Cosa vedere a San Marco D’Alunzio in Sicilia

Cosa vedere a San Marco D’Alunzio in Sicilia, il borgo medievale sulla cima del Monte Castro nella provincia di Messina, nato come insediamento greco nel 400 a.C. e oggi cittadina di quasi 2000 abitanti. Tra le cose da vedere a San Marco d'Alunzio segnaliamo le rovine del castello di San Marco assieme alla sua chiesa, entrambi risalente al periodo di dominazione normanna. Imperdibile anche il Museo Bizantino-Normanno, la maggiore attrazione del paese. Ecco cosa vedere a San Marco d'Alunzio, Messina.

San Marco D’Alunzio,
il borgo di Messina

icona-articoloCi troviamo sulla cima del Monte Castro, a pochi chilometri dal Parco dei Nebrodi nella provincia di Messina. E’ qui che nel IV secolo nasce il piccolo borgo di San Marco D’Alunzio, che oggi conta circa 2.000 abitanti. Nonostante le sue dimensioni contenute, questo borgo è stato per secoli conteso da diverse popolazioni. Esse lasciarono evidenti tracce del loro passaggio nelle strutture del borgo, rendendole in parte uniche.

Il paese nacque come piccolo insediamento greco attorno al 400 a.C. Un secolo più tardi passò sotto al dominio romano prendendo il nome latino di Haluntium. Nel VI secolo invece la cittadina, arricchita dal commercio di vini e oli, diventa un possedimento bizantino di cui ci restano numerosi affreschi custoditi nel Museo bizantino-normanno. In seguito il borgo venne nuovamente conquistato dagli arabi che svilupparono l’agricoltura e ampliarono il commercio. Infine nel 1060 i normanni occuparono la zona ribattezzando il paese San Marco, nome ancora oggi in uso.

Cosa vedere a San Marco d’Alunzio

Castello e Chiesa di San Marco

Nella parte più elevata del borgo si possono trovare le rovine del castello di San Marco assieme alla sua chiesa. Dal 1090 al 1112 esso fu la residenza degli Altavilla conferendogli notevole importanza.

Il castello risale alla dominazione normanna e la costruzione avvenne nel 1061. Quest’ultima, fatta sulle rovine di una precedente fortificazione, fu ordinata da Roberto il Guiscardo. La struttura negli anni seguenti venne usata come sede di governo e municipio fino al 12esimo secolo, quando divenne prigione di stato.

Per quello che riguarda la struttura quello che sappiamo lo dobbiamo ai suoi resti. Da essi si nota la presenza di una corte da dove partivano scalinate per i piani superiori, riservati ai nobili. Inoltre nel castello è stata ampiamente usata la pietra calcarea, specialmente attorno a finestre e porte d’ingresso. Le mura infine circondavano l’edificio legandosi in alcuni punti alle pareti rocciose.

Uscendo dalle rovine dell’edificio possiamo infine osservare la chiesa di San Marco, sorta sulle rovine di un tempio greco. La chiesa nonostante sia attualmente inaccessibile a causa del crollo del tetto, conserva ancora i muri della struttura originale greca.

Chiesa della Madonna Annunziata

Come vedremo anche nelle strutture successive, la zona conta numerosissime chiese (più di 20) forse dovute al passato storico del paese. Una tra le più rilevanti dal punto di vista artistico è la Chiesa della Madonna Annunziata.

Questo edificio nasce sul confine del paese, probabilmente sui resti di un tempio pagano, e si presenta con una sola navata e una struttura piuttosto semplice. La chiesa nonostante non emerga per le sue dimensioni presenta all’interno preziosi affreschi bizantini e una stupenda statua della Vergine in marmo bianco, risalente al XV secolo. Sul piedistallo di questa è anche presente un bassorilievo della San Marco medioevale.

Chiesa di San Salvatore

Un’altra chiesa che sicuramente emerge è quella di San Salvatore.

La struttura che un tempo ospitava un monastero di suore benedettine, sorge in una zona piuttosto separata e isolata dalla città. Tra gli elementi di rilevanza abbiamo sicuramente il portale in marmo, decorato con colonne, angeli e putti.

All’interno dell’edificio poi noteremo una serie di affreschi e statue attribuiti a Giacomo Serpotta. Tra questi sono raffigurati angeli, ghirlande di fiori, putti che giocano e angeli che suonano le trombe.

Infine è presente un altare in legno decorato attribuibile a don Corrado Oddo e databile al XVI secolo.

Museo della Cultura e delle Arti Figurative Bizantine e Normanne

Cosa vedere a San Marco D’Alunzio
San Marco D’Alunzio visto di notte

Ospite del monastero delle Benedettine, costruito a metà del XIV secolo, il Museo Bizantino-Normanno è la maggiore attrazione del paese. Il museo presenta si suddivide principalmente in 3 sezioni: una archeologica, una incentrata sulle arti bizantino-normanne e l’ultima sul Medioevo nei Nebrodi.

La sezione dedicata all’archeologia possiede ritrovamenti greci e romani in ceramica assieme ai resti di un’area sacrificale romana. Il pezzo più interessante di questa sezione è un piattello con cui gli antichi giocavano a kòttabos, appartenente al III secolo a.C.
La sezione più prestigiosa e importante di questo museo è posta nella Cappella dei Quattro Dottori, datata XI secolo. Questa cappella è infatti decorata con splendidi affreschi bizantini mentre nella parte sottostante sono rappresentati su uno sfondo blu i Quattro Dottori della chiesa ortodossa. Nella cappella è inoltre custodito un’altro affresco proveniente dalla chiesetta di San Basilio.

L’ultima sezione infine ricostruisce il medioevo nella zona dei Nebrodi tramite una ricca documentazone riguardante l’architettura, la scultura, l’arte e la cultura di questa zona durante il XV secolo. È infine possibile visitare virtualmente il Museo Bizantino di Atene, grazie a due postazioni multimediali.

Museo Parrocchiale di Arte Sacra

Come già detto, le chiese presenti in tutta la zona sono numerosissime e la religione cattolica ha sviluppato radici molto profonde quest’area. Per questo la chiesa di San Giuseppe nel 1996 diventò l’attuale Museo Parrocchiale di Arte Sacra.

Nel museo sono esposti oltre 500 opere provenienti dalle chiese di tutta la zona e risalenti circa al XV secolo. Tra queste ci sono statue in legno, stemmi nobiliari, vesti indossate nell’antichità dai sacerdoti e persino una tela della Deposizione. Nella sala degli argenti inoltre sono conservati tronetti, tabernacoli, calici e ostensori tutti datati tra il XVII e il XVIII secolo.

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