfettamente visibili nei vari borghi che la circondano ma anche dai suoi castelli, gli edifici religiosi e le tante attrazioni che ci ricordano il suo periodo romano e medievale.

Anfiteatro Romano

Cosa vedere ad Aosta

Risalente al I secolo, l’Anfiteatro Romano è uno tra i più antichi in assoluto.
Nonostante siano rimasti solo pochi elementi, la struttura è chiaramente intuibile. La parte più conservata è composta da otto arcate con pilastri che lasciano ben intendere l’ampiezza.

Alcuni studi hanno infatti permesso di calcolare l’area, consentendo di determinare che l’Anfiteatro Romano di Aosta era uno tra i più grandi realizzati in Italia. Per comprendere le sue dimensioni, confrontiamolo con il Colosseo: l’Arena di Aosta è cinque volte minore, una ampiezza decisamente importante per una piccola città come Aosta.
La sua capienza permetteva di ospitare circa 20.000 persone contemporaneamente, il che lascia supporre che all’epoca Aosta avesse almeno 60.000 abitanti.

L’arco di Augusto

Cosa vedere ad Aosta

Il simbolo di Aosta è l’Arco di Augusto, eretto dopo la definitiva sconfitta dei Salassi da parte dell’Imperatore Cesare Ottaviano Augusto.
Posto fuori dal centro storico, i trova vicino al torrente Buthier nel quartiere di Sant’Orso.
Le sue misure sono imponenti, 9 metri di larghezza e quasi 12 in altezza.
Il suo crocefisso, posto al di sotto dell’arco, è stato inserito postumo alla sua costruzione, nel 1540 circa. E’ una copia dell’originale, conservato nel Museo del Tesoro della Cattedrale.
L’Arco di Augusto è stato completamente restaurato nel 1913, anno in cui si è riscoperta una parte di una iscrizione che quasi certamente risaliva al periodo di inaugurazione.

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Bard, il borgo fortificato della Valle d’Aosta

La Cattedrale di Aosta

Cosa vedere ad AostaRiconoscibile per la sua imponente struttura con due campanili ai lati, la Cattedrale è stata fondata dall’imperatore Costantino su quella che in precedenza era un’antica basilica romana. Dopo un lungo periodo di abbandono, la Cattedrale venne ricostruita nell’XI secolo contemporaneamente alla ripresa di Aosta.
La sua facciata è stata rivista nel 1522 e successivamente restaurata nella metà dell’Ottocento, con un lavoro approssimativo e mal riuscito.
Il suo interno è a tre navate ed è caratterizzato da un aspetto semplice, dove è possibile ammirare alcuni affreschi del Seicento insieme agli altari in stile barocco.
Interessanti anche le vetrate, risalenti ai secoli XV e XVI e l’atrio, in stile rinascimentale.

Cosa vedere ad Aosta, il Complesso di Sant’Orso

Cosa vedere ad Aosta

Altro importante momento religioso di Aosta è il Complesso di Sant’Orso, composto dalla chiesa, il campanile, il chiostro e il priorato.
La Chiesa collegiata, intitolata ai Santi Pietro ed Orso, fu realizata nell’XI secolo e ristrutturata nel Quattrocento e rappresenta, insieme alla Cattedrale, il principale edificio di arte sacra di tutta la Valle d’Aosta.

Di fronte venne eretto il Campanile in stile romanico-lombardo, mentre a fianco è presente il chiostro romanico, costruito contemporaneamente al Campanile.
Il priorato, invece, è stato costruito nel 1500 come residenza di rappresentanza per il priore Giorgio di Chaillant. Realizzato in laterizio, merita ammirare soprattutto il suo interno con gli affreschi della cappella, opera di artisti franco-valdostani della fine del XV sec.

Il Municipio di Aosta

Cosa vedere ad Aosta

Il Palazzo del Municipio è situato laddove precedentemente sorgeva un convento francescano. A caratterizzare l’edificio del Municipio è senza dubbio la sua facciata, molto grande e sfarzosa, oltre che ben decorata.
Originariamente eretto su un solo livello, il Palazzo del Municipio fu poi ampliato in un secondo momento, impreziosendolo anche con altre decorazioni, tra cui lo stemma della città sul frontone.
Il suo interno, non meno pregevole, invece si presenta con un esteso ed elegante salone, spesso adibito per feste ed eventi vari. 

Cosa vedere ad Aosta, la Villa Romana

Al di fuori del perimetro della cinta muraria troviamo la Villa Romana. Esempio di residenza tipica del periodo tardo repubblicana, i resti lasciano chiaramente intuire una abitazione elegante, con tanto di piscina termale.
La sua scoperta è recente, avvenuta a seguito di alcuni scavi avvenuti nella regione Consolata, luogo dove ha sede proprio la villa. I resti permettono di riconoscere alcuni locali, con tanto di locale dedicato anche ai riscaldamenti di tutta l’abitazione.
La pianta della villa è rettangolare ed è risalente alla seconda metà del I secolo a.C.

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