Cosa vedere a Vicenza

Cosa vedere a Vicenza, la città di Palladio in onore al grande architetto che ha saputo trasformare l'architettura locale in un grande progetto unico nel suo genere. Ecco cosa vedere a Vicenza.

Cosa vedere a Vicenza, la
quarta città del Veneto

Vicenza è un comune, capoluogo dell’omonima provincia, di oltre 110.000 abitanti, situato a metà strada tra  Verona e  Venezia, in Veneto.
Si tratta della quarta città più popolosa della regione, superata da Venezia, Verona e Padova.

Vicenza è uno dei comuni tra i più pittoreschi del nord Italia, con una storia e cultura che hanno totalmente cambiato lo stile artistico europeo nel giro di pochi anni.
La città è anche nota con il nome di “Città di Palladio“, in onore alle incredibili gesta del celebre architetto padovano.

 Vicenza e Palladio

Andrea Palladio nasceva a Padova il 30 novembre 1508, i suoi genitori svolgevano lavori umili. Il padre, Paolo della Gondola, era un mugnaio e sua madre Marta una casalinga.
Lo scultore Vincenzo Grandi, suo padrino di battesimo, è il primo personaggio che avvicina Palladio alla scultura, al disegno, al progetto. 

Il giovane Palladio vive durante gli anni della guerra tra la Repubblica di Venezia, che allora dominava Padova, e gli eserciti degli stati europei e italiani.

Vicenza, la città di Palladio
A 13 anni entra come garzone nella bottega di Bartolomeo Cavazza, uno dei migliori tagliapietre della città.  Quando Andrea di Pietro della Gondola, nome battesimale di Palladio, fuggì dall’opprimente datore di lavoro, in pochi avrebbero immaginato che l’umile architetto avrebbe trasformato, nel giro di pochi decenni, non solo la sua città “adottiva”, ma anche la storia dell’architettura europea.

Tra il 1535 ed il 1538, il conte locale Giangiorgio Trissino dal Vello d’Oro aveva notato il suo spiccato talento, tanto che, dopo averlo assunto per il cantiere della sua villa, lo aveva preso sotto la sua protezione. È stato proprio Trissino a dargli il soprannome di Palladio. Il conte finanziò al giovane gli studi nelle antiche rovine di Roma, da cui apprese la sua celebre tecnica artistica greco-romana. Quando tornò a Vicenza, l’autodidatta iniziò a produrre i suoi straordinari edifici, strutture con raffinatezza e semplicità rustica.

Il genio ha poi trasformato Vicenza e le sue ville circostanti in un grande patrimonio mondiale dell’UNESCO. Eppure, la quarta città del Veneto è più che solo eleganti portici e balaustre.
Scopriamo i gioielli che Vicenza ospita nel suo centro urbano.

Cosa vedere a Vicenza

La città di Vicenza non offre ai turisti delle vere e proprie attrazioni turistiche, bensì i visitatori potranno godere della magnifica architettura e delle opere d’arte qua presenti.
Tra palazzi e ville, per scoprire Vicenza bisognerà vestirsi comodi e prepararsi ad una lunga, ma piacevole, passeggiata.

Palazzo Leoni Montanari

Vicenza, centro storico

Il Palazzo Leoni Montanari è l’edificio che ospita una delle tre Gallerie d’Italia, situate anche a Milano e Napoli. L’esterno dell’edificio è costituito, all’ingresso, da un peculiare arco con raffigurazioni a mezzobusto di animali mostruosi.

Recandosi nel porticato è possibile osservare altri tre archi che ricorrono nello stesso stile di quello all’ingresso. Da qua, alzando lo sguardo verso sinistra, è vedibile una nicchia con una raffigurazione del Genius Loci, un’entità naturale e soprannaturale legata al culto della religione romana, spesso identificata con Apollo, il dio greco.

Piano Terra del Palazzo Leoni Montanari

All’interno ci si troverà immediatamente nella Sala delle Arti, dove un particolare camino con una cornice in marco rosso di Verona caratterizza l’intero ambiente.

Nel pianerottolo del piano terra sono visibili alcune decorazioni in stile barocco, create con stucco, tipico di  molte delle aree dell’edificio. Qui sono situate quattro statue che rappresentano le stagioni.

Piano Nobile del Palazzo Leoni Montanari

Dalla sala, percorrendo un ampio scalone, ci si reca nel Piano Nobile del Palazzo, il piano delle antiche dimore patrizie, che svolgeva in tempi passati funzione di rappresentanza.  L’intero piano è decorato con affreschi, decorazioni a stucco e ricche collezioni di oggetti artistici.

In molte sale del Piano Nobile è presente una ricca collezione di oltre cinquanta dipinti, tutti firmati da autori illustri. Nonostante anche oggi sia apprezzabile, nel tempo i precedenti proprietari hanno rielaborato le stanze facendo perdere parte del fascino originario.

Opere di rilievo nel Palazzo Leoni Montanari

Le altre sale del Palazzo, come quelle dell’Antico Testamento e quella dell’Antica Roma, ospitano opere dell’epoca romana.
Una recente aggiunta è la particolare scultura di Agostino Fasolato, intitolata “La caduta degli angeli ribelli“, scolpita in un unico blocco di marmo di Carrara raffigurante 60 angeli e demoni.

A completare la già ricca esposizione, è presente una collezione di oltre 400 icone russe sacre, piccoli affreschi religiosi.

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Teatro Olimpico

Vicenza, teatro olimpico

Una delle più celebri opere di Palladio è il Teatro Olimpico, situato all’interno del Palazzo del Territorio, all’estremità di corso Palladio e dinnanzi a piazza Matteotti.

Il Teatro Olimpico è stato il primo e più antico teatro stabile coperto dell’epoca moderna ed è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dal C.E.H.R., come per altre opere di Palladio.

L’interno del Teatro Olimpico

La struttura interna del Teatro è una rappresentazione rimodernata dei teatri all’aperto dell’epoca greco-romana, con una platea da 470 posti costruita a forma di mezza luna.

Entrando dal palcoscenico il primo dettaglio artistico che si nota è il soffitto, interamente affrescato con i colori azzurro e bianco in modo da rappresentare il cielo di una limpida giornata.

La facciata e la storia del Teatro Olimpico

La facciata che separa il palcoscenico con il retroscena è tipica degli edifici dell’epoca greco-romana, con sculture di marmo bianco e con un soffitto, quello al di sopra del palcoscenico, ricco di affreschi vari.

Il Teatro Olimpico ha rappresentato una rivoluzione per gli spettacoli d’arte classica. Migliaia gli appassionati giunti dalle tutta Italia per assistere al primo spettacolo, nonostante solo 470 erano i posti disponibili. Venne rappresentata una tragedia greca, quella dell’Edipo Re di Sofocle.

Oggi, i più grandi artisti italiani ed internazionali di opera, classica e jazz sono spesso ospitati sullo straordinario palcoscenico vicentino.

Palazzo Chiericati

Vicenza, visitare Palazzo Chiericati

Altro capolavoro firmato Palladio, il Palazzo Chiericati è stato progettato nel 1550 per conto di Girolamo Chiericati, uno dei più importanti conti vicentini dell’epoca.

Completato alla fine del 17° secolo rispettando rigorosamente il disegno originario, il comune della città di Vicenza lo aveva acquisito nel 1839 dalla famiglia dei Chiericati. L’obiettivo della città era di allestire un’esposizione civica di collezioni d’arte, cosa che avvenne il 18 Agosto del 1855, giorno dell’inaugurazione.

Piani superiori del Palazzo Chiericati

Entrando nel Palazzo Chiericati, si notano immediatamente le sfarzose decorazioni cinquecentesche ad affresco firmate Domenico Brusasorzi e Battista Zelotti, rispettivamente decorarono le “Sala del Firmamento & Sala d’Ercole” e “Sala del Concilio degli Dei“.

Al Piano Nobile dell’edificio è possibile ammirare altri affreschi creati da Brusasorzi, nella Sala delle Virtù Civili, e da Battista del Moro, nella Sala della Colonna Traiana.

Piano interrato del Palazzo Chiericati

Più di recente, precisamente nell’ottobre del 2012, è stata inaugurata la riapertura del piano interrato, dove sono presenti le fondamenta delle antiche “casette Chiericati”, datate 14° e 15° secolo.
Tra cantine e cucine possono essere ammirati il camino, il pozzo e la suggestiva scala delle botti.

Sempre in questo piano è visibile la “roggia del Collo”, affluente del fiume Bacchiglione coperto con volta circolare risalente al 13° secolo, che delimitava ad ovest l’area cosiddetta dell’Isola, dove sorge Palazzo Chiericati.

Opere di rilievo nel Palazzo Chiericati

Tra le opere esposte troviamo il The Four Ages di Anthony Van Dyke e il ritratto di Maddalena Campiglia, firmato Alessandro Maganza. Nel palazzo è presente anche un piano privato con la collezione del marchese Giuseppe Roi, tra i nomi più celebri dei dipinti conservati spiccano quelli di Tiepolo e Picasso.

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Villa La Rotonda

Vicenza, visitare Villa La Rotonda

La Villa La Rotonda è una delle altre opere di rilievo di Palladio. La realizzazione di quest’opera è avvenuta grazie al commettente vicentino Paolo Almerico, poeta ed amante della letteratura.

Storia della Villa La Rotonda

Il poeta aveva deciso a farsi costruire una propria dimora alla porte di Vicenza. Lo scopo era quello di ritirarsi una volta conclusa la carriera presso la corte papale di Pio III° e Pio V°, a Roma.

La costruzione dell’edificio era iniziata nel 1567 e completata abbastanza rapidamente. Già nel 1571 Almerico risiedeva nella sua nuova villa firmata Palladio.
Ora l’abitazione è di proprietà di una importante famiglia veneziana, a partire dal 1911.

L’edificio della Villa La Rotonda

Palladio aveva progettato oltre 20 ville nella sua vita, e tra quelle costruite unicamente La Rotonda presenta una struttura a cupola con sala centrale circolare, inscritta all’interno di un’area quadrata con 4 facciate identiche e 6 colonne in perfetto stile ionico.

L’oramai artista, e non più semplice architetto, Palladio aveva realizzato questo progetto seguendo un concetto sacrale adottato una pianta ed una struttura diffusa nell’architettura sacra del 15° e 16° secolo.

Questo è il prodotto dei suoi lunghi studi archeologici durante i suoi ritiri nella città di Roma, ove aveva studiato anche le costruzioni in pieno splendore di allora, come ad esempio il Tempietto di San Pietro in Montorio.

Ora già dall’esterno la Villa si presenta come un piacere per gli occhi. La graziosa cupola corona la struttura dal bianco limpido e all’interno numerosi affreschi trompe l’œil caratterizzano l’ambiente che si innalza sino alla cima dell’edificio.

Palladio Museum

Il Palladio Museum è il centro museale dedicato all’omonimo architetto. Il museo è ospitato all’interno di un altro pregevole edificio di Vicenza, il Palazzo Barbarano, Patrimonio UNESCO.

Il tour del museo trasporta il visitatore in un viaggio nel tempo, tra vita ed opere di Palladio. Tra le prime esposizioni che si incontrano sono i modellini di tutte le creazioni del genio, comprese quelle già nominate da noi. Si prosegue attraverso alcuni dei ritratti del Palladio, raffigurazioni molto discordanti tra loro, tanto da far sembrare l’architetto un personaggio diverso ogni volta.

Museo Diocesano

Il Museo Diocesano ospita ed espone numerosi cimeli artistici del cristianesimo antico, focalizzando con particolare interesse il visitatore verso la storia di Vicenza. 

Le 11 sale presenti nel museo espongono reperti archeologici risalenti dall’età romana paleocristiana sino all’arte sacra del 15°-17° secolo, riservando una piccola area riservata all’oreficeria alla conclusione del percorso.

Il Museo Diocesano è situato in Piazza Duomo ed è visitabile tutto l’anno da martedì a domenica, festivi esclusi, l’ingresso ha un costo di 5 euro per il biglietto intero, 3,50 per i minorenni e 7 per le famiglie.

Il Duomo di Vicenza

Vicenza, visitare il Duomo

La Cattedrale di Santa Maria Annunciata, nome ufficiale del Duomo di Vicenza, è il principale edificio religioso della città e risale al 13° secolo, anche se nei secoli è stata riprogettata più volte. Ora il Duomo presenta un piacevole stile tardo gotico.

È probabile che anche questo edificio abbia avuto la mano di Palladio. Nel portone  d’ingresso a nord, la cupola e nella Capella Alberico sono presenti diversi riferimenti allo stile artistico dell’artista.

Secondo molti studiosi, nel terreno in cui ora sorge la Cattedrale un tempo, probabilmente, era costruita un’abitazione privata.

All’interno del Duomo è possibile visitare l’area archeologica sottostante all’edificio. Nell’area archeologica è possibile osservare l’ampia trasformazione che l’edificio ha osservato col passare dei secoli, con resti e cimeli. 

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