Cosa vedere a Santa Cruz, Bolivia

Cosa vedere a Santa Cruz, la città boliviana


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Cosa vedere a Santa Cruz, Bolivia

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Cosa vedere a Santa Cruz, mappa
© Apple Maps

icona-articoloIl suo nome completo è Santa Cruz de la Sierra, ma il mondo la conosce semplicemente come Santa Cruz. La città è situata nel cuore della Bolivia, in pianura a differenza delle altre località del Paese, tutte arroccate sulle Ande. Santa Cruz è uno dei centri economici più importanti della Bolivia ed è la città più popolosa dello Stato. Lo sviluppo non ha cancellato le sue tradizioni, espresse anche attraverso la cucina locale.

Siamo in quella che probabilmente è la parte meno conosciuta della Bolivia ma è anche una delle località che merita assolutamente di visitare, specie se si è scelto di esplorare la parte est della Bolivia. Già, perchè a differenza della parte occidentale, la regione di Santa Cruz non è ancora entrata nei circuiti turistici, generalmente orientati verso  ⇒ La Paz oppure ⇒ Sucre o anche ⇒ Copacabana oppure  verso il lago d’alta quota ⇒ Titikaka.

La parte orientale della Bolivia è anche molto diversa geograficamente, temperature calde e pochi rilievi anche se basta salire a 800 metri di altitudine per trovare il clima ideale. Santa Cruz è anche la parte più ricca della Bolivia e diverse sono le aziende che l’hanno scelta come sede commerciale, fra cui anche le principali emittenti televisive e radiofoniche. La disponibilità di lavoro ha permesso a Santa Cruz di crescere anche numericamente. Sono molti i boliviani che l’hanno scelta come nuova residenza grazie anche a diversi grattacieli che negli ultimi anni sono sorti al posto di più classici condomini.
Inutile dire che la disponibilità alberghiera è ai primissimi livelli, hotel eleganti e hotel più economici si miscelano per offrire a qualunque tipologia di viaggiatore la scelta ideale.

Cenni storici

Cosa vedere a Santa Cruz, veduta della città
© Carlos Reis / Flickr

Oltre 2 milioni di persone vivono a Santa Cruz de la Sierra, una città davvero unica e con diverse etnie che convivono nel suo grande nucleo urbano. La sua storia ha inizio nel 1561, quando la città venne fondata dal conquistador spagnolo Ñuflo de Chávez, dandole il nome della sua città natale, nella regione dell’Estremadura. Santa Cruz rappresentava l’avamposto più isolato delle colonie spagnole in Sud America, i suoi dintorni non avevano ne miniere ne altre località interessanti da poter conquistare. I suoi coloni scelsero di cambiare il loro cognome con i nomi di paesi di Spagna e di Portogallo, prima di ospitare nuove popolazioni provenienti sia dalla Francia che dall’Italia.

Una seconda importante ondata migratoria avvenne proprio dal Sud America, più che altro famiglie perseguitate oppure in cerca di una seconda occasione. La città crebbe ulteriormente a livello di popolazione e a breve distanza venne fondata una nuova città, San Lorenzo de Frontera, destinata poi a fondersi assieme a Santa Cruz. Nel 1612 era arrivato il momento di creare una nuova città, quella di Vallegranda, realizzata per ospitare numerose famiglie perlopiù provenienti da Lima. La storia di Santa Cruz de la Sierra è destinata a cambiare radicalmente pochi anni dopo. Siamo nel 1621 e il re di Spagna diede l’ordine di trasferire l’intera città, un viaggio di ben 220 km per raggiungere la posizione attualmente conosciuta.

Le ragioni di questo insolito spostamento sono da ricercarsi nella poco sicura posizione in cui la città si trovava, troppo esposta agli attacchi delle tribu confinanti. Lo stesso fondatore era stato ucciso nel 1568 per mano della tribù Itatine. A conclusione dello spostamento, era arrivato il momento per i suoi abitanti di sviluppare l’economia. Venne avviata la produzione di riso, cotone, zucchero e anche frutta, dando una profonda crescita e prosperità a tutta la città. Alla fine del 1800 l’apertura di una via di comunicazione tra La Paz e la costa del Perù diede una profonda battuta d’arresto: l’importazione delle merci risultavano più economiche rispetto a quelle qua prodotte e trasportate su mulattiera.

Nella metà dello scorso secolo Santa Cruz venne definitivamente connessa con le altre città dando modo all’economia di tornare prospera e florida. Nello stesso periodo veniva realizzata la ferrovia che la connetteva con il Brasile, aprendo nuove rotte commerciali. Il seguente boom della frutta tropicale ha permesso alla città di diventare una piccola potenza economica, aiutata anche dall’agricoltura che ancora oggi produce arance, banane e caffè.

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Cosa vedere a Santa Cruz, Bolivia

Musei e chiese di Santa Cruz

Cosa vedere a Santa Cruz, la cattedrale di San Lorenzo
La cattedrale di San Lorenzo

Originale la forma circolare dell’insediamento urbano, con le vie principali che si sviluppano ad anello formando una serie di anelli concentrici. Tra le prime cose da vedere a Santa Cruz troviamo la Plaza Principal 24 de Septiembre, il fulcro storico della città, un’area verde curata con tanto di palme e alberi tropicali. Qui troviamo la principale chiesa della città, la Cattedrale di San Lorenzo, risalente al XIX secolo e costruita sui resti di una precedente chiesa. Salendo sulla torre dell’orologio si godrà di un panorama esclusivo della città.

A breve distanza merita subito una pausa il Museo de Arte (? indirizzo), l’edificio che contiene reliquie in oro e argento ma che viene visitata per la sua interessante e simpatica collezione di libri più piccoli al mondo. Al suo interno troverete sia mostre permanenti, perlopiù sculture e dipinti, che mostre temporanee. Altro museo da visitare è quello Etno-Folklórico (? indirizzo), dove avremo modo di visitare una collezione di armi, maschere, strumenti musicali e vestiti tipici di vari gruppi etnici della Bolivia Orientale.

Tra gli altri musei da visitare inserite anche il Museo Guaranì (? indirizzo), l’unico museo del paese che racconta la cultura della Bolivia Orientale. Al suo interno oltre 150 reperti recuperati dal popolo dei Guaranì, etnia presente anche in ⇒ Argentina, ⇒ Brasile meridionale e ⇒ Uruguay. Al suo interno sono presenti vasi in ceramica, strumenti musicali, maschere e oggetti utilizzati per la preparazione di ricette tradizionali. Non troppo distante, il Museo de la Ciudad “Altillo Beni” ( ? indirizzo), istituto aperto nel 2018 con lo scopo di diventare il principale museo della città. Qui sono presenti numerose opere d’arte e mostre che raccontano la storia di Santa Cruz de la Sierra da varie angolazioni. Merita anche dare uno sguardo alla Iglesia San Francisco, nato come ospizio nel 1856 con lo scopo di dare ristoro ai tanti missionari. La sua struttura, in stile toscano, è stata parzialmente ristrutturata nel 1921 e dal 1986 è annoverato tra i Monumenti Nazionali.

Tra gli altri musei da vedere a Santa Cruz, il Museo Historico Militar Heroes Del Chaco ( ? indirizzo), dedicato ai militari e agli eventi bellici che colpirono il Paese. Spostiamoci di poco per raggiungere ora la Casa Municipal de la Cultura Raúl Otero Reiche, dove sono in mostra le opere di artisti locali contemporanei. Vicino c’è il Museo Catedralicio de Arte Sacro nel quale sono custoditi manufatti in oro ed argento provenienti dalle missioni gesuite.

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Monumenti storici e culturali

Cosa vedere a Santa Cruz, il Museo Municipal di Vallegrande

Diversi i monumenti culturali e storici da vedere a Santa Cruz, territorio appartenente alla Gran Chiquitania, la grande regione racchiusa tra Ande, Paraguay e la foresta delle Amazzoni.  Parliamo di una regione che ricorda come furono i gesuiti a invadere pacificamente il territorio e di come in seguito spagnoli e portoghesi li cacciarono dalle loro missioni. Sei di queste missioni sono ora patrimonio mondiale dell’UNESCO.

La Bolivia è anche la terra di Ernesto Che Guevara e dei suoi guerriglieri che a Vallegrande insediarono il loro quartier generale. Qui venne sepolto Che Guevara dopo essere stato giustiziato nel 1967 a La Higuera. Proprio l’aula in cui venne ucciso oggi è adornata con diverse reliquie e al suo interno è stata anche realizzato un piccolo santuario. La maggioranza dei ricordi di Ernesto Che Guevara sono invece conservati al Museo Municipal di Vallegrande.

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Parchi e piazze

Cosa vedere a Santa Cruz, Jardin Botánico Municipal
Jardin Botánico Municipal

Torniamo alla piazza principale di Santa Cruz, la Plaza 24 de Septiembre, ricca di venditori ambulanti e di negozi, esattamente dove si affaccia la Cattedrale. Proseguiamo verso nord per raggiungere un’altra area verde, il Parque El Arenal, un giardino pubblico caratterizzato da un bel lago al centro del quale spicca una piccola isola sulla quale si trova un museo etnografico con oggetti di artigianato indigeno.

Superati i primi due anelli viari di Avenida Cañoto e Avenida Uruguay, si entra nella seconda parte della città caratterizzata da Plaza del Estudiante e il Palacio de Justicia, oltre al Zoológico Municipal Noel Kempff Mercado, il giardino zoologico con numerose specie animali. Il giardino, come il Museo de Historia Natural Noel Kempff Mercado, situato lungo la Avenida Irala, porta il nome dello studioso di scienze naturali ucciso dai trafficanti di droga, al quale è dedicato.

Per gli amanti della natura, una meta obbligata è il Jardin Botánico Municipal, risalente al ventesimo secolo. Al suo interno vivono numerose specie di flora tropicale, tipiche della Bolivia, qui tutelate per volere dell’amministrazione locale.

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La gastronomia della Bolivia

Cosa vedere a Santa Cruz, la gastronomia della Bolivia

La gastronomia della Bolivia ha come protagonista assoluta la carne, preparata in diverse maniere e con varianti che cambiano secondo i gusti di ogni famiglia.  La cucina della Bolivia è una cucina poco conosciuta che di fatto si basa su piatti semplici ma gustosi e la carne, dicevamo protagonista, è spesso proposta con accompagnamento di fagioli, patate e mais.

Da assaggiare i piatti tipici come il majao o il locro, a base di riso o il pipian, il masaco o il churrasco, caratteristiche pietanze che incuriosiscono e soddisfano con i loro profumi e i loro sapori che esprimono perfettamente la natura di questa terra.

Tra le altre ricette da provare in Bolivia troviamo l’Anticucho, uno spiedino di carne bovina, oppure la manioca, che qui viene spesso servita fritta con della   Llajwa, una salsa piccante preparata con peperoncino e pomodoro. La sera, magari nel vostro hotel, richiedete un bicchierino di Singani, un distillato all’uva.

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Quando visitare Santa Cruz

Cosa vedere a Santa Cruz, cartello stradale

Il clima della Bolivia è molto vario così come il suo territorio. La bella Santa Cruz essendo in pianura ha un meteo piuttosto piovoso e le temperature non vanno mai sotto lo zero.

Il mese di Agosto ci propone la temperatura intorno ai 28° C e le piogge sono piuttosto scarse. Il mese più umido dell’anno è da considerare il Dicembre con il 70% di probabilità di pioggia ed i mesi più caldi sono quelli di Settembre e Ottobre con i 35° circa.

logo-marker I mesi migliori per visitare Santa Cruz in Bolivia sono Gennaio e Marzo quando le temperature non superano i 29° C.

Pronti a conoscere costumi e tradizioni di Santa Cruz? Non resta che partire portando con sé solo entusiasmo e desiderio di scoperta, con prudenza, ma senza preconcetti sulla pericolosità del Paese.

Ultimo aggiornamento 13 aprile 2021


 

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