Cosa vedere a Todi, la cittadina collinare umbra
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Cosa vedere a Todi, la città
d’arte dell’Umbria

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Cosa vedere a Todi, mappa
© Yandex maps

icona-articoloA metà strada tra Perugia e Terni, distante da entrambi 42 km, troviamo Todi, cittadina dell’Umbria posizionata su dolci colline da cui godere di panorami meravigliosi. Todi è definita la città più vivibile del mondo, un agglomerato medievale elegante da cui si può godere della vista sulla Valle del Tevere.

 

Cenni storici

Cosa vedere a Todi, centro storicoTodi è una città decisamente antica e le sue origini la ricordano fondata dagli Etruschi intorno al I secolo a.C., periodo in cui venne realizzata la prima cinta muraria. Nello stesso secolo il borgo umbro divenne Municipio Romano, i cui resti sono ancora visibili nelle Cisterne, ritrovate sotto Piazza del Popolo. Durante il Medioevo Todi diventa città fortificata e governata da numerosi feudatari, i quali delineano i confini territoriali. Siamo intorno all’anno Mille quando la città inizia davvero a prosperare, tornando a essere libero Comune nel XII secolo.

La crescita si arresta intorno alla metà del XIV secolo quando Todi vide un graduale decadimento, interrotto  verso la fine del 1500 quando gli impulsi del Vescovo Cesi ritornarono a dare i suoi frutti. In questi anni vennero realizzati molti dei progetti architettonici ancora oggi da inserire tra le cose da vedere a Todi. Fino al 1860 Todi fu governata dalla Chiesa prima di entrare nel Regno d’Italia.

 

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Cosa vedere a Todi

Piazza del Popolo

Cosa vedere a Todi, Piazza del Popolo

Iniziamo la nostra passeggiata per scoprire cosa vedere a Todi dalla Piazza del Popolo, il fulcro della città. Nonostante Todi sia una città collinare, con numerose salite e discese, la piazza è completamente pianeggiante. Furono i romani a costruirla, con una pavimentazione di 98 metri di lunghezza per 45 metri di larghezza sorreggendola con un sistema di cisterne. In questo modo riuscirono a creare una piazza completamente piatta.

Le stesse cisterne rappresentano un’attrazione, protagoniste dei tour sotterranei che oltre a mostrare l’ingegnoso sistema offre una veduta sui tanti pozzi e gallerie, compreso il complesso sistema idraulico sempre realizzato dagli antichi romani. In superficie, invece, la Piazza del Popolo è sede di alcuni degli edifici di maggior rilievo come il Palazzo del Popolo, il Palazzo del Capitano, il Palazzo dei Priori e la Cattedrale di Maria Santissima Annunziata, il Duomo cittadino.

 

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Palazzo del Popolo

Cosa vedere a Todi, il Palazzo del Popolo

Il Palazzo del Popolo, noto anche come Palazzo del Podestà, è uno degli edifici pubblici più antichi d’Italia. Originariamente creato per essere sede del Podestà, la sua costruzione risale ai primi anni del XIII secolo ma quello che è oggi ammiriamo è il risultato di centinaia di anni di restaurazioni e rielaborazioni architettoniche. Nelle sue origini l’edificio era sviluppato su due piani e l’ingresso era caratterizzato da un porticato mentre al primo piano ospitava la sala di riunione del Consiglio Generale di Todi, che aveva il compito di eleggere i consoli.

Nella prima metà del XIII secolo il palazzo si rivelò troppo piccolo per le esigenze del comune. Venne quindi rialzato di un piano e il suo ingresso spostato nell’area in cui si trova ancora attualmente. Qualche secolo dopo, precisamente nel 1523, venne costruita la torre campanaria affacciata sulla vicina piazza Garibaldi. Infine, all’inizio del XX secolo, l’intero edificio venne restaurato con l’aggiunta di un coronamento di merli. Esternamente il palazzo si presenta in stile gotico, con la peculiarità di ospitare un basso porticato.Un cavalcavia costruito nel XVII secolo unisce il Palazzo del Popolo con quello del Capitano che era la sede del potere giudiziario, i quali ospitano all’ultimo piano il Museo Civico Pinacoteca, aperto dopo una ristrutturazione nel 1997.

 

Museo Civico Pinacoteca

Cosa vedere a Todi, Museo civico
Il Palazzo del Capitano, Todi

Il Museo Civico di Todi è situato negli ultimi piani del Palazzo del Capitano e del Palazzo del Popolo. All’interno è possibile conoscere la storia del territorio, illustrata con numerosi cimeli, di particolare importanza culturale, che testimoniano alcuni dei più importanti avvenimenti di Todi.

Tra le opere esposte spicca la lastra marmorea del X secolo raffigurante San Fortunato, San Cassiano e il Cristo Redentore. Da non sottovalutare anche il modello ligneo del tempio della Consolazione, datato 1571 e attribuito a Ventura Vitoni. Ecco come è distribuito il Museo Civico di Todi.

  • Sezione Archeologica
    La sezione dedicata all’archeologia testimonia principalmente i legami commerciali tra la città di Todi e di quella che una volta era Volsinii, ora Orvieto. Tra i reperti di maggior rilievo citiamo le ceramiche attiche con figure nere e rosse, alcuni oggetti adibiti a uso domestico e alcune terrecotte che si presentano ancora con la stessa colorazione rossa.
  • Sezione Numismatica
    Nell’area numismatica sono esposte numerose monete di epoche e località differenti. Tra le più ammirevoli citiamo quelle preromane, greche, romane repubblicane e imperiali, ostrogote, bizantine, medievali e moderne. La collezione esposta è composta da un totale di 1475 esemplari.

  • Sezione dei tessuti
    Nella terza sezione, quella dedicata ai tessuti, sono osservabili diversi manufatti artigianali provenienti da varie epoche e territori. Da notare in questa sezione l’altissima qualità dei paramenti sacri.
  • Sezione delle ceramiche
    Si prosegue attraverso alla sezione delle ceramiche, con oggetti risalenti ad un arco cronologico compreso tra il secolo VIII e il XVIII secolo. Da osservare con cura è la sala in cui sono esposti i cimeli, graziosamente affrescata in un periodo compreso tra il XVII e il XX secolo.
  • Pinacoteca
    Per ultima e non meno importante è la Pinacoteca, dove sono esposte alcune delle migliori opere artistiche del territorio, tra cui la pala di Giovanni di Pietro, raffigurante l’incoronazione della Vergine. Non da meno anche la sezione della pinacoteca dedicata alle opere di Fenzoni, celebre per aver lavorato a Roma su commissione del Papa Sisto V e voluto a Todi per volere del vescovo Angelo Cesi.

Cattedrale dell’Annunziata

Cosa vedere a Todi, DuomoIl Duomo cittadino, intitolato a Maria SS. Annunziata, è stato realizzato tra il XII secolo e completato solo nel XIV secolo, quasi 300 anni di lavori per realizzare uno tra gli edifici più interessanti tra le cose da vedere a Todi.  La sua facciata è anticipata da una magnifica scalinata monumentale e ancora prima di percorrerla merita ammirare il rosone centrale e il portone di legno, due caratteristiche che valorizzano l’intero prospetto realizzato nel Duecento, come anche il campanile posto sulla destra dell’ingresso.

All’interno merita attenzione l’altare gotico e le arcate che propendono verso una quarta navata divisa in sette cappelle, valorizzate da un affresco e da una serie di opere d’arte.
La cripta conserva invece tre sculture in origine presenti sulla facciata.

 

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Chiesa di San Fortunato

Cosa vedere a Todi, la Chiesa di San Fortunato

Allontaniamoci davvero di qualche passo per trovare la Chiesa di San Fortunato, intitolata al Santo Patrono della città e descritta come la più affascinante della città. Iniziata alla fine del XII secolo e completata nel 1465, si presenta in un piacevole stile gotico.
Nell’area superiore della facciata è presente una parte non conclusa dovuta alla morte dell’architetto, nel 1458, che a sua volta aveva proseguito i precedenti lavori del 1415

Al suo interno la Chiesa di San Fortunato si presenta con tre navate in cui quella di destra è più recente rispetto al resto, realizzata nel XIV secolo. Tra le cappelle presenti merita osservare con cura la quarta cappella di destra dove è presente un frammento dell’affresco Madonna con bambino e angeli, realizzato nel 1432 da Masolino da Panicale. Nella cripta è ospitata un’urna sepolcrale, che conserva le ossa dei santi protettori della città: San Fortunato, San Callisto, San Cassiano e le SS. Degna e Romana. In un monumento situato sulla parete di sinistra sono conservati i resti di Jacopone da Todi, celebre poeta medievale del XIII secolo, autore di numerose laudi religiose in latino volgare.

 

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Piazza Garibaldi

Cosa vedere a Todi, Piazza Garibaldi

Ritorniamo in direzione Piazza del Popolo per raggiungere un’altra piazza, anch’essa da inserire tra le cose da vedere a Todi. Siamo nella Piazza Garibaldi, in passato nota come Piazza San Giovanni per la chiesa che in passato era presente, demolita nel XIII secolo. Riconoscibile per la statua posta in centro, che raffigura proprio Garibaldi e che celebra il passaggio del condottiero proprio da Todi.

Da qua è possibile vedere una porzione del Palazzo del Popolo affiancato al Palazzo delle Poste e dei Telegrafi, realizzato nel 1471 come sede del Monte di Pietà.

 

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Tempio di Santa Maria della Consolazione

Cosa vedere a Todi, Tempio di Santa Maria della Consolazione

All’esterno dell’ultima cerchia muraria troviamo l’ultima tra le cose da vedere a Todi. Siamo di fronte a un simbolo del Rinascimento, il Tempio di Santa Maria della Consolazione ha richiesto quasi un secolo di lavori, iniziati nel Cinquecento. Molto diverso rispetto il resto delle costruzioni, il tempio si presenta a croce greca e al suo interno conserva La Madonna con Bambino e lo Sposalizio di Santa Caterina d’Alessandria, icona sacra che l’ha reso meta di pellegrinaggi dei viandanti in cerca di cura per le proprie malattie.

Il tempio è anche tra gli edifici più alti della struttura, ben 72 metri di altezza raggiunti grazie a una cupola a tamburo.

 

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La gastronomia di Todi

La gastronomia di Todi

Qualsiasi escursione in una delle località italiane non può mai prescindere da una tappa ristoratrice.

Sedetevi in uno dei ristoranti della città e assaggiate il pan nociato, chiamato anche pan caciato, un piccolo panetto composto da noci, formaggio ed uvetta. Non dimenticate di ordinare anche la palomba alla ghiotta, il piatto per eccellenza e talmente radicato nel territorio da essere protagonista di una sagra che riempie la frazione Cecanibbi di Todi.
Le palombe vengono preparate allo spiedo, spennellate con olio e rosmarino e completate con tanti ingredienti secondo la propria personale tradizione. Le tante varianti, alcune davvero al limite della tradizione, prevedono prosciutto, capperi ed acciughe.

Altro piatto da provare, o meglio da chiedere nell’attesa, sono i crostini alla norcina, preparati con olio, aglio, alici e il delizioso tartufo di Norcia, pregiato e dal sapore deciso ed equilibrato. Il tartufo di Norcia si raccoglie dal 15 novembre al 15 marzo.

Per accompagnare i piatti ordinati vi consigliamo un calice di Grechetto di Todi DOC, un bianco dalle noti floreali e fruttate.

Ultimo aggiornamento 29 settembre 2021


 

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