Cosa vedere ad Agnone, la città delle campane

Cosa vedere ad Agnone, il caratteristico borgo dell'Alto Molise, in provincia di Isernia, noto per ospitare una delle più antiche industrie produttrici di campane, la Fonderia Ponteficia Marinelli. La stessa Fonderia è una delle cose da vedere ad Agnone, in attivo da mille anni, negli anni '20 del XX secolo ottenne il prestigioso Stemma Pontificio concesso da papa Pio XI in persona, meritano essere visitate anche Piazza Plebiscito e l'annesso Museo della 'ndocciata, dedicato all'omonima manifestazione che si tiene ogni vigilia di natale e caratterizzata dall'utilizzo delle 'ndocce, grandi torce in tronco di abete. Scopri con la nostra guida su Agnone tutte le cose da vedere durante una gita in questo magnifico borgo del Molise.5 min


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Cosa vedere ad Agnone, in Molise

Guida di Agnone, Isernia

icona-articoloAgnone è posta nella parte più estrema a nord d’Isernia, costruita su quella che in precedenza era una città sannita nota con il nome di Aquilonia. Nota come la città delle campane, Agnone è da sempre una piccola cittadina la cui base commerciale è l’artigianato, in special modo legato alla lavorazione del rame.
Qui infatti ha sede quello che si ritiene il più antico produttore di campane, la storica Pontifica Fonderia di Campane Martinelli, risalente addirittura all’anno Mille e tra i pochi stabilimenti che nel proprio stemma possono utilizzare lo Stemma Pontificio.

Cenni storici

Cosa vedere ad AgnoneSorta sulle rovine di Aquilonia, distrutta dai romani durante il loro assedio al Sannio, Agnone divenne un centro importante durante la dominazione dei Longobardi. Intorno all’anno Mille la cittadina inizio gradualmente a decadere.
Occorre attendere il secolo successivo per sentire ancora parlare del borgo molisano grazie alla famiglia dei Borrello, i Conti di Pietrabbondante che portarono sul territorio soldati e artigiani provenienti da Venezia tornando gradualmente agli antichi fasti durante i successivi periodi angioini e aragonesi.
All’epoca annessa all’Abruzzo, Agnone entrò a far parte della neonata regione abruzzese nel 1806 quando il Re Giuseppe Bonaparte, fratello di Napoleone, decidse d’istituirlo.
Tuttavia, nonostante l’obiettivo era ovviamente di accrescere d’importanza, gli Agnonesi scoprirono presto che la scelta non si rivelò vincente. Il neonato Molise era composto da tre capoluoghi, Larino, Campobasso e Isernia, escludendola di fatto da ogni posizione privilegiata.
La successiva unificazione dell’Italia riportò Molise e Abruzzo in una unica regione, rendendo poco importante il problema.

– Epoca moderna

La città molisana era ad ogni modo proiettata verso il successo, grazie anche a numerosi professionisti che la scelsero come residenza. Tra medici, avvocati e ingegneri, Agnone fu presto fondamentale. Venne connessa all’energia elettrica con anni di anticipo rispetto a Roma, tanto era la sua importanza.
Se nel primo Novecento Agnone si vide elettrificata, durante la seconda guerra mondiale divenne protagonista involontaria del conflitto, con la creazione di un campo di concentramento dove vennero racchiuse centinaia di famiglie zingari catturate in tutta la Penisola.
Negli anni successivi al conflitto Agnone ritornò protagonista di uno sviluppo industriale importante, con annessi i benefici di una città sempre più servita. Sono gli anni della costruzione di un ospedale, delle prime scuole ma anche del primo sviluppo turistico con le prime strutture ricettive.

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Fonderia Pontificia Marinelli

Cosa vedere ad Agnone

La Fonderia Pontificia Marinelli è, senza alcun dubbio, uno dei simboli di Agnone. Parliamo di una tra le più antiche aziende d’Italia, in attivo da circa 1000 anni, specializzata nella creazione di campane. La longeva tradizione si tramanda, da oltre 8 secoli, da padre in figlio,  che tengono ancora oggi in vita una delle arti più caratteristiche del Centro Italia.
La fonderia ottenne il titolo dello Stemma Pontificio nel 1924, per concessione di Papa Pio XI, che personalmente diede questo esclusivo privilegio alla famiglia Marinelli.
Sebbene vi siano stati, come affermano gli stessi Marinelli, dei periodi bui, tra cui durante la Seconda Guerra Mondiale – dove il metallo veniva requisito per scopi bellici – la Fonderia Pontificia Marinelli è riuscita a mantenersi in attivo, egregiamente, fino ai giorni nostri.

All’interno della fonderia ha inoltre sede l’interessante Museo storico della campana Morinelli,  fondato nel 1999 per esporre al pubblico documenti e opere di varie epoche e tipologie. Non manca certo un’estesa collezione di campane, tra cui una antica di mille anni, ma ciò che è più caratteristico sono i rarissimi manoscritti, oltre che testi rari e immagini inedite. Tra tutte spicca la presenza dell’opera letteraria de tintinnabulis che i Marinelli affermano essere la Bibbia dell’arte campanaria, di fattura olandese e risalente al 1664. A completare il ricchissimo percorso culturale del museo è presente la più grande collezione di bronzi sacri di tutto il mondo.

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Cosa vedere ad Agnone

Iniziamo la scoperta delle cose da vistare ad Agnone dal Corso Vittorio Emanuele, una delle strade che portano diritti al centro storico della cittadina. Qua troviamo alcune tra le principali attrazioni.
Da una lunga scalinata si troverà il primo tra gli edifici ecclesiastici da visitare ad Agnone, la Chiesa di Sant’Antonio Abate. La facciata ricrea il tipico aspetto di una chiesa in stile barocco del Settecento, anche se in realtà la sua costruzione risale al 1118.
Con una facciata sobria e lineare, è riconoscibile per il suo campanile di ben 30 metri di altezza e per il suo interno, a navata unica.

Chiesa di Sant’Emidio

Cosa vedere ad Agnone

Rimanendo sul Corso Vittorio Emanulele incontriamo subito dopo la Chiesa di Sant’Emidio, costruita nel 1443. Considerata una degli edifici più belli di Agnone, la Chiesa è caratterizzata da un portale in pietra che richiama moltissimi religiosi. Nel XV secolo al corpo principale della chiesa in stile medievale sono state aggiunte le sezioni in stile gotico. Sulla facciata della struttura è presente una croce settecentesca sempre in pietra. All’interno della chiesa è possibile osservare un magnifico altare in legno finemente intagliato. La struttura conserva anche le opere di pregio del Seicento e Settecento all’interno della bibliotecaEmidiana”.

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Piazza Plebiscito

Proseguendo la nostra passeggiata, dal Corso Vittorio Emanuele accediamo alla Piazza Plebiscito dove troviamo la Chiesa della Trinità e da dove partono sette vie, ognuna delle quali conduce a una differente zona del centro storico.
Il Corso Garibaldi è una delle vie che partono dalla Piazza dove lungo il suo percorso avremo modo di ammirare alcuni Palazzi Nobiliari, tra cui la casa Santangelo risalente al XVI secolo e la casa Nuonno del secolo XIV.
Purtroppo non accessibile lungo il Corso Garibaldi, al numero 55, il Convento delle Clarisse, ordine istituito proprio ad Agnone nel 1273 per volontà del Vescovo Giacomo di Trivento, al quale aderirono numerose famiglie della ricca borghesia agnonese. Sia il Convento che la vicina chiesa di Santa Chiara non sono purtroppo visitabili.

Dopo aver visitato il Corso Garibaldi torniamo alla Piazza Plebiscito dove sono presenti alcune attrazioni da ammirare. La prima è la Fontana monumentale, realizzata durante la costruzione dell’acquedotto nel 1881.
Qui è anche presente il Museo della ‘ndocciata.

– Il Museo della ‘ndocciata

Cosa vedere ad Agnone

Un museo alquanto particolare quello dedicato alla ‘ndoccia. Le cosidette ‘ndocce sono delle particolari e grosse torce, realizzate con tronchi di abete, che ogni anno alla vigilia di natale vengono accese e sfilate lungo il principale corso di Agnone.
Sebbene sia di ridotte dimensioni, il museo della ‘ndoccia si caratterizza per il suo interessante percorso museale, formato da numerosi esemplari di questi oggetti, tra cui un ‘ndoccia alta quattro metri, costumi trgadizionali e innumerevoli documenti antichi, tra cui fotografie e testi vari. Interessante è anche l’area inerente al ‘ndocciata del 1996, in cui sono esposti documenti che testimoniano la vivace celebrazione a cui prese parte papa Giovanni Paolo II.

Museo del Rame

Un museo piccolo, il cui percorso è tra i più interessanti del suo genere. Il Museo del Rame si sviluppa lungo un ampio corridoio, alle cui pareti sono conservate varie opere bronzee di valore inestimabile. Le reliquie sono di vario genere, si passa da semplici utensili per la cucina sino a un’interessante collezione numismatica o ancora a oggetti utilizzati nell’arredamento.
Il museo trova spazio all’interno della storica Ramera di San Quirico, non più in attivo da oltre 50 anni, che immerge i visitatori nel caratteristico ambiente da bottega artigianale.


 


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