Cosa vedere a Sondrio, capoluogo della Valtellina

Cosa vedere a Sondrio, capoluogo della Valtellina


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Cosa vedere a Sondrio

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Cosa vedere a Sondrio, mappa
© Apple Maps

icona-articoloNell’area nord-orientale della Lombardia, isolata da tutte le principali arterie autostradali, troviamo la cittadina di Sondrio. Capoluogo dell’omonima provincia e casa di meno di 22.000 abitanti, Sondrio è una delle mete più amate nelle Alpi italiane.

Contornata dalle Alpi Retiche e Orobie e ai piedi del Monte Rolla, la città di Sondrio è caratterizzata da un piccolo centro storico e da tante e piccole strette vie. Ci sono numerosi palazzi, musei e monumenti che meritano di essere visitati. Raggiungere Sondrio non è molto semplice, ma una volta giunti ci aspetta una località assolutamente da scoprire e ammirare.

Cenni storici

Cosa vedere a Sondrio, veduta con la neve

La città di Sondrio trova le sue origini nel periodo longobardo anche se il suo territorio era abitato già in epoca romana, quando la città era sotto il governo di Como. Qui sorse un castello fondato sotto il volere del vescovo di Como che controllava, dalla sua posizione, l’intera cittadina e i suoi dintorni, fino alla Valmalenco. Fu Enrico III di Franconia che nel 1040 diede la città alla famiglia dei Capitanei, i quali diedero il via alla realizzazione del Castello di San Giorgio, ora Monastero di San Lorenzo, e del Castel Masegra, passato poi alla famiglia Beccaria e poi a quella svizzera dei Salis.

Durante le lotte interne dei comaschi guelfi e ghibellini, Sondrio parteggiò per i guelfi, finendo distrutta nel 1309. Per prevenire ulteriori possibili attacchi dai ghibellini, Sondrio si cinse dietro una palizzata nel 1318 prima di concludere, nel 1325, delle vere mura. Dieci anni dopo la città, insieme a Como, cadde nelle mani dei Visconti e nel 1450 cedette agli Sforza. Nel secolo successivo, dopo una decina d’anni di dominio francese, Sondrio divenne dominio dei Grigioni, spostando la sede da Trevisio a Sondrio. Nel 1620 la rivolta contro i Grigioni fece scappare i dominatori, grazie all’intervento dei spagnoli. Nel 1623 gli spagnoli capitolarono a papa Gregorio XV intento a trovare una soluzione tra la guerriglia scoppiata fra Francia e Spagna per il controllo della Valtellina. La Lega d’Avignone, fallito il tentativo di mediazione, cercò quindi di recuperare con un’attacco in armi la Valtellina.

L’anno successivo i Collegiati conquistarono prima Tirano e poi Sondrio, prima che i lanzichenecchi a loro volta entrarono in Valtellina a cui fece seguito la devastante peste. Il duca di Rohan conquistò la valle nel 1635 e nel 1639 il Capitolato di Milano la fece tornare ai Grigioni. Il XVIII secolo si rivelò portatore di numerose spese per fronteggiare, tra l’altro, i danni provocati da alluvioni e per la realizzazione di numerose opere. Fu nel 1797 che Sondrio decise di staccarsi dai Grigioni per entrare nella Repubblica Cisalpina, diventando capoluogo del Dipartimento dell’Adda e Oglio.

Con il passaggio sotto la dominazione austriaca, datata 1814, Sondrio fu resa centro politico dell’omonima provincia. Anni dopo, nel 31 ottobre del 1839, sotto decreto dell’Imperatore Ferdinando I, il borgo di Sondrio fu elevato al rango di città regia. In concomitanza a tal evento, la città di Sondrio vide un vero e proprio boom demografico, che sviluppò il centro abitativo verso sud, grazie il quale sorse l’odierna Piazza Garibaldi.

Nel 1885 fu inaugurato il tratto di ferrovia Colico-Sondrio, che diede il forte impulso necessario per dar il via a una serie di scambi commerciali e culturali, oltre che all’avvento del turismo. Il secondo dopoguerra rappresentò un fondamentale punto di svolta per Sondrio, che vide nascere una periferia moderna con diversi nuovi quartieri, ma con un centro storico vittima di contingenti danni subiti dagli scontri, ancora oggi in fase di recupero.

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Cosa vedere a Sondrio

La città di Sondrio è la più piccola della Lombardia e le sue dimensioni permettono di visitarla completamente a piedi o in bicicletta in una sola giornata. La sua geografia non le ha permesso di crescere come le altre città della regione ma rimane una delle città perfette per scoprire la Valtellina e le sue tante località.

Per scoprire cosa vedere a Sondrio si dovrà raggiungere la piazza principale, Piazza Garibaldi, da cui iniziare a percorrere i tanti vicoli, spesso caratterizzati da antiche botteghe che contrastano i negozi più moderni, come quelli di Galleria Campello.

 

Piazza Garibaldi

Cosa vedere a Sondrio, Piazza Garibaldi

Nel cuore della città di Sondrio, a poca distanza dall’affluente del fiume Adda, è presente la principale piazza della città e la prima cosa da vedere a Sondrio: Piazza Garibaldi.
Caratterizzata da un’ampia forma rettangolare, la piazza sorge dove un tempo vi era una zona rurale.

Con l’arrivo degli Asburgo nel XVIII secolo la Strada Regia Postale, una delle arterie principali di Sondrio, venne prolungata sino a formare il centro attuale di Sondrio, con annessa la Piazza Garibaldi. Con l’Unità d’Italia la piazza fu rinominata in onore di re Vittorio Emanuele II fin quando poi non venne costruito il monumento scultoreo di Garibaldi, a cui poi fu dedicata. Oggi nella piazza spiccano due tra i principali edifici di tutta Sondrio: il Teatro Sociale, inaugurato nel 1824, e l’imponente Grand Hotel della Posta, costruito nel 1855.

 

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Piazza Campello

Cosa vedere a Sondrio, Piazza Campiello

Proseguiamo la nostra passeggiata per scoprire cosa vedere a Sondrio dirigendoci in Corso Italia, dove raggiungeremo il centro medievale cittadino. La storia del centro storico ebbe inizio quando la città era sotto il dominio del governo austriaco, in questo periodo l’ingegnere Carlo Donegani progettò la Strada Regia Postale. Da qua si era sviluppata poi la Piazza Campello, il cui scopo originario era principalmente ecclesiastico. Qua venne costruita l’ancor oggi presente Chiesa intitolata ai Santi Gervasio e Protasio, risalente al XII secolo.

Ciononostante a simboleggiare la bellezza e l’importante di Piazza Campello vi è la Torre Ligariana, situata nel lato nord-occidentale del largo. Oggi la Torre Ligariana è adibita per svolgere due compiti: quello da Torre Civica e da campanile. Nelle sue origini la torre doveva misurare oltre 80 metri ma il progetto, a cura dell’architetto Pietro Ligari, risultò eccessivamente costoso. Venne quindi ridotto a 50 metri e sfruttando unicamente materiali grezzi. La struttura oggi è di otto campane, perfettamente conservata. Ligari non vide mai la sua opera conclusa, scomparve infatti prima della sua inaugurazione ufficiale.

 

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Palazzo Pretorio

Cosa vedere a Sondrio, Palazzo PretorioAlle spalle di Piazza Campello troviamo uno degli edifici di maggior rilievo della città di Sondrio. Parliamo del Palazzo Pretorio, sede comunale, caratterizzato da un’eccezionale cortile, che venne restaurato nel 1915. Originariamente adibito a sede governativa e giudiziaria del comune di Sondrio, la lavorazione aveva lo scopo di rimodernare le decorazioni e le luci dell’ambiente interno.

Le sue origini risalgono alla metà del XV secolo durante il periodo in cui Sondrio era parte dell’attuale Canton Grigioni e la prima ristrutturazione avvenne nel 1553. In questa data venne eseguito un notevole ampliamento. L’edificio si presenta con una struttura a forma di U e si sviluppa per tre piani mentre al centro dei due lati sorge il cortile. Il cortile è acciottolato e permette di congiungere il Palazzo Pretorio all’ex Palazzo di Giustizia.

 

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MVSA – Museo Valtellinese di Storia e Arte

Il nostro itinerario della scoperta delle cose da vedere a Sondrio vira verso uno dei centri museali più caratteristici delle Alpi Italiane. Parliamo del Museo Valtellinese di Storia e Arte, abbreviato in MVSA, situato in un palazzo del XVIII secolo originariamente dimora storica di una nobile famiglia dei Grigioni.

Fondato nel 1947, il Museo di Sondrio ha avuto origine grazie a un gruppo di studiosi che verso la fine del XIX secolo raccolsero testimonianze storiche del territorio. Dopo aver istituito una sezione di Arte Sacra del Museo Diocesano, il museo venne nel 1961 trasferito nel Palazzo Sassi de Lavizzari, uno tra i migliori gioielli architettonici della città. Il complesso ospita, al pianterreno, una esposizione di arredi storici, dipinti e collezioni artistiche antiche. Spostandoci al secondo piano si incontra invece la Pinacoteca, situata nella sala del Cinquecento, e un’area dedicata all’oreficeria.

 

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Cinta muraria

Cosa vedere a Sondrio, veduta panoramica

 

 

Altro simbolo di Sondrio è la sua cinta muraria, costruita e quindi dotata del caratteristico fossato. La sua realizzazione risale al 1318 e per lungo tempo è stata la testimonianza dell’ostilità nei confronti di Como. Alle origini, l’accesso a Sondrio avveniva tramite due porte: Porta de Praga e Porta di Cugnolo, quest’ultima situata nei pressi del Palazzo Martinengo.

Con il passare degli anni vennero costruiti altri due ingressi, parliamo della Porta del Mallero, nei pressi del ponte che congiunge a Piazza Vecchia, e della Porta di Foppa.
Le mura vennero demolite nel XIV secolo ma sono osservabili alcuni resti nell’area giardino del Palazzo Sassi de Lavizzari, quello che conduce al Museo Valtellinese di Storia e Arte.

 

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Castel Masegra

 

Cosa vedere a Sondrio, Castel Masegra

Concludiamo la nostra visita a Sondrio con un’altra delle eccellenze che compongono i simboli della città, il Castel Masegra. Costruito tra il XIII e il XIV secolo, fu soggetto a numerose distruzioni e consecutivi restauri.

Internamente oggi il Castello di Masegra si presenta con sale abbastanza sobrie, questo a causa degli arredi che nel tempo sono stati persi. Tuttavia la bellezza intramontabile dell’edificio resta la stessa di sempre, con magnifici affreschi del XVI secolo e decorazioni rinascimentali. Nella torre colombaia è possibile visitare la camera picta, caratterizzata da un’affascinante serie di affreschi rappresentanti episodi dell’Orlando furioso, celebre opera di Ludovico Ariosto.

Oggi il Castello è anche sede del Museo Storico Castello Masegra, in cui sono ospitati reperti e illustrazioni che testimoniano il periodo della dominazione dei Grigioni, durata ben 3 secoli.

Ultimo aggiornamento 24 maggio 2021


 

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